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Abbiamo perso. Adda passá a nuttata?

Alle europee il PD supera la percentuale ottenuta alle Politiche del 2018 ma in una dimensione di solitudine; questa condizione non sarà rilevante per il governo dell’Europa ma è per il PD la condizione peggiore al tempo delle coalizioni e dei ballottaggi nei nostri comuni e del proporzionale nelle elezioni del Paese. Siamo soli e non siamo autosufficienti, insomma, non bastiamo più e da qui deve necessariamente nascere una riflessione per ripartire. Qualcosa nascerà attorno a noi e capiterà indipendentemente da noi ma qualcosa in noi deve cambiare per poter interpretare sogni e necessità e per poterli rappresentare politicamente. È finito il tempo del PD a vocazione maggioritaria che poteva sfidare tutto e tutti. Soprattutto non possiamo sfidare la nostra gente, quella che soffre nelle periferie fisiche ed esistenziali, quella dei figli che hanno paura del futuro, dei padri che rinunciano fino a non aver più nulla a cui rinunciare, degli anziani che si sentono un peso per la società. Non possiamo permetterci più la spavalderia di quelli che sui diritti sociali (casa, scuola, lavoro, salute) ammettono le sfumature che pian piano si fanno sostanza. I diritti sono diritti e vanno radicalmente garantiti. Non possiamo permetterci più atteggiamenti che sembrano “snobismo distaccato” sul tema della sicurezza. E non possiamo più concedere corsie preferenziali alla destra sulla irrinunciabile necessità di rivedere il sistema fiscale e dei controlli per le nostre imprese. Non possiamo fare a meno di un nuovo rapporto con i sindacati dei lavoratori e di una rinnovata relazione con i mondi delle professioni e dei vari settori produttivi. Abbiamo perso e male le Regionali. Le abbiamo perse per il vento nelle vele delle navi leghiste e le abbiamo perse per scelte necessarie, non più rinviabili, a volte anche sbagliate,in ogni caso scelte che hanno generato troppo dissenso.
In provincia di Alessandria le cose sono andate peggio, maledettamente peggio rispetto al resto delle province piemontesi. Non mi interessa rimuovere i colpevoli, mi interessa non rimuovere le cause che hanno generato le sconfitte. Io voglio parlarne approfonditamente. Alcune sono ascrivibili alle dimensioni nazionali, altre ci riguardano e sono tutte accanto a noi. E ogni comune ha cause specifiche ma tratti generali identici. Nel PD della provincia di Alessandria negli ultimi anni abbiamo perso tutto. Dove abbiamo vinto é capitato senza il simbolo del Partito. Per ritornare in sintonia con le persone il cammino non sará semplice e io anticipo che sono dell’idea di evitare scontri e lacerazioni banalizzando le analisi con la ricerca dei colpevoli di tale disastro politico. Ho proposto da subito di affrontare questo passaggio difficile con buon senso e nelle sedi del Partito; tuttavia, tuttavia, tuttavia…ne parleremo in direzione provinciale del PD mercoledì 19 giugno.

Percezioni leghiste

RISPETTO I DIRIGENTI E GLI ELETTORI LEGHISTI MA SPIEGO PERCHÉ LA LEGA SI NUTRE DI PERCEZIONI E NON DI REALTÀ .

Del 2018 stavo dimenticando di portare nel mio bagaglio una ricerca Ipsos, confermata dall’Istituto Cattaneo, che posiziona l’Italia al primo posto, tra i 13 Paesi più sviluppati, nella classifica della percezione più distorta della realtà. Nella sostanza i ricercatori ci restituiscono un quadro in cui la nostra società vive in una realtà parallela rispetto ai fatti, su tutto, ma in particolare su immigrazione, disoccupazione e salute. Ci sbagliamo, giudichiamo in forza di una percezione che spesso non corrisponde al vero e siamo indotti a farlo. Ma a chi giova alimentare uno scarto così  enorme tra la percezione e la realtà? Un po’ dipende da noi, dalla nostra propensione a cercare sul web notizie che ci soddisfano, che confermano le nostre convinzioni sbagliate, quelle che in qualche modo ci rassicurano. Sì, perché la realtà a volte è cruda, poco rassicurante. E un po’ dipende da chi ha forza e interessi economici e politici a generare un mondo che non c’è.

Ecco, la Lega è un generatore automatico di percezioni, la Lega è un costruttore di un mondo che non c’è e si muove agevolmente tra le paure delle persone individuando, di volta in volta, a seconda del tema, un nemico che prima evoca e poi indica. E senza mai assumersi la responsabilità di risolvere i problemi. In sanità,  per fare un esempio, tocca a loro garantire un adeguato Fondo Sanitario Nazionale, un numero congruo di professionisti sanitari, politiche concrete per abbattere le liste d’attesa, è loro dovere investire in ricerca, in innovazione tecnologica e in tanta etica, etica e etica. E invece, giusto per intenderci, la Lega scientificamente costruisce un mondo che non c’è, quello che non contempla le verità piemontesi dove, con fatica, in 5 anni è  stato possibile uscire dalle pietose condizioni in cui loro ci avevano ridotti sino ad ottenere riconoscimenti ministeriali che collocano in prima posizione il Sistema Sanitario piemontese in diversi test qualitativi. Quello di cui la Lega ha bisogno è di tanta incompetenza perché, di fronte alla conoscenza, lo scarto tra la percezione e la realtà si ridurrebbe a sufficienza da limitare in pochi decimali i loro voti.