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UN SOLO INTERESSE: LA SALUTE DEI CITTADINI

Accorpamento Asl Aso di Alessandria – Ora possiamo discutere di futuro.

“Una sfida che per la Politica non è conveniente, nemmeno comoda. Ma è giusta per i cittadini.”

Abbiamo superato il Piano di Rientro tra mille difficoltà e probabilmente abbiamo commesso qualche errore in provincia di Alessandria nell’affrontare un cambiamento così radicale in un territorio così ostile. In ogni caso quel Piano è stato superato. Ora le domande sono altre: così proseguendo rischieremo a breve nuovi disequilibri? Il sistema nella nostra zona reggerà l’urto dei nuovi bisogni di salute ai quali dovremo fare fronte con medesime risorse? Quanto siamo lontani dal praticare un modello ottimale che è stato attivato in alcune Regioni d’Italia e in altre zone del Piemonte?

Su questo ultimo punto voglio dire che non esiste un modello standard replicabile ovunque, esiste solo un vestito diverso, unico, cucito addosso alle esigenze del territorio. Quindi, qui da noi, sono convinto che in uno schema policentrico il valore aggiunto deve essere la rete degli ospedali in relazione con la medicina territoriale e con gli enti gestori delle politiche sociali (che, per essere chiaro, dovranno essere quattro, non sei o sette). Ma un nodo centrale della rete sarà l’hub di Alessandria che non risulterà un elemento tendenzialmente concorrenziale, non del tutto cooperante, come ora capita. E questo sarà un bene per tutti, soprattutto per le periferie.

Cosa non funziona oggi, non per colpa di qualcuno, tantomeno dell’attuale management, ma per i limiti del sistema duale? O meglio, per essere precisi, in quali ambiti possiamo migliorare?

Sono scritti molto bene ma possiamo migliorare alcuni Piani Diagnostico Terapeutici Assistenziali, così come il progetto di abbattimento delle liste d’attesa, le appropriatezze delle cure, dalle diagnosi ai ricoveri, fino alle dimissioni, e possiamo migliorare anche il sistema dell’emergenza. Leggiamo i dati, non elaborati da me ma dalle aziende, sui risultati di esercizio del I semestre 2017: Asl Alessandria ha un deficit di 11.443.000 recuperabile, è vero, ma è la peggiore perfomance tra le Asl di Piemonte 2. Aso perde 6.402.000, una cifra su cui incidono diverse variabili e nemmeno tutte di sistema, ma è anch’essa la peggiore Aso di Piemonte 2. Inoltre abbiamo la maglia nera con il dato sulla mobilità passiva, numeri impressionanti che stanno a dimostrare che per diverse patologie i nostri concittadini vanno a curarsi altrove. Aggiungo un’altra questione: abbiamo (ho) emendato il piano obiettivi 2017/2020 di IRES Piemonte chiedendo uno studio entro sei mesi per un nuovo ospedale. Questo studio finalmente produrrà dati sulle attuali strutture che a noi mancano e che ci permetteranno di compiere una scelta in base ad elementi di carattere scientifico, non basate su opinioni più o meno legittime. C’è una premessa però: nessun nuovo ospedale sarà possibile con due aziende attive, e non devo di certo dare spiegazioni su questo argomento almeno a chi possiede due o tre elementi di base sull’amministrazione pubblica. Ma l’accorpamento è la panacea di tutti i mali? Certo che no. Ma è una predisposizione al cambiamento, una mutazione negli atteggiamenti, una sfida accettata.

Accorpare non significa ridurre. Infatti non ridurremo nulla. Né le strutture complesse tantomeno le strutture semplici. E non ridurremo nemmeno il trasferimento del fondo sanitario regionale che sarà pari alla somma del fondo attualmente erogato alle due aziende. Quindi sui contratti tutti possono dormire sonni tranquilli. E allora chi si lamenta? C’è qualcuno che ha paura di questo cambiamento?

Fino a queste righe ho parlato di tutto fuorché di salute. Ma è l’unica cosa che mi interessa in tutta questa storia. Mi si dice che al tempo delle elezioni non bisogna inserire elementi di cambiamento dei sistemi perché gli elettori non capiscono e votano contro. Vero, tutto vero. Ma non decidere ora significa rinviare di altri tre anni quando certamente ci saranno altre elezioni, altre ragioni, le stesse di oggi, per non decidere. Vivo l’ipotesi di accorpamento come una opportunità per rileggere i bisogni di salute della nostra gente restituendo un sistema pubblico adeguato, nuovo, rafforzato, meglio strutturato per affrontare le sfide del futuro. Se dovrò pagare un prezzo elettorale per un’idea, una tensione ideale, un valore, io sono disponibile a pagarlo. Ma preferisco così piuttosto che altro. Entro 60 giorni la Giunta produrrà un disegno di legge che sarà depositato in Commissione. Da lì in poi vedremo cosa accadrà. Ma qualsiasi cosa dovesse accadere voglio assicurare che ho solo pensato a rafforzare i servizi della sanità pubblica. E sono certo che con questo pensiero hanno votato a favore tutti i colleghi di maggioranza e il Movimento 5 Stelle a cui va la mia stima per aver deposto le bandiere in ragione degli interessi del territorio. Sono dispiaciuto per le posizioni di una parte della destra; non le giudico, ma sanno tanto di bassa campagna elettorale e di poco elegante difesa delle poltrone.

Chiudo con una frase che vorrei appartenesse al comune sentire di chi è protagonista nelle Istituzioni: “La vera misura di un uomo non si vede nei suoi momenti di comodità e convenienza, bensì tutte quelle volte in cui affronta le controversie e le sfide.” Una frase pronunciata da Martin Luther King. Appunto, questa è una sfida che non è conveniente, nemmeno comoda. Ma è giusta.

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In provincia di Alessandria in arrivo dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione Sociale circa 14 milioni di euro per interventi di bonifica e per potenziamento del servizio idrico integrato.

Domenico Ravetti: “Un ulteriore passo verso la soluzione di molti problemi del nostro territorio”

Dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) 2014/2020, nello specifico dal Piano Operativo “Interventi per la tutela del territorio e delle acque” Linea di Azione “Interventi di Bonifica di aree inquinate”, sono stati destinati somme molto importanti ai Comuni della Provincia di Alessandria.

A Serravalle Scrivia per opere di impermeabilizzazione e regimazione del Rio Negraro, per il completamento della caratterizzazione, per messa in sicurezza, bonifica e ripristino di alcune aeree vanno 7 milioni e 320 mila euro.

A Casale Monferrato per la rimozione di manti di copertura in cemento-amianto in edifici pubblici, compresa la prosecuzione della bonifica dell’ospedale Santo Spirito vanno 2 milioni 314 mila euro.

Sempre dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) 2014/2020 ma nella Linea di Azione “Interventi per il miglioramento del servizio idrico integrato per usi civili e riduzione delle perdite di rete di acquedotto” sono state destinate ulteriori somme.

A Cassano Spinola per il depuratore 1 milione e 500 mila euro. Ad Alice Bel Colle, Ricaldone e Montaldo Bormida per razionalizzazione dei sistemi di collettamento e depurazione vanno 1 milione di euro.

A Bosio, Mornese, Casaleggio Boiro e Montaldeo per il potenziamento delle sorgenti, manutenzioni ed estensioni dell’acquedotto vanno 500 mila euro.

A Rocca Grimalda per la sostituzione di reti esistenti vanno 170 mila euro.

A Borghetto Borbera, Vignole e Stazzano per la sostituzione di reti esistenti vanno 130 mila euro.

A Silvano d’Orba e Predosa per sostituzione di reti esistenti vanno 150 mila euro.

A Tortona, Castelnuovo Scrivia per sostituzione reti esistenti vanno 130 mila euro.

A Bergamasco e Carentino per l’interconnesione di reti idriche e riduzione carenza approvvigionamento idrico vanno 60 mila euro.

Queste risorse rappresentano un ulteriore passo verso la soluzione di molti problemi del nostro territorio.

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Consumo di suolo (II parte). La situazione in Italia.

Andiamo insieme ad analizzare alcuni dati sul consumo di suolo in Italia, dati prodotti dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente. Il consumo di suolo in Italia continua a crescere, pur segnando un rallentamento negli ultimi anni. Nel periodo compreso tra il novembre 2015 e maggio 2016 le nuove coperture artificiali hanno riguardato altri 50 km quadrati di territorio quindi circa 30 ettari al giorno, 3 metri quadri al secondo. Pur con una velocità ridotta, tuttavia, il consumo di suolo continua a coprire irreversibilmente aree naturali e agricole con asfalto e cemento, edifici e fabbricati, strade a altre infrastrutture, insediamenti commerciali, produttivi e di servizio, anche attraverso l’espansione di aree urbane, spesso a bassa intensità.

Le aree più esposte sono quelle della pianura settentrionale, dell’asse toscano tra Firenze e Pisa, del Lazio, della Campania e del Salento, le principali aree metropolitane, delle fasce costiere, in particolare di quelle adriatica, ligure, campana e siciliana.

Nel 2016 in 15 Regioni viene superato il 5% di consumo di suolo con il valore percentuale più elevato in Lombardia e in Veneto con oltre il 12% e in Campania (oltre il 10%). Seguono Emilia Romagna, Friuli, Lazio, Puglia e Liguria. Il Piemonte è circa a metà di questa graduatoria. Le stime a livello provinciale confermano per il 2016 la provincia di Monza e della Brianza come quella con la percentuale più alta di consumo di suolo rispetto al territorio amministrato. Seguono la provincia di Napoli, Milano, Trieste, Varese, Padova. Il VCO in Piemonte è una delle province con consumo più basso. A presto per i dati relativi ai Comuni.

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Abolita burocrazia per mercatini occasionali.

Una nuova norma per le vendite occasionali su area pubblica, ossia i mercatini degli hobbisti. E’ quanto previsto dall’emendamento del PD approvato al disegno di legge sul riordino dell’ordinamento regionale per il 2017. La proposta è nata dal confronto del gruppo consiliare del Pd con l’Unione nazionale delle Pro Loco (Unpli). Attualmente l’hobbista deve richiedere un’autorizzazione temporanea al Comune di svolgimento del mercatino e per ogni manifestazione è tenuto al pagamento di una marca da bollo. Con l’emendamento azzeriamo la burocrazia e i costi: le autorizzazioni temporanee e le marche da bollo non saranno più necessarie. Gli attuali obblighi e procedimenti amministrativi saranno interamente sostituiti da un semplice libretto in cui verranno registrate le presenze, con un massimo di 18 durante l’anno nei diversi mercatini nei comuni piemontesi. Quella degli hobbisti è un’attività saltuaria che necessitava di una semplificazione, abbiamo così accolto quanto ci chiedevano diversi Comuni e associazioni di tutto il Piemonte.

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Siamo la Regione con i costi della politica più bassi d’Italia.

Approvato il Rendiconto del Consiglio Regionale.

Con un avanzo di esercizio di 11 milioni di euro, dei quali 2,5 disponibili, il Consiglio Regionale del Piemonte ha approvato il Rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2016. Abbiamo portato il costo del Consiglio dai 68 milioni di euro del 2012, agli attuali 48 milioni. Il costo di funzionamento dei Gruppi consiliari, poi, è passato da oltre 2 milioni di euro a circa 175mila.

Oggi possiamo dire con molta soddisfazione che è stato fatto un lavoro che ci consente di essere la Regione con i costi della politica più bassi d’Italia. Siamo di gran lunga meno pagati rispetto a Regioni come la Valle D’Aosta, il Molise o la Basilicata, che hanno un trattamento economico dei consiglieri molto superiore al nostro. Si parla spesso dei costi della politica e dei tanti privilegi che negli anni in molti hanno accumulato. Non è il nostro caso e non è il caso di questa Legislatura piemontese. Mi auguro si colga l’occasione anche per parlare di ciò che abbiamo tradotto in fatti andando ben oltre le parole o le intenzioni espresse in campagna elettorale.

Domenico Ravetti

Consigliere Regionale – Vice Presidente gruppo PD

 

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Disturbi del Comportamento Alimentare: “alziamo il livello di guardia”

L’Audizione in IV Commissione della Commissione Regionale Pari Opportunità insieme all’associazione In Punta di Cuore ci ha permesso di approfondire molti aspetti dei Disturbi del Comportamento Alimentare. Tali patologie (anoressia e bulimia) rappresentano la seconda causa di morte fra i giovani compresi tra i 12 e i 25 anni. I soggetti più colpiti sono le giovani donne in età compresa tra i 12 e i 35 anni ma il fenomeno è in aumento anche nella popolazione maschile. Per curare i Disturbi del comportamento alimentare serve una diagnosi precoce per scongiurare il più possibile la cronicizzazione del disturbo con una equipe multidisciplinare che contenga figure professionali dell’area psichiatrica, psicologica e dell’area nutrizionale.

In Piemonte abbiamo alcuni punti di eccellenza come quello dell’ospedale di Lanzo che nel 2016 ha ospitato 3371 visite e accolto 132 nuovi casi, quello dell’ASL CN1 che è un’efficiente struttura ambulatoriale, il centro di riferimento della Città della Salute di Torino e la Struttura Complessa di Neuropsichiatria Infantile Regina Margherita di Torino.

In accordo con l’Assessore Regionale Saitta dovremo impegnarci nel replicare anche in altre zone del Piemonte queste esperienze giudicate positivamente dai genitori dei pazienti intervenuti in Commissione. Ci lavoreremo, serve al Piemonte.

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Tre anni di legislatura – Alessandria

In questi tre anni di legislatura il governo regionale a guida Pd, attraverso leggi, provvedimenti e misure frutto del lavoro della Giunta e del Consiglio regionale ha dimostrato come, attraverso idee e impegno, si può realizzare una buona politica al servizio dei cittadini.  Gli obiettivi raggiunti sono stati numerosi e tante sono ancora le azioni che ci siamo ripromessi di portare a termine entro la fine del mandato con lo scopo di garantire ai piemontesi servizi efficienti e di creare nuove opportunità di sviluppo e competitività per il territorio.

Tra i traguardi raggiunti si segnalano:

Sanità: è stato raggiunto l’obiettivo di uscita dal debito ed è stata riacquisita l’autonomia nella spesa per gli investimenti in tecnologie e edilizia sanitaria.

Ospedali più efficienti e sicuri grazie al riordino della rete ospedaliera e potenziamento della rete di assistenza territoriale

Lotta contro gli sprechi: nel mondo viene buttato il 35% di beni alimentari. In Piemonte è stata approvata una legge per recuperare e valorizzare i beni invenduti che prevede una redistribuzione delle eccedenze alimentari, dei beni agricoli non raccolti, ma anche di altri beni come i farmaci a breve scadenza. (l.r. 12/2015)

Lotta alla dipendenza dal gioco d’azzardo: il gioco d’azzardo può diventare una patologia che riduce in povertà intere famiglie. Il Consiglio regionale ha approvato una legge per contrastare e ridurre i rischi legati a questa forma di dipendenza patologica che prevede idonei strumenti per aumentare la consapevolezza sulla dipendenza, favorire un approccio misurato al gioco, informare sui servizi di assistenza e cura dedicati a chi soffre di questo problema e consente ai sindaci di adottare una serie di misure, tra cui le limitazioni degli orari di funzionamento degli apparecchi, regolamentazione delle distanze da aree sensibili come scuole, centri giovanili, divieti di promozione e pubblicità sulle nuove aperture. (l.r. 18/2016)

Rete ferroviaria: gare per offrire treni nuovi e puntuali. I nuovi gestori dovranno garantire un servizio più efficiente in termini di puntualità e qualità dell’offerta. Si prevede, inoltre, il ripristino di alcune linee sospese tra il 2012 e il 2014.

Ambiente: meno rifiuti, meno inquinamento, nessun inceneritore. Il Piemonte si è dotato di un nuovo piano rifiuti moderno ed efficace che attendeva da anni. Il documento fissa una serie di obiettivi: riduzione dei rifiuti urbani, aumento della differenziata e del riciclaggio, tariffazione più precisa che consentirà meno costi per chi produce meno rifiuti. Il nuovo piano affronta anche il tema degli impianti: non ci saranno nuovi inceneritori e l’obiettivo è quello di avere sempre meno bisogno di discariche grazie al riciclo e al riutilizzo della maggior parte dei rifiuti.

Borse di studio universitarie: le risorse destinate al diritto allo studio universitario sono passate da 12 milioni di euro nel 2013 con la precedente Giunta di centrodestra a 17 milioni nel 2014, aumentati di altri 300 mila euro nel 2016. Grazie a questo il Piemonte è stato premiato dal Ministero dell’Istruzione che assegna più fondi da spendere per le borse di studio alle Regioni che investono di più. E’ stato raggiunto così l’obiettivo di coprire il 100% delle borse degli aventi diritto, come non accadeva da 6 anni. 8.000 studenti riceveranno una borsa media di oltre 3.000 euro all’anno.

Legge contro la violenza sulle donne: il contrasto alla violenza di genere fa parte di una legge quadro che prevede anche il reinserimento socio-lavorativo delle vittime e azioni di sensibilizzazione e prevenzione. La Regione sostiene, su tutto il territorio, la presenza e l’attività dei Centri antiviolenza e delle Case Rifugio e assicura il patrocinio legale alle vittime attraverso un fondo di solidarietà. (l.r. 4/2016)

Inoltre, ho presentato una proposta di legge “Gli orti nel Piemonte. Disposizioni in materia di orti biologici didattitici, orti sociali suburbani, urbani e collettivi” che prevede la creazione di orti biologici didattici per le scuole singole o associate, orti suburbani per le zone agricole preriferiche, orti urbani, aree verdi all’interno delle città, orti collettivi, appezzamenti dati in gestione alle associazioni. L’orto è concepito come uno strumento utile contro il degrado e finalizzato a creare riqualificazione sociale e ambientale. Nell provvedimento è inserito uno stanziamento di 300 mila euro per il primo anno in cui la legge entrerà in vigore.

Per quanto concerne gli atti di indirizzo con i quali la Giunta è stata impegnata a mantenere uno specifico orientamento su un tema o a dare attuazione ad una richiesta del Consiglio regionale, nel corso di questi anni, mi sono concentrato, nello specifico, sui temi della sanità e delle politiche sociali, con particolare attenzione alla predisposizione di una normativa di riferimento per i disturbi dello spettro autistico, alla stesura di nuove linee di indirizzo per l’assistenza residenziale e domiciliare degli anziani non autosufficienti, al riordino delle Istituzioni di Assistenza e Beneficenza, al riordino dei servizi residenziali della psichiatria, alla regolamentazione delle discipline bionaturali e del loro esercizio, al contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo, alle norme in materia di edilizia sanitaria e all’utilizzo di dispositivi meccanici per la rianimazione cardiopolmonare.

Ho richiesto, altresì, alla Giunta di valutare l’adesione al Comitato per la valorizzazione degli itinerari cicloturistici dei Colli di Coppi, di intervenire per rilanciare il Teatro comunale di Alessandria dopo la sua lunga chiusura per bonifica da aminato, di assicurare che i nuovi autobus di trasporto pubblico locale siano dotati di caratteristiche che ne consentano l’accesso e la fruizione anche da parte delle persone disabili.

I dossier che puoi scaricare qui raccoglie, per titoli e punti, il lavoro svolto in questi tre anni in Consiglio regionale.

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I sassi dal cavalcavia

Ho letto oggi sugli organi di stampa la notizia della conclusione dell’indagine il cui esito avrebbe portato ad individuare i colpevoli del lancio di un sasso da un cavalcavia sul’A26 che ha colpito sul parabrezza un autocarro diretto verso Genova e che fortunatamente non ha provocato eventi drammatici.

Sarebbero due ragazzini di 15 anni residenti a Castellazzo Bormida, un paese di 5 mila abitanti dove anche io abito. Vi sono buone ragioni che mi induco a scrivere alcune riflessioni che nulla hanno a che fare con l’attività della magistratura; una ragione tra le tante riguarda la morbosa ricerca dei nomi , dei cognomi e dei volti di quei giovani che hanno commesso quel maledetto errore. Affermo con chiarezza che trattasi di un errore non giustificabile, pari ad una follia. Non esistono altri commenti, c’è poco da aggiungere, se non che quella follia meriterebbe una profonda analisi estesa alla società in cui viviamo, non solo ai due soggetti.

Convinciamoci di un fatto: non basta individuare i colpevoli. Sarebbe fondamentale individuare le ragioni di quel gesto che vanno più in profondità rispetto alle apparenze e ben oltre i nostri giudizi.  Questi sono figli della nostra società, non sono solo i figli di un padre e di una madre che in queste ore immagino vivranno con sofferenze e sensi di colpa. Sì, una società che sa essere solidale ed inclusiva ma anche ostile, ingiusta ed instabile. Una società molto più fragile di un tempo che ha perso la certezza delle sue agenzie formative e non solo lo smarrimento della famiglia che educava, proteggeva, reprimeva con indulgenza. Nella confusione dei nostri tempi diventa tutto più complicato, anche distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato.

Non so cosa accadrà ora ai due ragazzi, immagino li attenda un percorso di consapevolezza che è più facilmente percorribile in solitudine, senza commenti, senza giudizi ulteriori.

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List Unesco per le Tracce Liguri Oltregiogo Oltremare. Abbreviare i tempi. Chiedo un’Audizione in Consiglio Regionale per un sostegno convinto

Da anni l’Associazione Oltregiogo lavora insieme ai Comuni del territorio, diversi Consorzi e soggetti privati, per consentire ad una porzione significativa del territorio alessandrino d’essere riconosciuto Patrimonio dell’Umanità tutelato dall’Unesco.

Tale iniziativa merita ora un doveroso ed ufficiale approfondimento da parte dell’Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte e a tal fine ho formalmente chiesto al Presidente della VI Commissione Cultura e Turismo del Consiglio Regionale di convocare un’audizione con tutti i soggetti promotori. A questa discussione ora serve aggiungere una piena consapevolezza e un giusto coinvolgimento di tutti i Consiglieri Regionali per sostenere con convinzione il dossier che con dovizia di particolari è stato preparato per la List Unesco per le Tracce liguri Oltregiogo Oltremare.

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Il Volontariato organizzato chiede chiarimenti e impegni precisi

RIFORMA TERZO SETTORE: NECESSARIO UN CHIARIMENTO

Il Consiglio dei Ministri ha approvato lo scorso venerdì 12 maggio i decreti attuativi della Legge sul terzo settore (106/2016). A giudizio delle Associazioni dopo quell’approvazione molti timori contenuti nella “Lettera aperta in difesa del volontariato”,  inviata a tutti i consiglieri regionali nello scorso dicembre, trovano purtroppo oggi piena conferma:

Le stesse sostenevano: “ la legge sul volontariato (266 del 1991) viene abrogata; le Regioni sono esautorate delle loro competenze e ridotte a passacarte in riferimento al Registro nazionale del terzo settore; i Centri servizio del volontariato (nati con la legge 266) sono completamente snaturati e posti al servizio di tutti gli enti iscritti al Registro nazionale. Il volontariato organizzato è decisamente ridimensionato a vantaggio del volontariato individuale che, svolto presso enti non di volontariato, finisce per svolgere solo un  “effetto consenso” presso l’opinione pubblica; si conferma che tutti gli enti del terzo settore non devono avere scopo di lucro ma mentre si mortificano le organizzazioni di volontariato si valorizzano cooperative sociali, imprese sociali, fondazioni e altri enti.”

Parrebbe esserci ancora uno spazio, seppur limitato, per intervenire: i decreti passeranno (entro poche settimane) all’esame delle Commissioni parlamentari competenti ed alla Conferenza Stato-Regioni per tornare poi al Governo per l’approvazione definitiva.

Per parte mia chiederò all’assessore Augusto Ferrari della Regione Piemonte di approfondire la vicenda e, com’è solito fare, nel caso di conferma dei giudizi delle associazioni di volontariato, di impegnarsi per migliorare gli effetti del testo della legge.

Per ciò che concerne l’attività nelle Commissioni parlamentari competenti mi rivolgerò con fiducia agli eletti nella nostra Regione per aprire una fase di ulteriore e necessario chiarimento con il fine di evitare l’eventuale ridimensionamento del ruolo delle associazioni di volontariato.

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