Disturbi del Comportamento Alimentare: “alziamo il livello di guardia”

L’Audizione in IV Commissione della Commissione Regionale Pari Opportunità insieme all’associazione In Punta di Cuore ci ha permesso di approfondire molti aspetti dei Disturbi del Comportamento Alimentare. Tali patologie (anoressia e bulimia) rappresentano la seconda causa di morte fra i giovani compresi tra i 12 e i 25 anni. I soggetti più colpiti sono le giovani donne in età compresa tra i 12 e i 35 anni ma il fenomeno è in aumento anche nella popolazione maschile. Per curare i Disturbi del comportamento alimentare serve una diagnosi precoce per scongiurare il più possibile la cronicizzazione del disturbo con una equipe multidisciplinare che contenga figure professionali dell’area psichiatrica, psicologica e dell’area nutrizionale.

In Piemonte abbiamo alcuni punti di eccellenza come quello dell’ospedale di Lanzo che nel 2016 ha ospitato 3371 visite e accolto 132 nuovi casi, quello dell’ASL CN1 che è un’efficiente struttura ambulatoriale, il centro di riferimento della Città della Salute di Torino e la Struttura Complessa di Neuropsichiatria Infantile Regina Margherita di Torino.

In accordo con l’Assessore Regionale Saitta dovremo impegnarci nel replicare anche in altre zone del Piemonte queste esperienze giudicate positivamente dai genitori dei pazienti intervenuti in Commissione. Ci lavoreremo, serve al Piemonte.

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Significato della voce del verbo cambiare e un post scriptum finale.

Non è mai stato il nostro mestiere consegnare ciò che abbiamo ricevuto nelle medesime condizioni. Se la mission è la manutenzione dell’esistente noi siamo i meno adatti. Tutti noi, (e anche quelli che nei tempi passati la pensavano come noi) abbiamo sempre provato a modificare l’esistente non per principio ma perché abbiamo valutato le inadeguatezze rispetto alle esigenze dei cittadini. Forse esiste qualcuno soddisfatto del presente? Forse non sentiamo da tempo tutti l’urgenza del cambiamento? Certo, è molto più semplice conservare che riformare, lo capisco; riformare è un bellissimo verbo durante le campagne congressuali o elettorali ma alla prova delle scelte quel verbo genera cambiamenti nelle abitudini e mette in discussione alcuni privilegi non marginali nella nostra società. Se il cambiamento va nel senso della riduzione delle diseguaglianze e del rafforzamento dei diritti in particolare dei più deboli, i primi ad accendere i focolai del dissenso sono proprio quelli che hanno di più e devono privarsi di qualcosa. Di norma sono quelli più attrezzati per convincere pure i più deboli con artifizi d’ogni genere che il cambiamento non va bene. Insomma, le riforme non sono un ballo per debuttanti ma le riforme servono, eccome servono. Esempi? Ne faccio alcuni elementari, così elementari da far impallidire i populisti del bar dello sport, ma almeno ci facciamo capire. La riforma del fisco: alzare l’aliquota per i redditi più alti abbassando quella per quelli più bassi. Oppure un contributo modesto, da 100 a 500 euro, sul patrimonio immobiliare per incassare circa 10 miliardi a favore delle politiche per il lavoro. Oppure la riforma sulle detrazioni fiscali dove replicare le politiche per le ristrutturazioni o l’efficientamento energetico anche per le spese sociali o sanitarie facendo emergere “il nero”. E ancora, ad esempio, l’abbattimento della tassazione diretta e indiretta per le imprese che producono, innovano e assumono aumentando contemporaneamente la tassazione per chi specula con mere operazioni finanziarie. Insomma, spazi per riforme vere e utili ci sono, basta avere il coraggio di occuparli.
P.S. se in provincia di Alessandria avviassimo le procedure per la fusione tra Azienda Sanitaria Locale e Azienda Ospedaliera con evidentissimi vantaggi per i cittadini chi per primi solleverebbero il polverone delle polemiche?

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Ora c’è lo spazio per aprire una nuova fase

Sanità in provincia di Alessandria: bene le Case della Salute e il blocco operatorio in Alessandria.

04/07/2017 – X LEGISLATURA – Ravetti

Pur tra molte difficoltà il tempo del risanamento del comparto sanitario è stato superato. In questi giorni, con i progetti delle Case della Salute e con l’inaugurazione del blocco operatorio dell’ospedale di Alessandria, cioè con una giusta programmazione, abbiamo dato un segnale sull’avvio della seconda fase, quella degli investimenti con razionalità e in base alle esigenze di salute dei cittadini. Per essere chiari: sono state indicazioni politiche rispettate dai dirigenti delle nostre aziende. Non il contrario. Ora non bisogna fermarsi, si può fare di più e meglio. Sono tuttora evidenti alcuni problemi che meritano più attenzione ed è fondamentale creare “valore aggiunto” nella rete ospedaliera, compreso l’hub di Alessandria, e nell’integrazione tra tutti gli ospedali e le politiche territoriali. Non sarà di sicuro l’inerzia la mia cifra distintiva; a partire dal confronto con i Sindaci e con l’assessore regionale Antonio Saitta intendo valutare soluzioni innovative, anche organizzative, per dare forza e futuro al nostro sistema sanitario.

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Alleanze

 

 

PD: chiarezza sulle alleanze.

Per le Regionali e per le Comunali 2019 c’è tempo ma non esistono spazi per alternative al centro sinistra.

Seguo con interesse l’evoluzione del dibattito politico nazionale in particolare nel campo del centro sinistra e confesso tutte le mie preoccupazioni. Per rasserenare gli animi è bene premettere che non serve attaccare nessuno ed è superficiale il metodo ripetuto più volte a sinistra dell’eliminazione del leader per eliminare i problemi. In verità la storia è lì a dimostrare esattamente il contrario. Quindi, se ci sono problemi, e con tutta evidenza i problemi ci sono, il nostro obiettivo non è quello di risolverli contribuendo a sfiduciare Matteo Renzi. C’è un però.  Dobbiamo fare insieme un’analisi che ci permetta di capire le vere ragioni che hanno costretto il PD lungo un precipitoso declino : siamo stati nel 2014 una speranza per l’Italia, nel dicembre 2016 abbiamo perso il referendum costituzionale su cui giocavamo la nostra partita più importante e alle elezioni amministrative di quest’anno siamo stati vissuti dalla maggioranza degli elettori come un problema per l’Italia. Non possiamo banalizzare questo pezzo di storia adducendo motivazioni che non riguardano la conduzione del Partito e l’orizzonte verso cui stiamo procedendo. E allora, con serietà, proviamo a ridefinire l’ordine delle priorità delle nostre politiche adeguandoci ad una società che è repentinamente cambiata. Abbiamo aperto varchi inaspettati nelle scelte per i diritti civili e c’è da chiedersi perché non fare altrettanto con i diritti sociali. Non possiamo negare che viviamo un tempo dove ritornano ad essere a rischio alcune questioni che incidono sulla qualità della Democrazia di un Paese. La garanzia del diritto alla Salute o le prospettive per un lavoro stabile, sono solo due voci tra le tante che meriterebbero più attenzione e politiche più efficaci. E su questo fronte non possiamo schierarci in solitudine o in coalizione a seconda della legge elettorale. Spieghiamoci. Vorremmo tanto che il PD fosse autosufficiente nelle sfide elettorali a partire dalle prossime Politiche. Vorremmo che la nostra proposta non finisse nella rete del confronto con le proposte di altri soggetti politici. Lo vorremmo tutti noi ma in particolare, lo capisco, lo vorrebbe il segretario nazionale perchè la sua proposta è già stata oggetto di valutazione del popolo delle Primarie alcuni mesi fa. Ma questo non basta per vincere. In un sistema elettorale proporzionale questo serve a rafforzare un’identità, quindi ad ottenere più voti, ma il giorno dopo le elezioni comunque saremmo costretti a siglare nuovi patti programmatici con chi è più simile al PD per farsi carico del Governo del Paese. Qui sta il punto e bisogna far chiarezza. Molti di noi continuano a sostenere che le coalizioni si costruiscono prima del voto a prescindere dalla legge elettorale, e comunque, che faremo quando saremo di fronte al maggioritario con certezze sin dal principio sul candidato alla presidenza delle Regioni o sul candidato Sindaco? In quel senso sta la necessità di riaprire un confronto con chi ha costruito casa alla sinistra del PD.  L’alternativa alla coalizione del centrosinistra sta nei numeri e porta inesorabilmente verso il centro destra. Per carità, forse nulla di impressionante per qualche enclave fiorentina ma per molti di noi quell’ipotesi, perché altro non è, resta un’ipotesi impraticabile sulla quale chiameremmo i nostri iscritti ad esprimersi. Infine, mentre amministriamo in coalizioni di centrosinistra, tra meno di un anno saremo chiamati a votare per il rinnovo del Parlamento e tra meno di due per tantissime Amministrazioni Comunali e per il Consiglio Regionale del Piemonte. Con il dovuto rispetto per il paragone non vorremmo che qualcuno nel PD si preparasse alla guida di una coalizione con la speranza di mettere in imbarazzo Claudia Porchietto o Alberto Cirio nel scegliere se stare con noi o con quel che resta del centro destra.  

Domenico Ravetti – Consigliere Regionale

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Tre anni di legislatura – Alessandria

In questi tre anni di legislatura il governo regionale a guida Pd, attraverso leggi, provvedimenti e misure frutto del lavoro della Giunta e del Consiglio regionale ha dimostrato come, attraverso idee e impegno, si può realizzare una buona politica al servizio dei cittadini.  Gli obiettivi raggiunti sono stati numerosi e tante sono ancora le azioni che ci siamo ripromessi di portare a termine entro la fine del mandato con lo scopo di garantire ai piemontesi servizi efficienti e di creare nuove opportunità di sviluppo e competitività per il territorio.

Tra i traguardi raggiunti si segnalano:

Sanità: è stato raggiunto l’obiettivo di uscita dal debito ed è stata riacquisita l’autonomia nella spesa per gli investimenti in tecnologie e edilizia sanitaria.

Ospedali più efficienti e sicuri grazie al riordino della rete ospedaliera e potenziamento della rete di assistenza territoriale

Lotta contro gli sprechi: nel mondo viene buttato il 35% di beni alimentari. In Piemonte è stata approvata una legge per recuperare e valorizzare i beni invenduti che prevede una redistribuzione delle eccedenze alimentari, dei beni agricoli non raccolti, ma anche di altri beni come i farmaci a breve scadenza. (l.r. 12/2015)

Lotta alla dipendenza dal gioco d’azzardo: il gioco d’azzardo può diventare una patologia che riduce in povertà intere famiglie. Il Consiglio regionale ha approvato una legge per contrastare e ridurre i rischi legati a questa forma di dipendenza patologica che prevede idonei strumenti per aumentare la consapevolezza sulla dipendenza, favorire un approccio misurato al gioco, informare sui servizi di assistenza e cura dedicati a chi soffre di questo problema e consente ai sindaci di adottare una serie di misure, tra cui le limitazioni degli orari di funzionamento degli apparecchi, regolamentazione delle distanze da aree sensibili come scuole, centri giovanili, divieti di promozione e pubblicità sulle nuove aperture. (l.r. 18/2016)

Rete ferroviaria: gare per offrire treni nuovi e puntuali. I nuovi gestori dovranno garantire un servizio più efficiente in termini di puntualità e qualità dell’offerta. Si prevede, inoltre, il ripristino di alcune linee sospese tra il 2012 e il 2014.

Ambiente: meno rifiuti, meno inquinamento, nessun inceneritore. Il Piemonte si è dotato di un nuovo piano rifiuti moderno ed efficace che attendeva da anni. Il documento fissa una serie di obiettivi: riduzione dei rifiuti urbani, aumento della differenziata e del riciclaggio, tariffazione più precisa che consentirà meno costi per chi produce meno rifiuti. Il nuovo piano affronta anche il tema degli impianti: non ci saranno nuovi inceneritori e l’obiettivo è quello di avere sempre meno bisogno di discariche grazie al riciclo e al riutilizzo della maggior parte dei rifiuti.

Borse di studio universitarie: le risorse destinate al diritto allo studio universitario sono passate da 12 milioni di euro nel 2013 con la precedente Giunta di centrodestra a 17 milioni nel 2014, aumentati di altri 300 mila euro nel 2016. Grazie a questo il Piemonte è stato premiato dal Ministero dell’Istruzione che assegna più fondi da spendere per le borse di studio alle Regioni che investono di più. E’ stato raggiunto così l’obiettivo di coprire il 100% delle borse degli aventi diritto, come non accadeva da 6 anni. 8.000 studenti riceveranno una borsa media di oltre 3.000 euro all’anno.

Legge contro la violenza sulle donne: il contrasto alla violenza di genere fa parte di una legge quadro che prevede anche il reinserimento socio-lavorativo delle vittime e azioni di sensibilizzazione e prevenzione. La Regione sostiene, su tutto il territorio, la presenza e l’attività dei Centri antiviolenza e delle Case Rifugio e assicura il patrocinio legale alle vittime attraverso un fondo di solidarietà. (l.r. 4/2016)

Inoltre, ho presentato una proposta di legge “Gli orti nel Piemonte. Disposizioni in materia di orti biologici didattitici, orti sociali suburbani, urbani e collettivi” che prevede la creazione di orti biologici didattici per le scuole singole o associate, orti suburbani per le zone agricole preriferiche, orti urbani, aree verdi all’interno delle città, orti collettivi, appezzamenti dati in gestione alle associazioni. L’orto è concepito come uno strumento utile contro il degrado e finalizzato a creare riqualificazione sociale e ambientale. Nell provvedimento è inserito uno stanziamento di 300 mila euro per il primo anno in cui la legge entrerà in vigore.

Per quanto concerne gli atti di indirizzo con i quali la Giunta è stata impegnata a mantenere uno specifico orientamento su un tema o a dare attuazione ad una richiesta del Consiglio regionale, nel corso di questi anni, mi sono concentrato, nello specifico, sui temi della sanità e delle politiche sociali, con particolare attenzione alla predisposizione di una normativa di riferimento per i disturbi dello spettro autistico, alla stesura di nuove linee di indirizzo per l’assistenza residenziale e domiciliare degli anziani non autosufficienti, al riordino delle Istituzioni di Assistenza e Beneficenza, al riordino dei servizi residenziali della psichiatria, alla regolamentazione delle discipline bionaturali e del loro esercizio, al contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo, alle norme in materia di edilizia sanitaria e all’utilizzo di dispositivi meccanici per la rianimazione cardiopolmonare.

Ho richiesto, altresì, alla Giunta di valutare l’adesione al Comitato per la valorizzazione degli itinerari cicloturistici dei Colli di Coppi, di intervenire per rilanciare il Teatro comunale di Alessandria dopo la sua lunga chiusura per bonifica da aminato, di assicurare che i nuovi autobus di trasporto pubblico locale siano dotati di caratteristiche che ne consentano l’accesso e la fruizione anche da parte delle persone disabili.

I dossier che puoi scaricare qui raccoglie, per titoli e punti, il lavoro svolto in questi tre anni in Consiglio regionale.

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Aziende pubbliche e private: la difficile sfida dell’armonia e degli equilibri.

Equilibri e profitti nel pubblico e nel privato sono l’essenza  ma portare in un’azienda l’armonia è una sfida per i migliori, i forti, i giusti. Sicuramente “il sogno” da realizzare per dare stabilità ai buoni risultati. Per me vale anche per le Asl e le Aso.

 

Un imprenditore ha scritto della sua azienda “Portare un’azienda all’eccellenza è probabilmente il sogno di tutti gli imprenditori, dei dirigenti e dei manager. Raggiungere l’eccellenza con la qualità totale, con l’efficienza, con il costante miglioramento è difficile ma non impossibile. Portare un’azienda all’armonia totale è sicuramente “il sogno” da realizzare. L’imprenditore, il manager deve comunque sentire il desiderio di armonia globale e trasmettere questa sensazione, volerla. Ha l’obbligo di promuoverla, di comunicarla. Non bisogna rinunciare a promuovere il rapporto equilibrato con i dipendenti per spingerli a operare sempre meglio, così con i fornitori, con la clientela. Dobbiamo desiderare per tutti una ricchezza più grande. Unire la parola passione al lavoro può apparire eccessivo, ma come si può descrivere se non come passione il cumulo di sentimenti che ci spinge ad operare sempre al meglio ed in tutti i settori dell’azienda? Nella vita abbiamo imparato che esistono due modi di lavorare, il primo bene, il secondo bene con passione. Ma le nostre risorse umane sono la prima ricchezza dell’azienda. Ecco cosa commerciamo assieme al nostro prodotto.”

Mi pare una riflessione molto utile per comprendere che sono compatibili tra loro due azioni che valgono per le aziende pubbliche così come per quelle private. La prima azione interessa gli equilibri (se è azienda pubblica) o i profitti ( se è azienda privata) nei bilanci. Non esiste azienda sana senza un management in grado di badare alla sostanza economica. La seconda azione è la più complicata da perseguire ma è fondamentale tanto quanto la prima. E’ una sfida riservata ai migliori, ai giusti e ai forti. Non è una sfida per tutti. Forse è per questo che è ben difficile trovare leaders  con il desiderio di generare armonia in azienda, e comunque è noto che quelli che non stanno generando armonia sono sempre gli ultimi a capirlo.

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I sassi dal cavalcavia

Ho letto oggi sugli organi di stampa la notizia della conclusione dell’indagine il cui esito avrebbe portato ad individuare i colpevoli del lancio di un sasso da un cavalcavia sul’A26 che ha colpito sul parabrezza un autocarro diretto verso Genova e che fortunatamente non ha provocato eventi drammatici.

Sarebbero due ragazzini di 15 anni residenti a Castellazzo Bormida, un paese di 5 mila abitanti dove anche io abito. Vi sono buone ragioni che mi induco a scrivere alcune riflessioni che nulla hanno a che fare con l’attività della magistratura; una ragione tra le tante riguarda la morbosa ricerca dei nomi , dei cognomi e dei volti di quei giovani che hanno commesso quel maledetto errore. Affermo con chiarezza che trattasi di un errore non giustificabile, pari ad una follia. Non esistono altri commenti, c’è poco da aggiungere, se non che quella follia meriterebbe una profonda analisi estesa alla società in cui viviamo, non solo ai due soggetti.

Convinciamoci di un fatto: non basta individuare i colpevoli. Sarebbe fondamentale individuare le ragioni di quel gesto che vanno più in profondità rispetto alle apparenze e ben oltre i nostri giudizi.  Questi sono figli della nostra società, non sono solo i figli di un padre e di una madre che in queste ore immagino vivranno con sofferenze e sensi di colpa. Sì, una società che sa essere solidale ed inclusiva ma anche ostile, ingiusta ed instabile. Una società molto più fragile di un tempo che ha perso la certezza delle sue agenzie formative e non solo lo smarrimento della famiglia che educava, proteggeva, reprimeva con indulgenza. Nella confusione dei nostri tempi diventa tutto più complicato, anche distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato.

Non so cosa accadrà ora ai due ragazzi, immagino li attenda un percorso di consapevolezza che è più facilmente percorribile in solitudine, senza commenti, senza giudizi ulteriori.

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Fidatevi di loro

Domenica 11 giugno in molte città si apriranno i seggi per scegliere il sindaco e i consiglieri comunali. Nella nostra provincia, oltre a diversi piccoli e medi Comuni, andranno al voto Alessandria e Acqui Terme.

So bene che questo è un periodo in cui la politica è vissuta con distacco,  con sospetto, addirittura spesso è considerata come la causa delle tante difficoltà che ogni giorno affrontate. Ne sono consapevole e ho buone ragioni per comprendere che avete maturato quel giudizio negli anni sul terreno degli errori commessi.

Eppure “politica” resta una bella parola se preceduta da aggettivi che la qualificano: buona, responsabile, competente, equilibrata, onesta. Questi aggettivi abbinati al sostantivo “politica” non sempre, a dire il vero quasi mai, ci convincono; così è capitato che molti elettori hanno scelto alternative che hanno appagato il senso di rivalsa nei confronti di un presunto sistema ma che nel  breve e medio periodo si sono rivelate non idonee  all’amministrazione dei nostri Comuni.  E negli ultimi mesi e giorni sono emersi alcuni evidenti esempi a sostegno di quello che ho scritto.

Guardate, potete andare al mare o potete apporre una croce sul simbolo che più di altri restituisce un senso di liberazione. Fatelo, molti lo faranno, ma sbagliereste; sarebbe pur un gesto liberatorio ma inutile e isolato. Domenica in palio c’è una parte più o meno marginale della soluzione dei vostri  problemi, non c’è un gioco a mandare a quel paese qualcuno.

Io dico centro sinistra, e in particolare io dico PD. Lo dico per ciò che è stato fatto negli ultimi cinque anni e per quello che si intenderà fare nei prossimi cinque. Questo non basta? Questo argomento non è stato e non sarà sufficiente a convincervi?

Allora aggiungo con ancora più forza che in quelle liste sono state candidate parecchie persone che conosco e alcune sono certo che le conoscete pure voi.

Sono cittadini buoni e responsabili; hanno dimostrato competenza amministrativa e capacità nelle loro attività professionali; sono riconosciuti per equilibrio e per onestà. Sono giovani impegnati nelle associazioni di volontariato, sono studenti.

Li conosco, per me sono i pilastri su cui costruire la politica di cui abbiamo bisogno. Fidatevi di loro.

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List Unesco per le Tracce Liguri Oltregiogo Oltremare. Abbreviare i tempi. Chiedo un’Audizione in Consiglio Regionale per un sostegno convinto

Da anni l’Associazione Oltregiogo lavora insieme ai Comuni del territorio, diversi Consorzi e soggetti privati, per consentire ad una porzione significativa del territorio alessandrino d’essere riconosciuto Patrimonio dell’Umanità tutelato dall’Unesco.

Tale iniziativa merita ora un doveroso ed ufficiale approfondimento da parte dell’Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte e a tal fine ho formalmente chiesto al Presidente della VI Commissione Cultura e Turismo del Consiglio Regionale di convocare un’audizione con tutti i soggetti promotori. A questa discussione ora serve aggiungere una piena consapevolezza e un giusto coinvolgimento di tutti i Consiglieri Regionali per sostenere con convinzione il dossier che con dovizia di particolari è stato preparato per la List Unesco per le Tracce liguri Oltregiogo Oltremare.

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Il carcere

Sono intervenuto in Aula sulla relazione del Garante dei detenuti on. Bruno Mellano e ho colto l’occasione per esprimere alcuni giudizi e per soffermarmi su alcune vicende.

La premessa è nelle parole di Voltaire “Il grado di civiltà di un Paese si misura osservando le condizioni delle sue carceri” che mi inducono a pensare che l’Italia è un Paese in continua emergenza considerato che non abbiamo da troppi anni una politica in grado di affrontare con una prospettiva di medio e lungo termine la situazione delle carceri. Alcuni dati: più di 55 mila detenuti ristretti nei 193 istituti di pena, fra questi 1/3 stranieri, in particolare dal Marocco, dalla Romania, dall’Albania e dalla Tunisia. Abbiamo migliorato il dato dell’affollamento nelle celle ma siamo sempre piazzati male, molto male, nelle classifiche europee circa i costi del sistema; impressionante il dato dei suicidi, circa 1 alla settimana, e critico quello della percentuale del personale non solo della Polizia Penitenziaria per il reinserimento dei detenuti nella società. Mi preoccupano particolarmente le problematiche strutturali dei 13 edifici piemontesi: da uno studio tecnico presentato recentemente sarebbero necessari circa 7 milioni di euro per il rispetto delle norme e per adeguare l’esistente alle esigenze minime. Ebbene, risultano essere  a disposizione per ciascuno degli istituti, non più di 10 mila euro, quindi il nulla.

Sui problemi del personale, in particolare della Penitenziaria, i mezzi di informazione hanno avuto modo di raccontare i disagi degli ultimi anni; sono assegnati in Piemonte 3463 soggetti in pianta organica ma in verità sono stati assegnati 2532 addetti di cui molti non utilizzati per distacchi, malattie, ferie o altri incarichi. Insomma, il sistema avrebbe bisogno di nuove assunzioni in tempi rapidi per evitare problemi anche nel garantire la sicurezza.

Di particolare interesse sono i problemi della sanità. Vale la pena sottolineare che mancano dati epidemiologici e molti servizi non sono garantiti. Inoltre è emerso che nel carcere, oltre a non essere garantito sempre il diritto alla cura, il rischio di ammalarsi è elevatissimo. Così come d’interesse è il lavoro come strumento di recupero: 16250 lavoranti di cui solo 2771 impegnati all’esterno delle mura in lavori socialmente utili con imprese, cooperative e Amministrazioni Pubbliche. E’ provato che l’aumento dell’impiego esterno garantisce un reinserimento sociale più efficace e diminuisce il rischio di recidiva.

Infine, ho voluto porre l’accento sul tema dell’ergastolo ostativo con le parole di Gaetano Silvestri,  Presidente Emerito della Corte Costituzionale: “  Non è una pena di morte, ma una pena alla non vita, una condanna perpetua ad essere privato della propria natura. Una siffatta condizione pone l’individuo in una situazione talmente deteriore da compromettere il valore supremo della dignità della persona. Lo spirito di vendetta non ha copertura costituzionale”.

Stiamo parlando di oltre 1100 ergastolani che non avranno mai, perlomeno fino alla morte, la possibilità di uscire dal carcere e non potranno mai godere di alcun beneficio nemmeno grazie alla buona condotta. Mi sono permesso di porre questo tema non per “buonismo” che, come sanno le persone che meglio mi conoscono, non mi appartiene. L’ho fatto nonostante la consapevolezza che in tempi di terrorismo internazionale e di perdurante aggressività delle organizzazioni criminali di stampo mafioso la reazione popolare, più che comprensibile, non può che essere sfavorevole.

L’ho fatto perché esiste un piano etico e giuridico, fattore che tiene fede ai valori posti a base della nostra civiltà. Mi interessa uno Stato giusto, che vale molto più di uno Stato moderno.

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