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Siamo la Regione con i costi della politica più bassi d’Italia.

Approvato il Rendiconto del Consiglio Regionale.

Con un avanzo di esercizio di 11 milioni di euro, dei quali 2,5 disponibili, il Consiglio Regionale del Piemonte ha approvato il Rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2016. Abbiamo portato il costo del Consiglio dai 68 milioni di euro del 2012, agli attuali 48 milioni. Il costo di funzionamento dei Gruppi consiliari, poi, è passato da oltre 2 milioni di euro a circa 175mila.

Oggi possiamo dire con molta soddisfazione che è stato fatto un lavoro che ci consente di essere la Regione con i costi della politica più bassi d’Italia. Siamo di gran lunga meno pagati rispetto a Regioni come la Valle D’Aosta, il Molise o la Basilicata, che hanno un trattamento economico dei consiglieri molto superiore al nostro. Si parla spesso dei costi della politica e dei tanti privilegi che negli anni in molti hanno accumulato. Non è il nostro caso e non è il caso di questa Legislatura piemontese. Mi auguro si colga l’occasione anche per parlare di ciò che abbiamo tradotto in fatti andando ben oltre le parole o le intenzioni espresse in campagna elettorale.

Domenico Ravetti

Consigliere Regionale – Vice Presidente gruppo PD

 

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Disturbi del Comportamento Alimentare: “alziamo il livello di guardia”

L’Audizione in IV Commissione della Commissione Regionale Pari Opportunità insieme all’associazione In Punta di Cuore ci ha permesso di approfondire molti aspetti dei Disturbi del Comportamento Alimentare. Tali patologie (anoressia e bulimia) rappresentano la seconda causa di morte fra i giovani compresi tra i 12 e i 25 anni. I soggetti più colpiti sono le giovani donne in età compresa tra i 12 e i 35 anni ma il fenomeno è in aumento anche nella popolazione maschile. Per curare i Disturbi del comportamento alimentare serve una diagnosi precoce per scongiurare il più possibile la cronicizzazione del disturbo con una equipe multidisciplinare che contenga figure professionali dell’area psichiatrica, psicologica e dell’area nutrizionale.

In Piemonte abbiamo alcuni punti di eccellenza come quello dell’ospedale di Lanzo che nel 2016 ha ospitato 3371 visite e accolto 132 nuovi casi, quello dell’ASL CN1 che è un’efficiente struttura ambulatoriale, il centro di riferimento della Città della Salute di Torino e la Struttura Complessa di Neuropsichiatria Infantile Regina Margherita di Torino.

In accordo con l’Assessore Regionale Saitta dovremo impegnarci nel replicare anche in altre zone del Piemonte queste esperienze giudicate positivamente dai genitori dei pazienti intervenuti in Commissione. Ci lavoreremo, serve al Piemonte.

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Tre anni di legislatura – Alessandria

In questi tre anni di legislatura il governo regionale a guida Pd, attraverso leggi, provvedimenti e misure frutto del lavoro della Giunta e del Consiglio regionale ha dimostrato come, attraverso idee e impegno, si può realizzare una buona politica al servizio dei cittadini.  Gli obiettivi raggiunti sono stati numerosi e tante sono ancora le azioni che ci siamo ripromessi di portare a termine entro la fine del mandato con lo scopo di garantire ai piemontesi servizi efficienti e di creare nuove opportunità di sviluppo e competitività per il territorio.

Tra i traguardi raggiunti si segnalano:

Sanità: è stato raggiunto l’obiettivo di uscita dal debito ed è stata riacquisita l’autonomia nella spesa per gli investimenti in tecnologie e edilizia sanitaria.

Ospedali più efficienti e sicuri grazie al riordino della rete ospedaliera e potenziamento della rete di assistenza territoriale

Lotta contro gli sprechi: nel mondo viene buttato il 35% di beni alimentari. In Piemonte è stata approvata una legge per recuperare e valorizzare i beni invenduti che prevede una redistribuzione delle eccedenze alimentari, dei beni agricoli non raccolti, ma anche di altri beni come i farmaci a breve scadenza. (l.r. 12/2015)

Lotta alla dipendenza dal gioco d’azzardo: il gioco d’azzardo può diventare una patologia che riduce in povertà intere famiglie. Il Consiglio regionale ha approvato una legge per contrastare e ridurre i rischi legati a questa forma di dipendenza patologica che prevede idonei strumenti per aumentare la consapevolezza sulla dipendenza, favorire un approccio misurato al gioco, informare sui servizi di assistenza e cura dedicati a chi soffre di questo problema e consente ai sindaci di adottare una serie di misure, tra cui le limitazioni degli orari di funzionamento degli apparecchi, regolamentazione delle distanze da aree sensibili come scuole, centri giovanili, divieti di promozione e pubblicità sulle nuove aperture. (l.r. 18/2016)

Rete ferroviaria: gare per offrire treni nuovi e puntuali. I nuovi gestori dovranno garantire un servizio più efficiente in termini di puntualità e qualità dell’offerta. Si prevede, inoltre, il ripristino di alcune linee sospese tra il 2012 e il 2014.

Ambiente: meno rifiuti, meno inquinamento, nessun inceneritore. Il Piemonte si è dotato di un nuovo piano rifiuti moderno ed efficace che attendeva da anni. Il documento fissa una serie di obiettivi: riduzione dei rifiuti urbani, aumento della differenziata e del riciclaggio, tariffazione più precisa che consentirà meno costi per chi produce meno rifiuti. Il nuovo piano affronta anche il tema degli impianti: non ci saranno nuovi inceneritori e l’obiettivo è quello di avere sempre meno bisogno di discariche grazie al riciclo e al riutilizzo della maggior parte dei rifiuti.

Borse di studio universitarie: le risorse destinate al diritto allo studio universitario sono passate da 12 milioni di euro nel 2013 con la precedente Giunta di centrodestra a 17 milioni nel 2014, aumentati di altri 300 mila euro nel 2016. Grazie a questo il Piemonte è stato premiato dal Ministero dell’Istruzione che assegna più fondi da spendere per le borse di studio alle Regioni che investono di più. E’ stato raggiunto così l’obiettivo di coprire il 100% delle borse degli aventi diritto, come non accadeva da 6 anni. 8.000 studenti riceveranno una borsa media di oltre 3.000 euro all’anno.

Legge contro la violenza sulle donne: il contrasto alla violenza di genere fa parte di una legge quadro che prevede anche il reinserimento socio-lavorativo delle vittime e azioni di sensibilizzazione e prevenzione. La Regione sostiene, su tutto il territorio, la presenza e l’attività dei Centri antiviolenza e delle Case Rifugio e assicura il patrocinio legale alle vittime attraverso un fondo di solidarietà. (l.r. 4/2016)

Inoltre, ho presentato una proposta di legge “Gli orti nel Piemonte. Disposizioni in materia di orti biologici didattitici, orti sociali suburbani, urbani e collettivi” che prevede la creazione di orti biologici didattici per le scuole singole o associate, orti suburbani per le zone agricole preriferiche, orti urbani, aree verdi all’interno delle città, orti collettivi, appezzamenti dati in gestione alle associazioni. L’orto è concepito come uno strumento utile contro il degrado e finalizzato a creare riqualificazione sociale e ambientale. Nell provvedimento è inserito uno stanziamento di 300 mila euro per il primo anno in cui la legge entrerà in vigore.

Per quanto concerne gli atti di indirizzo con i quali la Giunta è stata impegnata a mantenere uno specifico orientamento su un tema o a dare attuazione ad una richiesta del Consiglio regionale, nel corso di questi anni, mi sono concentrato, nello specifico, sui temi della sanità e delle politiche sociali, con particolare attenzione alla predisposizione di una normativa di riferimento per i disturbi dello spettro autistico, alla stesura di nuove linee di indirizzo per l’assistenza residenziale e domiciliare degli anziani non autosufficienti, al riordino delle Istituzioni di Assistenza e Beneficenza, al riordino dei servizi residenziali della psichiatria, alla regolamentazione delle discipline bionaturali e del loro esercizio, al contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo, alle norme in materia di edilizia sanitaria e all’utilizzo di dispositivi meccanici per la rianimazione cardiopolmonare.

Ho richiesto, altresì, alla Giunta di valutare l’adesione al Comitato per la valorizzazione degli itinerari cicloturistici dei Colli di Coppi, di intervenire per rilanciare il Teatro comunale di Alessandria dopo la sua lunga chiusura per bonifica da aminato, di assicurare che i nuovi autobus di trasporto pubblico locale siano dotati di caratteristiche che ne consentano l’accesso e la fruizione anche da parte delle persone disabili.

I dossier che puoi scaricare qui raccoglie, per titoli e punti, il lavoro svolto in questi tre anni in Consiglio regionale.

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I sassi dal cavalcavia

Ho letto oggi sugli organi di stampa la notizia della conclusione dell’indagine il cui esito avrebbe portato ad individuare i colpevoli del lancio di un sasso da un cavalcavia sul’A26 che ha colpito sul parabrezza un autocarro diretto verso Genova e che fortunatamente non ha provocato eventi drammatici.

Sarebbero due ragazzini di 15 anni residenti a Castellazzo Bormida, un paese di 5 mila abitanti dove anche io abito. Vi sono buone ragioni che mi induco a scrivere alcune riflessioni che nulla hanno a che fare con l’attività della magistratura; una ragione tra le tante riguarda la morbosa ricerca dei nomi , dei cognomi e dei volti di quei giovani che hanno commesso quel maledetto errore. Affermo con chiarezza che trattasi di un errore non giustificabile, pari ad una follia. Non esistono altri commenti, c’è poco da aggiungere, se non che quella follia meriterebbe una profonda analisi estesa alla società in cui viviamo, non solo ai due soggetti.

Convinciamoci di un fatto: non basta individuare i colpevoli. Sarebbe fondamentale individuare le ragioni di quel gesto che vanno più in profondità rispetto alle apparenze e ben oltre i nostri giudizi.  Questi sono figli della nostra società, non sono solo i figli di un padre e di una madre che in queste ore immagino vivranno con sofferenze e sensi di colpa. Sì, una società che sa essere solidale ed inclusiva ma anche ostile, ingiusta ed instabile. Una società molto più fragile di un tempo che ha perso la certezza delle sue agenzie formative e non solo lo smarrimento della famiglia che educava, proteggeva, reprimeva con indulgenza. Nella confusione dei nostri tempi diventa tutto più complicato, anche distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato.

Non so cosa accadrà ora ai due ragazzi, immagino li attenda un percorso di consapevolezza che è più facilmente percorribile in solitudine, senza commenti, senza giudizi ulteriori.

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List Unesco per le Tracce Liguri Oltregiogo Oltremare. Abbreviare i tempi. Chiedo un’Audizione in Consiglio Regionale per un sostegno convinto

Da anni l’Associazione Oltregiogo lavora insieme ai Comuni del territorio, diversi Consorzi e soggetti privati, per consentire ad una porzione significativa del territorio alessandrino d’essere riconosciuto Patrimonio dell’Umanità tutelato dall’Unesco.

Tale iniziativa merita ora un doveroso ed ufficiale approfondimento da parte dell’Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte e a tal fine ho formalmente chiesto al Presidente della VI Commissione Cultura e Turismo del Consiglio Regionale di convocare un’audizione con tutti i soggetti promotori. A questa discussione ora serve aggiungere una piena consapevolezza e un giusto coinvolgimento di tutti i Consiglieri Regionali per sostenere con convinzione il dossier che con dovizia di particolari è stato preparato per la List Unesco per le Tracce liguri Oltregiogo Oltremare.

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Il Volontariato organizzato chiede chiarimenti e impegni precisi

RIFORMA TERZO SETTORE: NECESSARIO UN CHIARIMENTO

Il Consiglio dei Ministri ha approvato lo scorso venerdì 12 maggio i decreti attuativi della Legge sul terzo settore (106/2016). A giudizio delle Associazioni dopo quell’approvazione molti timori contenuti nella “Lettera aperta in difesa del volontariato”,  inviata a tutti i consiglieri regionali nello scorso dicembre, trovano purtroppo oggi piena conferma:

Le stesse sostenevano: “ la legge sul volontariato (266 del 1991) viene abrogata; le Regioni sono esautorate delle loro competenze e ridotte a passacarte in riferimento al Registro nazionale del terzo settore; i Centri servizio del volontariato (nati con la legge 266) sono completamente snaturati e posti al servizio di tutti gli enti iscritti al Registro nazionale. Il volontariato organizzato è decisamente ridimensionato a vantaggio del volontariato individuale che, svolto presso enti non di volontariato, finisce per svolgere solo un  “effetto consenso” presso l’opinione pubblica; si conferma che tutti gli enti del terzo settore non devono avere scopo di lucro ma mentre si mortificano le organizzazioni di volontariato si valorizzano cooperative sociali, imprese sociali, fondazioni e altri enti.”

Parrebbe esserci ancora uno spazio, seppur limitato, per intervenire: i decreti passeranno (entro poche settimane) all’esame delle Commissioni parlamentari competenti ed alla Conferenza Stato-Regioni per tornare poi al Governo per l’approvazione definitiva.

Per parte mia chiederò all’assessore Augusto Ferrari della Regione Piemonte di approfondire la vicenda e, com’è solito fare, nel caso di conferma dei giudizi delle associazioni di volontariato, di impegnarsi per migliorare gli effetti del testo della legge.

Per ciò che concerne l’attività nelle Commissioni parlamentari competenti mi rivolgerò con fiducia agli eletti nella nostra Regione per aprire una fase di ulteriore e necessario chiarimento con il fine di evitare l’eventuale ridimensionamento del ruolo delle associazioni di volontariato.

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No al ritorno al passato. Serve una coalizione nuova nel campo del centro sinistra.

Il PD si impegni a costruirla e Renzi si candidi a guidarla attraverso le Primarie.

Alcuni fra noi dicevano durante il congresso del PD, terminato con le Primarie vinte da Matteo Renzi, che correvamo il rischio di rivivere una nuova stagione di intese più o meno larghe con personalità significative del centro destra, in particolare con l’immarcescibile Silvio Berlusconi. Al primo bivio, quello della legge elettorale, il rischio si è trasformato in qualcosa che assomiglia molto alla realtà. A preoccupare non è il tentativo legittimo di definire assi politici tra le parti che sostengono alcune riforme, ad esempio quella della legge elettorale ( che è un po’come scegliere insieme le regole del gioco ). A preoccupare, almeno, a preoccuparmi, è il fatto che non vedo all’orizzonte coalizioni alternative per il Governo del Paese e non mi appaga il pretesto, la cui semina ho già notato, volto a dimostrare che ci sono delle colpe e stanno alla sinistra del PD. Il tema non è l’antipatia o la simpatia degli uni verso gli altri. Il tema è il progetto della classe dirigente che si candida a Governare per il bene dell’Italia. Qualcosa di chiaro, leggibile e che inevitabilmente ha bisogno di una coalizione di Partiti coesi e compatibili fra loro. Oppure mi si dica che evochiamo l’idea del Partito a vocazione maggioritaria, cioè l’autosufficienza del 40%,  ma pratichiamo nella sostanza la politica del proporzionale dove ognuno è per sé, ma solo durante la campagna elettorale. Poi ognuno è con chi ci sta a fare una maggioranza a prescindere dal programma.

Per questo sarebbe utile che il nostro segretario non esitasse a dirci con semplicità che Nazareno gli ricorda solo Nazaret e non un patto con Berlusconi. E sempre il nostro segretario, sarebbe utile si impegnasse con determinazione a porre le basi per una coalizione molto simile a quella che in tante città i nostri candidati a sindaco presentano agli elettori. Se ascoltasse un consiglio di uno che alla Leopolda non c’è mai stato forse ne ricaverebbe l’autenticità: si candidi a guidare questa nuova coalizione attraverso le Primarie. Faccia qualcosa di nuovo, sia capace di instaurare un dialogo diverso con le generazioni del 2000. E al contempo ricostruisca un progetto con radici profonde che muova le sue ragioni dalle tensioni ideali del socialismo per incontrare quelle della dottrina sociale cattolica. Roba antica, come sono antiche e mai risolte le grandi questioni sociali del lavoro, della salute della formazione scolastica e professionale; fragilità che tuttora sono un tratto distintivo di un numero sempre più crescente di italiani.

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Rianimazione cardiopolmonare

Ravetti (PD): un ordine del giorno per introdurre anche nella nostra Regione dispositivi meccanici per la rianimazione cardiopolmonare.

 

“L’ordine del giorno del quale sono primo firmatario – ha affermato il Presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale Domenico Ravetti – impegna la Giunta regionale a valutare l’opportunità di predisporre, in tempi rapidi, Protocolli regionali finalizzati ad introdurre, anche in Piemonte, i dispositivi meccanici per la rianimazione cardiopolmonare, sia in ambito intra che extraospedaliero. La rianimazione cardiopolmonare, infatti, può essere fondamentale per salvare la vita degli individui soggetti ad arresto cardiaco, annegamento o soffocamento”.

 

“In alcune regioni italiane – ha proseguito il Consigliere Ravetti – tra le quali la Lombardia, la Puglia e la Toscana, tali dispositivi vengono già utilizzati da parte del personale di emergenza e urgenza insieme ai defribillatori al fine di migliorare il soccorso nei confronti dei pazienti colpiti da morte cardiaca improvvisa e consentono di rendere più sicuro, efficace e maggiormente rispondente alle linee guida internazionali, il massaggio cardiaco”.

 

“Ritengo che la possibilità di utilizzare anche nella nostra regione i dispositivi meccanici per la rianimazione cardiopolmonare – ha concluso il Consigliere Ravetti – garantirebbe compressioni costanti anche durante il trasporto in ambulanza, consentendo lo spostamento del paziente in modo più sicuro e aumentando le possibilità di sopravvivenza”.

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Il congresso è terminato. Il bello arriva adesso e serve lealtà.

Le primarie del PD le ha vinte Matteo Renzi ed è lui il segretario nazionale del Partito a cui sono iscritto; non ha vinto Andrea Orlando, che io ho sostenuto con convinzione, e neppure Emiliano. Ma non esiste una sola ragione per cui io debba conformarmi alle posizioni della maggioranza e non cambio idea sugli argomenti che abbiamo utilizzato in queste poche settimane dedicate al Congresso, prima fra gli iscritti e poi tra gli elettori. Resto nel PD sarò rispettoso e chiederò rispetto. Rispetto per le nostre posizioni che mi auguro possano essere vissute sempre come un contributo arricchente per il dibattito, non come un’inutile “gufata”.

Assicuro lealtà appena dopo la sintesi; non assicuro fedeltà al carisma del leader.

Aggiungo che non auspico il fallimento del progetto renziano e non lavorerò per indebolirlo ma non rinuncerò a convincere i miei compagni che è consigliabile una deviazione della rotta rispetto all’attuale navigazione che rischia d’essere solitaria e, su alcune questioni, in linea con alcune traiettorie della destra. Al gruppo dirigente alessandrino confermo tutto il mio impegno (ci mancherebbe altro!) per vincere le elezioni di giugno nel capoluogo e ad Acqui Terme. Ma non smetterò mai, nemmeno per un istante, di dire ad alta voce quello che penso, anche se quello che penso può non essere gradito.  Anzi, lo dirò ancora più forte.

Sui numeri delle Primarie in provincia di Alessandria rilevo che siamo passati da 16.886 elettori a 9.430.

 

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Lettera ai Sindaci della provincia di Alessandria

Gentile Sindaco,

il 12 aprile il Consiglio regionale ha approvato la legge sul bilancio di previsione 2017-2019, pubblicata sul B.U. n. 15, supplemento ordinario n. 1  che prevede un budget complessivo di 12 miliardi di euro, di cui 8 destinati al settore sanitario.

La Giunta, con il supporto del gruppo del Partito democratico, è riuscita nel difficile compito di risanare il bilancio e di uscire dal piano di rientro dei debiti della sanità, la missione era quella di rimediare ai guasti del passato e credo che lo sforzo fatto abbia dato i suoi frutti, pur consapevoli che c’è ancora molto da fare per rimettere la macchina regionale in grado di lavorare in modo utile. Oggi possiamo dirci soddisfatti per l’approvazione di un bilancio che da una parte quella macchina la tiene in piedi, più sana rispetto al passato, e dall’altro si pone come fattore di sviluppo per la nostra regione. I tagli, necessari, sono stati fatti secondo una logica politica e non in modo lineare, si è scelto di salvaguardare e destinare più risorse ad alcuni settori, puntando su investimenti, sostegno alle attività produttive, politiche sociali, diritto allo studio, cultura e turismo.

E proprio in tema di investimenti, in attuazione dell’intesa Stato-Regioni, ai sensi della legge 208/2015 concernente il contributo alla finanza pubblica delle Regioni per l’anno 2017, è stato messo a bilancio un pacchetto di oltre 25 milioni di euro da destinare in via privilegiata agli enti locali per l’attuazione della legge regionale 18 in materia di opere e lavori pubblici, nonché per interventi di edilizia scolastica, in ambito culturale e turistico, per il recupero a fini locativi di immobili da parte di Agenzie territoriali per la casa o di immobili di proprietà di enti locali o loro consorzi con finalità socio-assistenziali, per la rimozione dell’amianto dagli edifici pubblici, per il recupero del dissesto idrogeologico.

Per accedere al contributo bisogna rispondere all’avviso pubblico che verrà reso noto attraverso i canali ufficiali a disposizione della Regione Piemonte. Ricordo che i beneficiari dovranno certificare la liquidabilità delle relative spese entro il 15 dicembre 2017, con le modalità definite dalle delibere della Giunta regionale di assegnazione delle risorse.

Credo si tratti di un’opportunità importante per il territorio Alessandrino, un’iniezione di risorse che finalmente consentirà di realizzare un serie di interventi previsti da tempo.

Rimanendo a disposizione per eventuali chiarimenti porgo Cordiali saluti

Domenico Ravetti

 

Vice Presidente del Gruppo Consiliare del PD

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