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Sanità: i fatti fanno a botte con le percezioni.

PIEMONTE PRIMA REGIONE PER PRESTAZIONI SANITARIE E PRIMA TRA LE REGIONI BENCHMARK AI FINI DEL RIPARTO DEL FSN 2019.

Ravetti al M5S e alla Lega: “Dite la verità: ci classificate sempre al primo posto quindi voi sapete bene che in Sanità il problema non è il Piemonte ma l’Italia.”

Alcuni consigliano di non parlare di Sanità durante la campagna elettorale perché, spiegano, è un settore in cui i cittadini hanno maturato in generale un giudizio non completamente positivo. Consigliano di lasciar perdere perché non è arrivato il senso della riorganizzazione e del salvataggio della sanità pubblica ma quello dei “tagli”. Ne prendo atto amaramente, so che in qualche misura è così, ma io ne parlerò sempre guardando negli occhi i miei interlocutori. A proposito di interlocutori, li trovo ogni volta impegnati in altre faccende quando chiedo incontri pubblici per confrontarci su questi argomenti. E li capisco.

C’è qualcuno che vuole ammettere che dopo il primo posto in Italia riconosciuto dal Ministero della Salute sulla qualità delle prestazioni sanitarie (griglie LEA) ora, lo stesso Ministero a guida pentastellata classifica la Regione Piemonte prima delle cinque Regioni selezionate come “Benchmark”, con (nell’ordine) Umbria, Emilia Romagna, Marche e Veneto?  Tre di queste Regioni saranno selezionate per fare da riferimento per “i costi standard”, da utilizzare nel riparto del Fondo sanitario 2019.  La Lombardia è classificata al sesto posto. (Così per dire.)

In sanità, le tecniche di benchmarking hanno lo scopo di raggiungere uno standard di eccellenza, valutando il corretto impiego delle risorse e, valutate le performance raggiunte, di correggere opportunamente le politiche sanitarie. Nella scelta il Ministero della Salute tiene conto di una serie specifica di parametri, dal punteggio della cosiddetta “Griglia Lea” alla spesa farmaceutica, oltre all’efficienza della tenuta dei conti economici. Essere al primo posto nella graduatoria delle Regioni “Benchmark” è una novità assoluta per il Piemonte. L’indicazione del Ministero della Salute rappresenta l’ennesimo riconoscimento del lavoro svolto in questi anni. Può non piacere, può dar fastidio solo il pensiero, ma la verità è nei fatti: con il risanamento dei conti e l’uscita dal Piano di rientro, il Piemonte diventa sempre più un punto di riferimento per la sanità nazionale.  È un motivo di orgoglio ed un ulteriore stimolo a continuare? O stavamo meglio nei bassi fondi della classifica alle prese con i debiti accumulati nel tempo?

Ora è ufficiale: 648 mila euro per l’Hospice “Zaccheo” di Casale Monferrato.

La Giunta regionale oggi ha approvato la destinazione dell’utile di esercizio 2017 dell’Asl AL e l’intera somma, 648.000 euro, verrà utilizzata per la sistemazione della struttura casalese.

Leggo con piacere il comunicato stampa dell’Assessore Antonio Saitta che definisce questo “intervento importante e atteso da tempo, che va a sanare una situazione ereditata dal passato Ora l’Asl di Alessandria può immediatamente dare il via alle procedure di gara e quindi di realizzazione dei lavori proseguendo, allo stesso tempo, nella causa per ottenere il risarcimento dei danni nei confronti dei responsabili dell’opera.”

Credo si possa affermare con certezza che durante le prime settimane di gennaio l’ASL potrà attivare le procedure della gara e che i lavori di messa in sicurezza, rinforzo e consolidamento delle fondazioni della struttura, oltre che il recupero igienico – sanitario dei seminterrati, termineranno entro il 2019.

LA SALUTE VALE PIÙ DI TUTTO

Carissima/o,

la presentazione pubblica del Piano Strategico dell’Asl Al, che molto semplicemente è un programma per il futuro, determina un nuovo corso all’insegna della consapevolezza, della condivisione e della partecipazione. La consapevolezza che siamo all’8° posto tra le province con indice di vecchiaia più alto, alta disoccupazione e tante famiglie monocomponenti. Questa fotografia conferma che la società alessandrina, rispetto a qualche decennio scorso, è cambiata ed è obbligatorio adeguare il sistema alle nuove esigenze. Più servizi territoriali, liste d’attesa da abbattere, alcune esperienze ospedaliere eccellenti ma da mettere a sistema, reti informatiche da migliorare, rapporto Aso Asl Al da rifondare, assunzioni, assunzioni, assunzioni. E gli ospedali sono solo un pezzo, anche se il più importante, ma non l’unico, del “sistema salute”. Tutte le azioni dovranno essere condivise e partecipate dai Comuni, dalle associazioni di volontariato e dai professionisti medici e infermieristici (a cui va il mio personale ringraziamento per quanto fatto in questi anni di enormi difficoltà).

In questo contesto i 600mila euro per l’Hospice di Casale Monferrato, la battaglia per mantenere il Punto Nascite del Santo Spirito, la Casa della Salute di Valenza, il progetto nuovo per l’ospedale di Tortona, l’ospedale di comunità di Ovada, i 20 posti Cavs per Acqui Terme, rappresentano dei tasselli per un quadro generale sempre più da rafforzare. Dopo l’apertura del nuovo corso di laurea in medicina in Alessandria continuo con determinazione la mia battaglia per il potenziamento della ricerca scientifica in sanità. Ma non basterà. Sarà fondamentale chiedere al Governo nazionale più risorse e più attenzioni per garantire benessere ai cittadini grazie al nostro Sistema Sanitario Pubblico a cui non intendiamo rinunciare.

E’ notizia di queste settimane il nuovo riconoscimento per la Sanità piemontese: dall’ultimo monitoraggio del Ministero della Salute sui Livelli essenziali di assistenza (Lea), riferito al 2017, il Piemonte è al primo posto. Qualche anno fa eravamo al sesto posto, nel 2016 al terzo e ora in cima alla classifica davanti a Toscana, Emilia, Veneto e Marche e Lombardia, Regione, quest’ultima, per la quale soffriamo di un complesso inferiorità da quest’anno senza ragione.

Ti prego di inviarmi le osservazioni e i consigli che ritieni più opportuni. Non tutto funziona al meglio, lo so bene, e non tutto tornerà come prima. Ma i nostri concittadini hanno bisogno di un futuro adeguato alle loro esigenze, un futuro che, se vogliamo, possiamo costruire insieme.

SANITA’: LEGA E M5S SONO IL GOVERNO DEL NULLA

 

14/04/2015 – X LEGISLATURA – RAVETTI

Iniziamo dai corsi universitari di Medicina e dal comunicato di Palazzo Chigi dove veniva riportata la decisione di abolire il “numero chiuso”. Nulla, non se ne fa niente. La Ministra della Salute e il Ministro dell’Istruzione, dopo poche ore dall’annuncio, hanno precisato che si trattava di un auspicio, non di una decisione.
Passiamo ai super ticket che in campagna elettorale il M5S aveva promesso di eliminare dal costo delle visite mediche e dalle analisi. Nulla, non se ne fa niente. Il super ticket resta perché il miliardo in più, già previsto dai precedenti Governi, sembrerebbe destinato esclusivamente a finanziare il nuovo contratto dei medici.
Arriviamo al finanziamento per i nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), alle 110 malattie rare, alle 3000 borse di studio, alla copertura dei costi dei nuovi farmaci innovativi, all’adeguamento delle tecnologie ospedaliere e territoriali. Nulla, non se ne fa niente. Perché se le risorse in più serviranno a finanziare il nuovo contratto dei medici, e la Ministra della Salute non è in grado di battere i pugni per averne altre, l’Italia resterà ferma al palo.
E l’aumento del Fondo Sanitario Nazionale da cui deriva il sostegno ai Sistemi Sanitari Regionali? Nulla, non se ne fa niente.
Un Governo che indebolisce il Sistema Sanitario Pubblico è quanto di peggio può accadere ad un Paese in difficoltà.

 

“Da Regione Piemonte un piano da 1.400 assunzioni in tre anni per rilanciare la sanità piemontese!

Comunicato stampa Gruppo PD Consiglio Regionale del Piemonte

Domenico Rossi, Presidente della Commissione Sanità e Domenico Ravetti, Capogruppo PD: “Da Regione Piemonte un piano da 1.400 assunzioni in tre anni per rilanciare la sanità piemontese!

“Nel giorno dell’inaugurazione della nuova Tac e dei monitor per la chirurgia complessa post operatoria nell’Ospedale Santo Spirito di Casale Monferrato” dichiara Ravetti Capogruppo PD in Consiglio Regionale “è stato reso pubblico il piano di assunzioni che si affianca agli investimenti per diminuire le liste d’attesa e al riconoscimento da parte del Ministero della Salute sulla griglia dei LEA, che vede il Piemonte terzo classificato a livello nazionale.”

Prosegue Domenico Rossi Presidente della Commissione Sanità “Il pensiero va innanzitutto ai tanti professionisti che in questi anni hanno visto aumentare i carichi di lavoro, in una sanità che cambiava e con sempre meno risorse a disposizione. Mi auguro che questo rappresenti una boccata d’ossigeno per il sistema e per i singoli e che metta la Regione nella condizione di erogare servizi migliori nei confronti dei cittadini.

Ora, però, la palla passa al Governo. Se vogliamo colmare il gap di assunzioni ancora necessario serve eliminare il vincolo sulle spese di personale (l’1,4% in meno al dato del 2004), ma soprattutto serve un aumento del Fondo Sanitario Nazionale. A oggi, nel DEF, non c’è traccia di maggiori risorse: manca un aumento del Fondo Sanitario e mancano, a oggi, anche i soldi per il rinnovo del contratto dei medici, che hanno già fissato uno sciopero per il 9 novembre.”

SANITA’; LISTE D’ATTESA; UN PIANO IMPORTANTE  CONTRO DISAGI, MONITORAGGIO IN COMMISSIONE REGIONALE


TORINO, 14 SETTEMBRE 2018 – “Chiediamo che il monitoraggio del piano sulle liste d’attesa venga periodicamente illustrato in Commissione Sanità del Consiglio regionale, in modo da verificare il reale raggiungimento degli obiettivi”. Lo afferma il capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale, Domenico Ravetti, commentando l’annuncio del presidente della Giunta e dell’assessore alla sanità, Sergio Chiamparino e Antonio Saitta, di un piano da 14 milioni di euro per abbattere le liste d’attesa nelle prestazioni sanitarie.
“E’ piano importante  – continua – che mette in campo tutti gli strumenti e le risorse necessarie per aggredire una situazione che va assolutamente migliorata. L’obiettivo – prosegue – è quello di arrivare all’azzeramento con il coinvolgimento diretto dei direttori generali che avranno la responsabilità dei risultati. La Regione Piemonte – conclude – sta mettendo il massimo impegno per ridurre i disagi subiti dai  piemontesi, consapevoli che la sanità rappresenta il servizio ai cittadini più importante tra le competenze regionali”

“CHIUDIAMO I PORTI AL DELIRIO DELLE POLEMICHE INUTILI”.

EDILIZIA SANITARIA IN PROVINCIA DI ALESSANDRIA.

Ad ottobre 2017 con un emendamento votato all’unanimità in Aula al Piano Obiettivi dell’Istituto di Ricerche Economiche e Sociali avevo chiesto l’elaborazione di uno studio sull’edilizia sanitaria in provincia di Alessandria. Lo studio di Ires è stato consegnato in questi giorni e mette in campo alcune ipotesi su cui lavorare. Ipotesi che prescindono in larghissima misura dagli effetti della riforma sanitaria attuata in questa Legislatura.

Ires evidenzia che sono nelle disponibilità di Aso e Asl Alessandria edifici con un potenziale per oltre 700 posti letto in eccedenza rispetto al bisogno di salute dei cittadini. Da ciò ne deriva che le Istituzioni locali, al fine di utilizzare al meglio le strutture sanitarie pubbliche, possono decidere per il futuro di mantenere tutto com’è, oppure possono riempire gli spazi con servizi ospedalieri accessori e servizi territoriali (magari legati al piano cronicità), oppure, infine, possono decidere di costruire una struttura da 320 posti letto tra Novi Ligure e Tortona, alienando gli attuali edifici e specializzando diversamente quello di Acqui Terme.

Tale notizia non mi pare tanto originale visto che il dibattito e il relativo studio su un ospedale tra Novi e Tortona era stato alimentato da più versanti politici negli anni scorsi. Ciò che di originale è scritto circa quest’ultimo punto sono i costi e le modalità per realizzarlo.

Io capisco tutto, anche quello che a volte in politica è bene non capire. Ma i porti da chiudere sarebbero quelli delle polemiche inutili. Per questa ragione ho chiesto al Presidente del Consiglio Regionale di consentire alla IV Commissione Sanità della Regione Piemonte di incontrare Ires lunedì 25 giugno e al Presidente della Provincia di Alessandria di organizzare un incontro pubblico per la presentazione dello studio. Una presentazione senza i simboli dei Partiti che restituisca un’idea di futuro ai cittadini.

Domenico Ravetti

Capogruppo PD

Consiglio Regionale Piemonte

Dalla co gestione (politica) alla congestione (superata). Andiamo avanti, non ci fermiamo.

 

Mentre la discussione politica nazionale e locale sul futuro della sinistra e del PD verteva sul tema della – co gestione – io facevo i conti con una severa – congestione -. Superato il momento ora penso ai prossimi giorni. Oggi riposo ancora un pò, domani pomeriggio sarò a Torino per la Direzione Regionale del Partito, lunedì mattina presiederò la Commissione Sanità con al primo punto all’ordine del giorno le prime determinazioni sulla proposta di legge 283 “Accorpamento ASL ASO di Alessandria”. Insieme ai colleghi che sostengono la proposta, non solo i colleghi di maggioranza, abbiamo deciso di aprire una fase di consultazione con i tanti soggetti interessati alla vicenda. Nell’arco di un tempo congruo riceveremo le osservazioni necessarie. Ma una cosa non mi torna: perché quelli che sostengono le ragioni contrarie non vogliono un confronto serio sui numeri? Forse perché non li conoscono? Forse perché non sanno quali sono gli indici che permettono un’analisi seria? Forse perché non sono interessati alla verità ma sono interessati a posizionarsi contro per avere vantaggi elettorali? Forse perché devono difendere delle poltrone e non i servizi ai cittadini? Forse perché semplicemente non sanno di cosa parlano? Ancora una cosa non mi torna: sono stato invitato, insieme ai colleghi del M5S, di MDP e di Forza Italia, dalla Commissione Sanità del Comune di Alessandria. A parte la qualità della discussione che mi ha lasciato abbondantemente perplesso, peraltro spero sappiano in maggioranza discutere diversamente su altri argomenti che conoscono magari meglio, non capisco perché non siamo stati riconvocati per discutere il merito della proposta. Avevo chiesto, ed è a verbale, di poter ritornare per un confronto sui dati della mobilità passiva, della qualità della produzione, dei bilanci delle due aziende. Avevamo iniziato un dibattito, non lo avevamo di certo concluso. Inoltre le opinioni degli amministratori pubblici devono basarsi sull’evidenza scientifica, non su altro, altrimenti sembrano molto più chiacchiere da bar sulla formazione della nazionale di calcio che scelte per il bene delle comunità. E invece niente, non se ne è fatto nulla. Ora leggo che la minoranza di un altro Comune della nostra provincia presenta un ordine del giorno contrario alla proposta di accorpamento. E le ragioni sono opposte a quelle di Alessandria. Mi spiego: la destra di Alessandria, non tutte in verità, ci sono anche quelle che ragionano, sostiene che un’unica azienda indebolirebbe l’Ospedale di Alessandria perché gli ospedali periferici trascinano verso il basso la qualità. La destra di città periferiche non vogliono l’accorpamento perché indebolirebbe gli ospedali periferici. Si mettano d’accordo perché sono in grande confusione. Comunque, andiamo avanti, co gestione o congestione, non ci fermiamo. Ribadisco, così stan tutti tranquilli: non è solo la mia proposta, è la proposta molto più larga del campo della maggioranza. Non toglieremo nulla se non qualche inutile e stra pagata poltrona, vogliamo un’azienda più forte dove il personale lavori con più garanzie e i cittadini possano avere servizi sempre migliori. Il resto è fuffa. Post scriptum: io non mi occupo di Direttori Generali, di Commissari o di proroghe, me ne occupassi vi assicuro che direi la mia. Oh se direi la mia!

Per il nuovo corso universitario di Medicina e Chirurgia il momento è ora. (o mai più)

Esiste una possibilità concreta, non una delle tante promesse, per aprire nella provincia di Alessandria con l’università del Piemonte Orientale un Corso di Laurea Magistrale a Ciclo Unico in Medicina e Chirurgia. E’ un progetto di interesse strategico per l’Ateneo e rappresenterebbe una decisiva opportunità per le strutture ospedaliere perché caratterizzerebbe in positivo la qualità delle cure e potenzierebbe la ricerca scientifica. Siamo ad un punto di svolta nella nostra provincia e non solo nel capoluogo.  Gli studi dimostrano gli effetti positivi sulle comunità locali di tale iniziativa: rappresenterebbe un volano per lo sviluppo economico locale, aumenterebbe la capacità di attrarre finanziamenti pubblici e privati e partnership con l’esterno, infine creerebbe un nuovo bisogno di infrastrutture.

Insomma, un Corso di Laurea, in particolare di Medicina e Chirurgia, cambia in meglio le città. Cosa devono fare adesso le Istituzioni? Capirne l’importanza e coglierne le opportunità, senza le solite e banalissime divisioni a cui è stato sottoposto anche nel recente passato il nostro territorio.

Volevamo un’idea di futuro da interpretare. Ora l’abbiamo e possiamo ambire ad avere una prospettiva migliore.

Accorpamento Aso Asl Alessandria

A novembre dell’anno scorso in Consiglio Regionale avevamo approvato una mozione che impegnava la Giunta ad adottare la proposta propedeutica all’accorpamento ASL AL e AO SS. Antonio e Biagio e C. Arrigo di Alessandria. L’atto è stato adottato e ora il confronto ripartirà in IV Commissione e successivamente in Aula. I sostenitori del nuovo progetto hanno chiaro che l’obiettivo è quello di creare una nuova azienda sana e forte per garantire migliori servizi ai cittadini di tutta la provincia di Alessandria. Sulle ragioni del cambiamento e sulle scelte da compiere nel prossimo futuro avremmo bisogno di mettere al bando i simboli dei Partiti e le contrapposizioni animate solo per avvantaggiare alcuni politici, non certo i cittadini / pazienti. In questo senso ho colto con piacere l’atteggiamento di “apertura” dimostrato da molti consiglieri e assessori del Comune di Alessandria durante i lavori della Commissione Sanità a cui sono stato invitato. Al contrario in questi giorni mi sono parsi del tutto strumentali e sterili le affissioni di manifesti, così come alcuni mesti comunicati stampa. A questi esponenti, pregiudizialmente contrari al progetto di rafforzamento della sanità alessandrina, rinnovo, e questa volta pubblicamente, la disponibilità ad uno o più confronti pubblici ovunque e nei momenti da essi ritenuti più opportuni; rilevo che di norma chi non vuole accettare il confronto è perché non ha solidi argomenti e preferisce nascondersi dietro la comodità degli slogan.

Sappiamo bene che dopo il salvataggio della sanità pubblica piemontese abbiamo tutti il dovere di programmare il futuro che riguarda la salute delle persone; una discussione seria che merita sobrietà, toni adeguati, studio e approfondimento. La condizione finanziaria, il Piano Nazionale Esiti, alcuni evidenti disservizi e i dati della mobilità passiva ci dimostrano che dobbiamo avere coraggio e onestà intellettuale nell’ambire a modificare il senso di marcia. In particolare dobbiamo dimostrare freddezza verso chi custodisce prevalentemente i propri particolari interessi senza curarsi del più vasto mondo di cui fa parte.