Alleanze

 

 

PD: chiarezza sulle alleanze.

Per le Regionali e per le Comunali 2019 c’è tempo ma non esistono spazi per alternative al centro sinistra.

Seguo con interesse l’evoluzione del dibattito politico nazionale in particolare nel campo del centro sinistra e confesso tutte le mie preoccupazioni. Per rasserenare gli animi è bene premettere che non serve attaccare nessuno ed è superficiale il metodo ripetuto più volte a sinistra dell’eliminazione del leader per eliminare i problemi. In verità la storia è lì a dimostrare esattamente il contrario. Quindi, se ci sono problemi, e con tutta evidenza i problemi ci sono, il nostro obiettivo non è quello di risolverli contribuendo a sfiduciare Matteo Renzi. C’è un però.  Dobbiamo fare insieme un’analisi che ci permetta di capire le vere ragioni che hanno costretto il PD lungo un precipitoso declino : siamo stati nel 2014 una speranza per l’Italia, nel dicembre 2016 abbiamo perso il referendum costituzionale su cui giocavamo la nostra partita più importante e alle elezioni amministrative di quest’anno siamo stati vissuti dalla maggioranza degli elettori come un problema per l’Italia. Non possiamo banalizzare questo pezzo di storia adducendo motivazioni che non riguardano la conduzione del Partito e l’orizzonte verso cui stiamo procedendo. E allora, con serietà, proviamo a ridefinire l’ordine delle priorità delle nostre politiche adeguandoci ad una società che è repentinamente cambiata. Abbiamo aperto varchi inaspettati nelle scelte per i diritti civili e c’è da chiedersi perché non fare altrettanto con i diritti sociali. Non possiamo negare che viviamo un tempo dove ritornano ad essere a rischio alcune questioni che incidono sulla qualità della Democrazia di un Paese. La garanzia del diritto alla Salute o le prospettive per un lavoro stabile, sono solo due voci tra le tante che meriterebbero più attenzione e politiche più efficaci. E su questo fronte non possiamo schierarci in solitudine o in coalizione a seconda della legge elettorale. Spieghiamoci. Vorremmo tanto che il PD fosse autosufficiente nelle sfide elettorali a partire dalle prossime Politiche. Vorremmo che la nostra proposta non finisse nella rete del confronto con le proposte di altri soggetti politici. Lo vorremmo tutti noi ma in particolare, lo capisco, lo vorrebbe il segretario nazionale perchè la sua proposta è già stata oggetto di valutazione del popolo delle Primarie alcuni mesi fa. Ma questo non basta per vincere. In un sistema elettorale proporzionale questo serve a rafforzare un’identità, quindi ad ottenere più voti, ma il giorno dopo le elezioni comunque saremmo costretti a siglare nuovi patti programmatici con chi è più simile al PD per farsi carico del Governo del Paese. Qui sta il punto e bisogna far chiarezza. Molti di noi continuano a sostenere che le coalizioni si costruiscono prima del voto a prescindere dalla legge elettorale, e comunque, che faremo quando saremo di fronte al maggioritario con certezze sin dal principio sul candidato alla presidenza delle Regioni o sul candidato Sindaco? In quel senso sta la necessità di riaprire un confronto con chi ha costruito casa alla sinistra del PD.  L’alternativa alla coalizione del centrosinistra sta nei numeri e porta inesorabilmente verso il centro destra. Per carità, forse nulla di impressionante per qualche enclave fiorentina ma per molti di noi quell’ipotesi, perché altro non è, resta un’ipotesi impraticabile sulla quale chiameremmo i nostri iscritti ad esprimersi. Infine, mentre amministriamo in coalizioni di centrosinistra, tra meno di un anno saremo chiamati a votare per il rinnovo del Parlamento e tra meno di due per tantissime Amministrazioni Comunali e per il Consiglio Regionale del Piemonte. Con il dovuto rispetto per il paragone non vorremmo che qualcuno nel PD si preparasse alla guida di una coalizione con la speranza di mettere in imbarazzo Claudia Porchietto o Alberto Cirio nel scegliere se stare con noi o con quel che resta del centro destra.  

Domenico Ravetti – Consigliere Regionale

Tre anni di legislatura – Alessandria

In questi tre anni di legislatura il governo regionale a guida Pd, attraverso leggi, provvedimenti e misure frutto del lavoro della Giunta e del Consiglio regionale ha dimostrato come, attraverso idee e impegno, si può realizzare una buona politica al servizio dei cittadini.  Gli obiettivi raggiunti sono stati numerosi e tante sono ancora le azioni che ci siamo ripromessi di portare a termine entro la fine del mandato con lo scopo di garantire ai piemontesi servizi efficienti e di creare nuove opportunità di sviluppo e competitività per il territorio.

Tra i traguardi raggiunti si segnalano:

Sanità: è stato raggiunto l’obiettivo di uscita dal debito ed è stata riacquisita l’autonomia nella spesa per gli investimenti in tecnologie e edilizia sanitaria.

Ospedali più efficienti e sicuri grazie al riordino della rete ospedaliera e potenziamento della rete di assistenza territoriale

Lotta contro gli sprechi: nel mondo viene buttato il 35% di beni alimentari. In Piemonte è stata approvata una legge per recuperare e valorizzare i beni invenduti che prevede una redistribuzione delle eccedenze alimentari, dei beni agricoli non raccolti, ma anche di altri beni come i farmaci a breve scadenza. (l.r. 12/2015)

Lotta alla dipendenza dal gioco d’azzardo: il gioco d’azzardo può diventare una patologia che riduce in povertà intere famiglie. Il Consiglio regionale ha approvato una legge per contrastare e ridurre i rischi legati a questa forma di dipendenza patologica che prevede idonei strumenti per aumentare la consapevolezza sulla dipendenza, favorire un approccio misurato al gioco, informare sui servizi di assistenza e cura dedicati a chi soffre di questo problema e consente ai sindaci di adottare una serie di misure, tra cui le limitazioni degli orari di funzionamento degli apparecchi, regolamentazione delle distanze da aree sensibili come scuole, centri giovanili, divieti di promozione e pubblicità sulle nuove aperture. (l.r. 18/2016)

Rete ferroviaria: gare per offrire treni nuovi e puntuali. I nuovi gestori dovranno garantire un servizio più efficiente in termini di puntualità e qualità dell’offerta. Si prevede, inoltre, il ripristino di alcune linee sospese tra il 2012 e il 2014.

Ambiente: meno rifiuti, meno inquinamento, nessun inceneritore. Il Piemonte si è dotato di un nuovo piano rifiuti moderno ed efficace che attendeva da anni. Il documento fissa una serie di obiettivi: riduzione dei rifiuti urbani, aumento della differenziata e del riciclaggio, tariffazione più precisa che consentirà meno costi per chi produce meno rifiuti. Il nuovo piano affronta anche il tema degli impianti: non ci saranno nuovi inceneritori e l’obiettivo è quello di avere sempre meno bisogno di discariche grazie al riciclo e al riutilizzo della maggior parte dei rifiuti.

Borse di studio universitarie: le risorse destinate al diritto allo studio universitario sono passate da 12 milioni di euro nel 2013 con la precedente Giunta di centrodestra a 17 milioni nel 2014, aumentati di altri 300 mila euro nel 2016. Grazie a questo il Piemonte è stato premiato dal Ministero dell’Istruzione che assegna più fondi da spendere per le borse di studio alle Regioni che investono di più. E’ stato raggiunto così l’obiettivo di coprire il 100% delle borse degli aventi diritto, come non accadeva da 6 anni. 8.000 studenti riceveranno una borsa media di oltre 3.000 euro all’anno.

Legge contro la violenza sulle donne: il contrasto alla violenza di genere fa parte di una legge quadro che prevede anche il reinserimento socio-lavorativo delle vittime e azioni di sensibilizzazione e prevenzione. La Regione sostiene, su tutto il territorio, la presenza e l’attività dei Centri antiviolenza e delle Case Rifugio e assicura il patrocinio legale alle vittime attraverso un fondo di solidarietà. (l.r. 4/2016)

Inoltre, ho presentato una proposta di legge “Gli orti nel Piemonte. Disposizioni in materia di orti biologici didattitici, orti sociali suburbani, urbani e collettivi” che prevede la creazione di orti biologici didattici per le scuole singole o associate, orti suburbani per le zone agricole preriferiche, orti urbani, aree verdi all’interno delle città, orti collettivi, appezzamenti dati in gestione alle associazioni. L’orto è concepito come uno strumento utile contro il degrado e finalizzato a creare riqualificazione sociale e ambientale. Nell provvedimento è inserito uno stanziamento di 300 mila euro per il primo anno in cui la legge entrerà in vigore.

Per quanto concerne gli atti di indirizzo con i quali la Giunta è stata impegnata a mantenere uno specifico orientamento su un tema o a dare attuazione ad una richiesta del Consiglio regionale, nel corso di questi anni, mi sono concentrato, nello specifico, sui temi della sanità e delle politiche sociali, con particolare attenzione alla predisposizione di una normativa di riferimento per i disturbi dello spettro autistico, alla stesura di nuove linee di indirizzo per l’assistenza residenziale e domiciliare degli anziani non autosufficienti, al riordino delle Istituzioni di Assistenza e Beneficenza, al riordino dei servizi residenziali della psichiatria, alla regolamentazione delle discipline bionaturali e del loro esercizio, al contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo, alle norme in materia di edilizia sanitaria e all’utilizzo di dispositivi meccanici per la rianimazione cardiopolmonare.

Ho richiesto, altresì, alla Giunta di valutare l’adesione al Comitato per la valorizzazione degli itinerari cicloturistici dei Colli di Coppi, di intervenire per rilanciare il Teatro comunale di Alessandria dopo la sua lunga chiusura per bonifica da aminato, di assicurare che i nuovi autobus di trasporto pubblico locale siano dotati di caratteristiche che ne consentano l’accesso e la fruizione anche da parte delle persone disabili.

I dossier che puoi scaricare qui raccoglie, per titoli e punti, il lavoro svolto in questi tre anni in Consiglio regionale.

Aziende pubbliche e private: la difficile sfida dell’armonia e degli equilibri.

Equilibri e profitti nel pubblico e nel privato sono l’essenza  ma portare in un’azienda l’armonia è una sfida per i migliori, i forti, i giusti. Sicuramente “il sogno” da realizzare per dare stabilità ai buoni risultati. Per me vale anche per le Asl e le Aso.

 

Un imprenditore ha scritto della sua azienda “Portare un’azienda all’eccellenza è probabilmente il sogno di tutti gli imprenditori, dei dirigenti e dei manager. Raggiungere l’eccellenza con la qualità totale, con l’efficienza, con il costante miglioramento è difficile ma non impossibile. Portare un’azienda all’armonia totale è sicuramente “il sogno” da realizzare. L’imprenditore, il manager deve comunque sentire il desiderio di armonia globale e trasmettere questa sensazione, volerla. Ha l’obbligo di promuoverla, di comunicarla. Non bisogna rinunciare a promuovere il rapporto equilibrato con i dipendenti per spingerli a operare sempre meglio, così con i fornitori, con la clientela. Dobbiamo desiderare per tutti una ricchezza più grande. Unire la parola passione al lavoro può apparire eccessivo, ma come si può descrivere se non come passione il cumulo di sentimenti che ci spinge ad operare sempre al meglio ed in tutti i settori dell’azienda? Nella vita abbiamo imparato che esistono due modi di lavorare, il primo bene, il secondo bene con passione. Ma le nostre risorse umane sono la prima ricchezza dell’azienda. Ecco cosa commerciamo assieme al nostro prodotto.”

Mi pare una riflessione molto utile per comprendere che sono compatibili tra loro due azioni che valgono per le aziende pubbliche così come per quelle private. La prima azione interessa gli equilibri (se è azienda pubblica) o i profitti ( se è azienda privata) nei bilanci. Non esiste azienda sana senza un management in grado di badare alla sostanza economica. La seconda azione è la più complicata da perseguire ma è fondamentale tanto quanto la prima. E’ una sfida riservata ai migliori, ai giusti e ai forti. Non è una sfida per tutti. Forse è per questo che è ben difficile trovare leaders  con il desiderio di generare armonia in azienda, e comunque è noto che quelli che non stanno generando armonia sono sempre gli ultimi a capirlo.