In Consiglio Regionale si discuta della crisi Pernigotti. Facciamo di tutto per salvare stabilimento e lavoro

In questo contesto di crisi economica e occupazionale la notizia della possibile chiusura della Pernigotti di Novi Ligure è un dramma per i lavoratori e per le loro famiglie e una pesante perdita di un altro marchio rilevante, una delle più importanti e storiche realtà nel settore dolciario del nostro Paese.  Per questo ho presentato un documento che sarà discusso e votato in Consiglio Regionale martedì 13 p.v.; questo atto formale è finalizzato a dare ancora più forza alla Giunta Regionale nel confronto attivato attorno al Tavolo di crisi già convocato presso il competente Ministero. Occorre intervenire per scongiurare la chiusura dello stabilimento e per salvaguardare il più possibile i livelli occupazionali

Ravetti ( Capogruppo PD): “Federalismo: avviare subito con il Governo la maggiore autonomia. La Lega passi ai fatti sostenendo le richieste delle Regioni.”

Approvata in Consiglio Regionale la proposta di deliberazione per il riconoscimento di un’autonomia differenziata della Regione Piemonte.

“Non chiediamo più soldi allo Stato ma più libertà di gestirli su alcune precise competenze che riteniamo strategiche per lo sviluppo della nostra Regione”.

Lo dichiara il capogruppo del PD, Domenico Ravetti, dopo l’approvazione della delibera del Consiglio regionale del Piemonte con la quale si chiede al Governo l’apertura di un negoziato ai sensi dell’articolo 116 della Costituzione sull’autonomia differenziata. “Una sorta – continua – di una terza via pragmatica tra il vecchio centralismo, che alcuni vorrebbero riproporre ancora oggi, e un federalismo di vecchia convenzione inconcludente e sbandierato solo ai fini elettorali; sul tema – prosegue – mi auguro che il Governo proceda in tempi brevi, si tratta di creare una maggiore coerenza su materie la cui gestione rafforzata del Piemonte offrirebbe una maggiore agilità su temi quali: il lavoro, la sanità, il governo del territorio, le politiche della montagna e l’ambiente, gestione delle non autosufficienze, tutti ambiti – conclude – su cui il Piemonte vuole incidere maggiormente e con meno conflitti di attribuzione con lo Stato centrale”.

Vogliamo più autonomia per la Regione Piemonte e certezze per le Amministrazioni Provinciali.

 

In I Commissione, e presto approderà in Aula, stiamo trattando il Procedimento di individuazione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia ai sensi dell’art.116 della Costituzione. In sostanza proponiamo al Governo più autonomia per il Piemonte precisamente nell’ambito delle seguenti 8 materie alcune fra queste già di nostra competenza: governo del territorio, beni paesaggistici e culturali. Protezione civile e infrastrutture. Tutela del lavoro, istruzione tecnica e professionale, istruzione universitaria. Politiche sanitarie. Coordinamento della finanza pubblica. Ambiente. Fondi sanitari integrativi. Rapporti internazionali e con l’Unione Europea.

Tutto ciò avviene al tempo delle elezioni di un Ente, la Provincia, che è stato messo in sicurezza dopo il NO al Referendum Costituzionale del 4 dicembre 2016. Ma la sicurezza riguarda la denominazione, che è mantenuta nella Carta Costituzionale, non certo nelle risorse finanziarie e nella possibilità di far fronte alle competenze che restano in capo all’Ente stesso. A dir la verità, così come sono strutturate le entrate nei bilanci, il rischio di default mi pare evidentissimo. Per efficientare i servizi alle imprese e ai cittadini considero fondamentali da subito atti formali per ridare strumenti finanziari e prospettive al personale. E le competenze della Provincia sono, ad esempio, la pianificazione territoriale, la tutela e la valorizzazione dell’ambiente, la pianificazione dei servizi di trasporto, la gestione delle strade provinciali, la rete scolastica, l’assistenza tecnico amministrativa ai Comuni. Competenze che possiamo definire strategiche.

Infine, la Democrazia ha un significato che può essere declinato operativamente con diverse modalità. Nel caso delle elezioni provinciali del 31 ottobre prossimo il senso della Democrazia è nel voto degli eletti nei Consigli Comunali che scelgono tra loro i Consiglieri Provinciali. Io preferisco quando votano i cittadini. Per questo auspico a breve una riforma coraggiosa che, oltre ai bilanci, restituisca agli elettori la possibilità di scegliere contestualmente i Consiglieri Provinciali e il Presidente.

200 milioni di euro per l’economia piemontese

Domenico Ravetti (Capogruppo PD Consiglio Regionale) “Abbiamo destinato oltre 200 milioni di fondi Finpiemonte a sostegno dell’economia piemontese.”

 

Il Consiglio regionaledichiara il Capogruppo del PD Domenico Ravettiha approvato all’unanimità dei votanti (27 sì e 10 non votanti) il disegno di legge 239 “Modifiche alla legge regionale 29 giugno 2018, n. 7 (Disposizioni urgenti in materia di bilancio di previsione finanziario 2018-2020)” che da un lato si adegua ai rilievi governativi sulla modalità tecnica della cessione dei crediti della finanziaria alla Regione Piemonte, dall’altro approva puntualmente le scelte per i settori di intervento.

 

Per le attività culturali continua Ravettici sono 8,5 milioni di euro, per il turismo 18,25, mentre per l’ambiente saranno destinati 5,4 milioni. Alle politiche sociali e della famiglia andranno 8,3, e la parte più rilevante andrà allo sviluppo economico e competitività con oltre 141 milioni così suddivisi: industria pmi e artigianato 113 milioni, commercio e tutela consumatori 17,3 milioni, ricerca e innovazione 11 milioni. Lavoro e formazione otterranno 13 milioni mentre alle fonti energetiche sono destinati 5 milioni.

 

La nuova legge conclude il Capogruppo – inserisce la modifica quindi nella norma che dispone la cancellazione dall’albo degli intermediatori finanziari di Finpiemonte Spa e che libera la somma di 200 milioni mediante la riduzione del capitale sociale della partecipata regionale che si attesta a 156 milioni.

 

 

LETTERA AL DIRETTORE DE IL MONFERRATO

 

Caro Direttore,

da molto tempo nei nostri territori – Turismo – è diventato il titolo di un continuo dibattito pubblico a cui partecipano in molti e spesso con autorevoli visioni. Io non ho alcuna pretesa, ma vorrei con chiarezza esprimere il mio pensiero e quindi La ringrazio per l’ospitalità. L’Italia è un Paese turistico e anche il Piemonte lo è. Ma il turismo non è una vaga qualifica, è economia, quindi è impresa, è sistema ricettivo, commercio, agricoltura, trasporti ed è posti di lavoro, molte volte tanti posti di lavoro. Il Piemonte dimostra, ancor più di altre Regioni, che i dati sono in continua crescita grazie a quattro prodotti: Torino, città della cultura con la sua specificità sabauda; la montagna, con l’offerta “estate” in espansione più dell’offerta “inverno”; i laghi e la collina.

Quello che voglio dire è che nel mondo, perché è nel mondo che questi prodotti si vendono, il Piemonte è scelto per queste ragioni, non per altre. Per non divagare analizzo le opportunità che derivano dal prodotto “collina,” opportunità che interessano il nostro Monferrato che, oltre ad essere un territorio dove l’enogastronomia ha tratti di assoluta eccellenza, dove la bellezza del paesaggio restituisce emozioni indimenticabili, dove le storie di diverse civiltà hanno lasciato tracce indelebili, il Monferrato, dicevo, è anche un Patrimonio dell’Umanità grazie agli Infernot. Un Monferrato, il nostro, che cresce ma cresce meno di altre colline piemontesi pur avendo potenzialità maggiori. Abbiamo una bellissima storia da raccontare, e la raccontiamo, ma in questo settore economico la storia va ascoltata altrove non basta raccontarla qui. E quello che dobbiamo ora domandarci è se nel mondo la stanno ascoltando, se usiamo gli strumenti giusti per arrivare là dove altri in competizione con noi arrivano e arrivano già da tempo. Vorrei affermare l’idea che è fondamentale una sola organizzazione professionale, almeno di dimensioni provinciali, che ci promuova con una strategia adeguata nei mercati dove la nostra proposta può essere acquistata. Una sola organizzazione che sappia tenere insieme pubblico e privato a partire dagli investimenti. Non è più il tempo di parlare al mondo con le voci di ogni singolo Comune, di ogni Pro Loco di ogni Comune, con la voce di singole imprese e nemmeno di Consorzi di imprese. E non è neppure più il tempo di raccontare al mondo la nostra storia con l’autonomia della voce di Fondazioni Bancarie o della Camera di Commercio. Non è più possibile farlo semplicemente perché quelle voci non arrivano. E’ tempo di mettere insieme le nostre forze, almeno nel territorio della provincia di Alessandria, con un progetto turistico con cui essere sfidanti nel mondo e grazie al quale è possibile sviluppare imprese e posti di lavoro. Ed è tempo di promuovere i nostri campanili, non di arroccarci all’interno. Altrove, e nemmeno tanto lontano da noi, fanno così. Proviamo insieme a leggere qualche numero del bilancio consuntivo 2017 dell’Atl Langhe Roero? Il valore della produzione dell’ultimo anno è oltre 1 milione e 300 mila euro di cui, tra le voci maggiori, 354 mila dall’imposta di soggiorno, 390 mila da contributi di Enti pubblici (Alba e Bra versano 85 mila euro a testa), 450 mila da contributi di soci. Per l’Atl della Provincia di Alessandria (Alexala) i numeri sono differenti prova ne è il bilancio che si aggira attorno ai 350 mila euro. Difatti gli Enti pubblici e privati investono ben poche risorse: la Provincia di Alessandria non è socia dell’Atl e i Comuni centri zona nel 2017 hanno investito solo 1705 euro ciascuno. La Camera di Commercio ha contribuito con 5705 euro e la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria con 3410 euro. E l’effetto di questi numeri è riscontrabile nei ricavi, nei nostri flussi turistici non paragonabili a quelli delle Langhe e del Roero e certamente nelle imprese del settore turistico e nei posti di lavoro. In ogni caso vedo segnali positivi e scelte all’orizzonte lungimiranti. Sta maturando la giusta consapevolezza nelle Istituzioni e io, caro Direttore, voglio esprimerLe tutto il mio ottimismo.

Domenico Ravetti – Consigliere Regionale – Capogruppo del Partito Democratico

SANITA’: LEGA E M5S SONO IL GOVERNO DEL NULLA

 

14/04/2015 – X LEGISLATURA – RAVETTI
Iniziamo dai corsi universitari di Medicina e dal comunicato di Palazzo Chigi dove veniva riportata la decisione di abolire il “numero chiuso”. Nulla, non se ne fa niente. La Ministra della Salute e il Ministro dell’Istruzione, dopo poche ore dall’annuncio, hanno precisato che si trattava di un auspicio, non di una decisione.
Passiamo ai super ticket che in campagna elettorale il M5S aveva promesso di eliminare dal costo delle visite mediche e dalle analisi. Nulla, non se ne fa niente. Il super ticket resta perché il miliardo in più, già previsto dai precedenti Governi, sembrerebbe destinato esclusivamente a finanziare il nuovo contratto dei medici.
Arriviamo al finanziamento per i nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), alle 110 malattie rare, alle 3000 borse di studio, alla copertura dei costi dei nuovi farmaci innovativi, all’adeguamento delle tecnologie ospedaliere e territoriali. Nulla, non se ne fa niente. Perché se le risorse in più serviranno a finanziare il nuovo contratto dei medici, e la Ministra della Salute non è in grado di battere i pugni per averne altre, l’Italia resterà ferma al palo.
E l’aumento del Fondo Sanitario Nazionale da cui deriva il sostegno ai Sistemi Sanitari Regionali? Nulla, non se ne fa niente.
Un Governo che indebolisce il Sistema Sanitario Pubblico è quanto di peggio può accadere ad un Paese in difficoltà.

 

“Da Regione Piemonte un piano da 1.400 assunzioni in tre anni per rilanciare la sanità piemontese!

Comunicato stampa Gruppo PD Consiglio Regionale del Piemonte

Domenico Rossi, Presidente della Commissione Sanità e Domenico Ravetti, Capogruppo PD: “Da Regione Piemonte un piano da 1.400 assunzioni in tre anni per rilanciare la sanità piemontese!

“Nel giorno dell’inaugurazione della nuova Tac e dei monitor per la chirurgia complessa post operatoria nell’Ospedale Santo Spirito di Casale Monferrato” dichiara Ravetti Capogruppo PD in Consiglio Regionale “è stato reso pubblico il piano di assunzioni che si affianca agli investimenti per diminuire le liste d’attesa e al riconoscimento da parte del Ministero della Salute sulla griglia dei LEA, che vede il Piemonte terzo classificato a livello nazionale.”

Prosegue Domenico Rossi Presidente della Commissione Sanità “Il pensiero va innanzitutto ai tanti professionisti che in questi anni hanno visto aumentare i carichi di lavoro, in una sanità che cambiava e con sempre meno risorse a disposizione. Mi auguro che questo rappresenti una boccata d’ossigeno per il sistema e per i singoli e che metta la Regione nella condizione di erogare servizi migliori nei confronti dei cittadini.

Ora, però, la palla passa al Governo. Se vogliamo colmare il gap di assunzioni ancora necessario serve eliminare il vincolo sulle spese di personale (l’1,4% in meno al dato del 2004), ma soprattutto serve un aumento del Fondo Sanitario Nazionale. A oggi, nel DEF, non c’è traccia di maggiori risorse: manca un aumento del Fondo Sanitario e mancano, a oggi, anche i soldi per il rinnovo del contratto dei medici, che hanno già fissato uno sciopero per il 9 novembre.”

IL SINDACO NON SIA TIMIDO: A DIFESA DEGLI ALESSANDRINI INTRAPRENDA OGNI AZIONE UTILE A GARANTIRE I FINANZIAMENTI DEL BANDO PERIFERIE.

ALESSANDRIA – BANDO PERIFERIE

La Città Metropolitana di Torino e i Comuni interessati ai finanziamenti previsti dal Bando Periferie fanno fronte comune per ottenere lo sblocco delle risorse e sono disposti ad adire le vie legali per ottenere i fondi collegati ai progetti già approvati dal Governo, che sono in una fase avanzata dell’iter progettuale.

La Sindaca metropolitana Chiara Appendino ha incontrato Sindaci dei Comuni interessati ai finanziamenti e lo ha fatto a seguito del voto unanime con cui il Consiglio metropolitano aveva approvato una mozione con cui si impegna la Sindaca stessa ad intraprendere ogni azione utile per garantire il finanziamento di tutti i progetti per i quali è stata approvata la progettazione definitiva e (nella stragrande maggioranza dei casi) quella esecutiva.

La mozione approvata dall’assemblea di piazza Castello impegna inoltre la Sindaca Appendino ad esperire ogni iniziativa, anche legale, diretta a garantire la salvaguardia della realizzazione dei progetti previsti dalla convenzione che la Città Metropolitana ha stipulato con la Presidenza del Consiglio dei Ministri a nome di 11 Comuni dell’area metropolitana.

A difesa della città di Alessandria il Sindaco e la sua Giunta facciano altrettanto. Si sentano liberi di difendere gli alessandrini che vengono prima di tutto, anche prima del pensiero del capo della Lega.

Domenico Ravetti Capogruppo PD Consiglio Regionale Piemonte

Paolo Berta – Capogruppo PD Consiglio Comunale Alessandria

Maria Enrica Barrera – Capogruppo Lista Rossa

Giorgio Abonante – Consigliere Comunale – Gruppo PD

Enrico Mazzoni– Consigliere Comunale – Gruppo PD

Vittoria Oneto – Consigliere Comunale – Gruppo PD

Rita Rossa – Consigliere Comunale – Gruppo PD

Piemonte: il senso della sfida elettorale del 2019.

 

 

 

Domenico Ravetti (Pd): “La vera posta in gioco è costruire un’alternativa”

 

 

 

Torino – 5 ottobre 2018 – “La vera posta in gioco, sul piano politico, è la possibilità di costruire un’alternativa all’assetto attualmente prevalente nel Paese. Il lavoro dei Consiglieri Regionali di questa Legislatura è un patrimonio essenziale e rappresenta una delle condizioni imprescindibili sulle quali costruire le basi per tornare a vincere nel 2019” così il Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Domenico Ravetti ha aperto il documento che verrà letto in occasione della Direzione regionale del PD piemontese del 5 ottobre e che contiene alcune riflessioni sull’appuntamento elettorale delle regionali del prossimo anno, condivise da tutti i Consiglieri del Gruppo.

 

“Le prossime elezioni regionali – ha proseguito Domenico Ravetti – certamente si giocheranno sulle politiche da mettere, programmaticamente, in campo per lo sviluppo e la coesione della nostra Regione, ma andranno lette anche in chiave nazionale, alla luce dello scenario politico che si è aperto dopo le elezioni del 4 marzo. La vera posta in gioco, sul piano politico, è la possibilità di costruire un nuovo spazio di centrosinistra che abbia la forza di rappresentare, effettivamente e non solo idealmente, un’alternativa all’assetto attualmente prevalente nel Paese”.

 

“In questo senso – ha affermato il Presidente Ravetti – il Piemonte, in quanto unica regione del Nord governata dal centro-sinistra, può diventare il laboratorio “costituente” del nuovo centro-sinistra. La ricandidatura di Sergio Chiamparino, oggi, è una condizione essenziale per questa operazione: sia per la responsabilità esercitata, in questi anni, in condizioni molto difficili, sia per la credibilità che può spendere, anche sul piano nazionale. Insieme a Sergio Chiamparino, sulla base dell’esperienza maturata in questi anni, il nostro Gruppo consiliare si mette, da oggi, a disposizione del Partito con una certezza: piazza del Popolo a Roma, domenica 30 settembre, era piena di speranze e invocava l’unità con un coro rivolto al gruppo dirigente del Partito che, in qualche misura e in tutte le fasi del confronto interno, va ascoltato anche nel nostro Piemonte”.

 

Ravetti ha indicato, poi, alcuni impegni: “A prescindere dalle scelte che la Direzione Regionale adotterà in vista del prossimo percorso congressuale, noi Consiglieri vogliamo essere utili per promuovere gruppi operativi in tutti i territori del Piemonte che siano aperti alla partecipazione di esperienze e competenze plurali presenti nelle comunità, per individuare le questioni più rilevanti e favorire momenti di approfondimento, creando forti sinergie con i principali attori territoriali, per cogliere occasioni per influenzare l’opinione pubblica e per generarne altre di battaglia politica finalizzate a fare esplodere contraddizioni nei campi avversari”.

 

“Penso che sia indispensabile – ha ribadito il Presidente Ravetti, in conclusione – riconoscere il ruolo, il lavoro e l’impegno dei Consiglieri regionali del nostro Gruppo consiliare. Questo lavoro e queste persone esprimono un patrimonio essenziale e, nel rispetto delle regole che il nostro Partito ha adottato, rappresentano uno dei pilastri imprescindibili sui quali costruire le condizioni per tornare a vincere nel 2019. Sono certo che risulterà vincente la combinazione tra i risultati ottenuti e gli elementi di novità nella proposta e nei suoi interpreti; in assenza di questa difficilmente troveremo la giusta sintonia con i piemontesi.”

TERZO VALICO. “MI INTERESSANO I 2394 LAVORATORI E IL FUTURO DEL PIEMONTE.

Conclusa l’Audizione in II e III Commissione con le organizzazioni sindacali in merito alle ricadute occupazionali connesse alla realizzazione del Terzo Valico. Ho ribadito che è impensabile fermare l’Opera e che il Governo deve aiutare il Piemonte e l’intero Nord Ovest a terminarla per connettere il nostro territorio con il resto del mondo. Serve tenere alta l’attenzione su legalità, rispetto dell’ambiente e della salute, certezze economiche e sviluppi stabili legati in particolare alla logistica. Sono preoccupato dell’atteggiamento di Lega e M5S e lo scrivo dopo averlo detto chiaramente durante la Commissione, non per l’analisi costi – benefici ma per i pregiudizi. Peraltro la reazione dei colleghi del M5S al mio intervento mi ha lasciato basito. Hanno sostenuto che io li ho “presi per i fondelli”. Carissimi, io esprimo opinioni liberamente, come si dovrebbe fare in Democrazia e continuerò a farlo finché avrò voce. E, se proprio cercate lo scontro politico, vi dico che vorrei evitare a 2394 lavoratori impegnati nell’opera il vostro incerto “reddito di cittadinanza” a causa di licenziamenti improvvisi. In ogni caso per conto del Gruppo PD del Consiglio Regionale formalizzerò la richiesta di un Consiglio Regionale “aperto” sul tema delle Infrastrutture che meritano manutenzione, che devono essere completate o realizzate ex novo.