Archivi categoria: Comunicati Stampa

Superiamo il criterio della “spesa storica” per finanziare le ASL del Piemonte e rendiamo più efficiente il sistema. Il caso dell’ASL di Alessandria.

Regione Piemonte ha intrapreso in questi anni un difficile percorso di riordino della sanità Pubblica: un lavoro che ha portato all’uscita del piano di rientro e sta consentendo al sistema sanitario regionale di tornare ad investire sui servizi ai cittadini. Per questo insieme ad alcuni colleghi, grazie ad un Ordine del Giorno, ho chiesto alla Giunta di affrontare anche il tema della suddivisione del Fondo Sanitario Regionale che ha l’obiettivo di assegnare le risorse alle ASL e perciò costituisce uno degli atti cardine della programmazione sanitaria.

Allo stato attuale la ripartizione delle risorse non risponde a un’analisi dei fabbisogni sanitari o ai costi di produzione dei servizi, bensì è ancorata alla spesa storica generando un cortocircuito evidente.  Confrontandomi con i colleghi, e allargando lo sguardo agli altri territori, è risultato evidente che il sistema non è solo penalizzante per i territori che ricevono meno risorse, ma risulta inefficiente. Negli anni scorsi, il fondo di riequilibrio (circa 400 milioni di euro) veniva utilizzato per coprire i disavanzi di esercizio con il paradosso che ASL virtuose vedevano meno risorse assegnate: la maggior parte dei fondi andava, insomma, a chi aveva un disavanzo più alto. Nessuno stimolo per le gestioni più accorte e altrettanto per quelle con maggiore disavanzo con la certezza di copertura del fondo di riequilibrio.

Nello specifico, ecco il caso dell’ASL di Alessandria. Dalla quota indistinta del Fondo Sanitario Regionale di 7 milioni e 900 mila nel 2017, nel preventivo di bilancio, sono stanziati per l’ASL AL 734 milioni. (Se prendiamo come riferimento il criterio della quota pro capite ad Alessandria, rispetto alla media delle altre ASL piemontesi, vanno + 73,94 euro a persona).

L’ipotesi di disavanzo 2017 previsto per ASL AL è di circa 57 milioni che verranno riequilibrati con 52 milioni di finanziamento ulteriore e, per la prima volta quest’anno, con l’obbligo di 5 milioni di “efficientamento” del sistema (minori spese).  Nessuno se ne abbia a male ma, dalle tabelle che ho in possesso, Asl Al risulta una fra quelle avvantaggiate dal Fondo Sanitario Regionale ma quella con il disavanzo più alto preceduta solo da due ASL di Torino. Preciso ancora una volta che questa mia azione non contiene un giudizio sull’operato del gruppo dirigente dell’ASL alessandrino ma ha come obiettivo il miglioramento del sistema sanitario pubblico. Un sistema che giorno dopo giorno nei numeri, non con le opinioni, dimostra l’esigenza di un cambiamento.

Per questo motivo con l’Ordine del Giorno, chiediamo che la Giunta predisponga un gruppo di lavoro che elabori un modello, un sistema di criteri, per la suddivisione del Fondo Sanitario Regionale che superi quello della spesa storica.

Per questo la razionalizzazione delle risorse disponibili per la spesa sanitaria, in uno scenario di spesa in costante crescita, impone che le decisioni di politica sanitaria siano, a tutti i livelli, “informate” e “consapevoli” circa le implicazioni cliniche, economiche, legali e organizzative inerenti l’adozione delle metodologie sanitarie intese in una accezione ampia del termine, ovvero apparecchiature elettromedicali, terapie farmacologiche, procedure e servizi all’interno dei sistemi e delle strutture sanitarie.

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Serve un fondo regionale per adeguare le aree giochi del Piemonte alle esigenze dei bimbi con disabilità. Discussione solo rinviata alla previsione di Bilancio.

Da una prima ricerca in Italia le aree gioco accessibili non coprono nemmeno il 5% del territorio nazionale e negli oltre 8 mila Comuni solo 350 sono quelli che possono essere utilizzati dai bambini con disabilità.

Quindi, per promuovere la piena integrazione sociale, durante la discussione in Consiglio Regionale del DL n. 272 (Assestamento del bilancio di previsione finanziario 2017-2019 e disposizioni finanziarie), ho depositato un emendamento per l’istituzione di un Fondo per il rimborso spese sostenute dai Comuni piemontesi per l’adeguamento o per la nuova realizzazione dei parco giochi comunali. Per il Fondo avevo proposto anche una dotazione per l’esercizio finanziario 2018 2019 in termini di competenza pari a 500 mila euro per ogni annualità. Entro 90 giorni dalla entrata in vigore della legge avevo previsto altresì che la Giunta adottasse un apposito regolamento così da definire i criteri per l’assegnazione delle risorse.

Il vice Presidente Reschigna mi ha chiesto di ritirare l’emendamento così da poter affrontare il tema nella legge di Bilancio che approderà in Aula nelle prossime settimane. Discussione rinviata, ma di poco.

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L’Azienda ospedaliera di Alessandria e l’Asl provinciale diventeranno un unico ente.

La maggioranza della Regione Piemonte, con l’appoggio anche del Movimento 5 Stelle, fa partire la procedura per chiedere il provvedimento alla Giunta di Sergio Chiamparino

«Bisogna guardare avanti, pensare al futuro del territorio, anche per quanto riguarda la sanità. E a questo punto, un accorpamento fra l’Azienda ospedaliera di Alessandria e l’Asl è un’operazione necessaria». Lo hanno ribadito oggi a Palazzo Ghilini i consiglieri regionali Domenico Ravetti, vice capogruppo Pd, e Valter Ottria, capogruppo Mdp, illustrando la mozione che hanno presentato in Consiglio regionale per arrivare all’accorpamento. Una mozione sottoscritta anche da Paolo Mighetti, Movimento 5 stelle, e da Sinistra italiana.  Aggiunge Ravetti: «I tentativi compiuti negli anni per mettere in rete tutti i presidi sanitari alessandrini con l’obiettivo di razionalizzare, qualificare e potenziare l’offerta non hanno prodotto risultati soddisfacenti. La cooperazione tra Asl e Aso è sempre stata debole e siamo arrivati ad un punto in cui la creazione di un’unica azienda sanitaria non è più procrastinabile, senza che ciò debba in alcun modo essere letto come un processo di razionamento dell’offerta, perché non ci saranno tagli alle risorse. La fusione al contrario consentirà di ottimizzarne l’utilizzo e dunque di migliorare l’offerta delle prestazioni». La mozione sarà portata in approvazione in uno dei prossimi Consigli regionali e impegnerà la giunta Chiamparino a presentare entro 60 giorni una proposta di deliberazione al Consiglio stesso per l’accorpamento dell’Aso e dell’Asl. L’approvazione è data per scontata, poiché la proposta ha il sostegno dell’intera maggioranza e del Movimento 5 stelle, «ma chiediamo al centro destra di valutare l’iniziativa sul merito, per decidere insieme, inoltre sarà coinvolto il territorio».

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Assegnati dalla Regione Piemonte 2,5 milioni di euro ad Alessandria per la riqualificazione di immobili e alloggi di edilizia residenziale pubblica

 

Ora il Comune faccia la sua parte

In base all’art.4 del DL 47/2014, convertito con modificazioni dalla L.80 /2014 dal titolo “Programma di recupero e razionalizzazione di immobili e alloggi di edilizia residenziale pubblica” il Comune di Alessandria e l’ATC Sud, con determina dirigenziale n. 858 del 19 9 u.s., hanno ricevuto dalla Regione Piemonte comunicazione circa l’assegnazione di risorse dell’annualità 2017.

Di seguito la nota esplicativa con i dettagli e gli importi.

via Inverardi 2 destinati 471350,08

via Della Santa 18/20 destinati 778155,84

via Della Santa 6/12 destinati 583616,88

via Della Santa 26 destinati 389077,92

via Norberto Rosa 28/30 destinati 308674,87

per un totale di 2530875,59 euro

Ora Comune e ATC Sud dovranno confermare l’accettazione del finanziamento e indicare quale fra i due Enti sarà soggetto attuatore degli interventi che dovranno avere inizio entro e non oltre il 5 ottobre 2018.

Per i Gruppi del Partito Democratico in Comune e in Regione questo era un impegno nei confronti dei cittadini di Alessandria che doveva essere mantenuto. L’assegnazione di questi fondi è la dimostrazione concreta che la programmazione che avevamo definito conteneva obiettivi seri e raggiungibili in tempi certi. Le nostre priorità sono le priorità dei cittadini che vivono in queste aree e che meritano attenzioni non solo durante le campagne elettorali.

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Bella giornata per la programmazione Sanitaria in provincia di Alessandria.

 

Ravetti: “I colleghi eletti in provincia di Alessandria Berutti, Mighetti e Ottria hanno condiviso l’indirizzo per Ires Piemonte volto a consegnare entro 6 mesi uno studio per un nuovo ospedale in provincia di Alessandria”
Ho presentato un emendamento al programma pluriennale di ricerca 2017-2019 dell’Istituto di Ricerche Economico Sociali del Piemonte (IRES Piemonte). In particolare l’emendamento è collegato al programma annuale di ricerca 2017 e al piano di lavoro dell’IRES Piemonte 2017-2019 nella parte relativa all’analisi dei servizi sanitari e alla valutazione delle politiche per la salute.
Ho chiesto che il Gruppo di lavoro dell’Ires Piemonte elabori uno studio, da portare a termine entro i 6 mesi, per la realizzazione di una nuova struttura anche in provincia di Alessandria. Lo studio, da effettuarsi in base ai bisogni di salute della nostra comunità, insieme alla realizzazione di un nuovo edificio, sarebbe finalizzato ad analizzare anche le strutture esistenti da dismettere contestualmente.
Ritengo questa votazione un punto di svolta positivo che permetterà alla nostra comunità di aprire un confronto più sereno sul futuro dei nostri territori. Un confronto non alimentato da opinioni politiche di parte ma da elementi scientifici che evidenzieranno le opportunità da cogliere, le criticità da superare e le scelte conseguenti. L’unità e la condivisione dimostrata dai colleghi eletti in provincia di Alessandria nella presentazione e nel voto dell’emendamento rappresenta per me un valore e una forza per il nostro territorio.
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Oncologia a Casale Monferrato.“Polemiche sempre utili ma non superare il limite della verità”

Sono da sempre convinto dell’importanza del ruolo delle opposizioni che, per essere utili alle comunità, devono anche utilizzare toni aspri e critiche pungenti. Per questo non mi hanno mai sorpreso le decine di comunicati stampa del centro destra contro il salvataggio della sanità pubblica piemontese; mi ha sorpreso la facilità con cui Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno dimenticato le loro responsabilità politiche circa il fallimento del sistema sanitario e la loro incapacità di superare il “piano di rientro” quando erano al Governo del Piemonte, incapacità dimostrabile dai documenti tuttora pubblicati sul sito del Ministero competente.

Ma l’ultimo comunicato stampa firmato da esponenti della Lega Nord e di Fratelli d’Italia dimostra quanto ad una certa destra, con evidenti sfumature di incompetenza sulla materia, interessi molto più la polemica finalizzata ad ottenere consenso a buon mercato superando pure il limite della verità.

Scrivono: “Ad Ivrea (molto più piccola di Casale e con un territorio di riferimento minore) viene rinnovata Oncologia e il medesimo Reparto casalese, città che vive una problematica tristemente unica con le malattie amianto correlate, viene chiuso e i posti letto tagliati?

Semplicemente quello che è stato scritto sull’Oncologia casalese non è vero. E’ vero che si può fare di più e meglio, non ho dubbi. E’ vero che dopo il salvataggio della sanità pubblica piemontese dovremmo progettare insieme il futuro (per esempio rilanciando idee e concretezza per la Ricerca sul mesotelioma). E’ vero che le opposizioni devono fare il proprio mestiere, ma sulla salute dei nostri concittadini servirebbero prudenza e affidabilità, elementi utili a restituire anche autorevolezza alla Politica.

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Federalismo Comunale!

Al referendum lombardo veneto sull’autonomia fiscale non si risponde NO.

Si risponde: “Federalismo Comunale”

L’iniziativa politica di Roberto Maroni e Luca Zaia con il referendum per l’autonomia fiscale della Lombardia e del Veneto merita attenzione e rispetto. Non possiamo da sinistra rubricare sotto voci sbagliate un tema che rimette al centro dell’azione politica la questione irrisolta del Federalismo e delle Autonomie Locali. Il testo del referendum lombardo recita “Volete voi che la Regione Lombardia, nel quadro dell’unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 116, terzo comma della Costituzione?”. La domanda non include elementi beceri di quel secessionismo nemmeno più caro alla Lega ma allude ad un nuovo dibattito che scardina l’idea del neo centralismo praticato nei fatti da più di un ventennio. Andiamo con ordine.

I Comuni, soprattutto i più piccoli, hanno pagato un prezzo rilevante per ridurre il debito pubblico della Nazione. Negli anni è capitato che la stessa mano, pur con colorazioni politiche diverse, ha applicato “tagli” poderosi ai trasferimenti dello Stato verso le Autonomie Locali mettendo a dura prova gli Amministratori nel mantenere inalterata la qualità dei servizi. E i servizi nei Comuni sono i Diritti che determinano la qualità della vita dei cittadini: scuole, trasporti, rifiuti, politiche sociali.

Quei tagli sono stati applicati in un campo di continui stravolgimenti delle regole ai limiti dell’interpretazione individuale delle norme da applicare, norme che di mese in mese hanno determinato solo confusione.

Ma l’Italia è l’Italia dei Comuni, della bellezza dei suoi borghi antichi, l’Italia è l’Italia delle comunità solidali che si organizzano democraticamente attorno al Palazzo del Sindaco con reti sociali inclusive e idee per lo sviluppo dei territori. Quei Palazzi, quei Sindaci e quei Consiglieri Comunali sono le articolazioni dello Stato più vicine alla nostra popolazione che meritano più fiducia e più autonomia finanziaria e decisionale proprio per il bene dei territori che amministrano. Negli anni della “riforma incompiuta” delle Province è arrivato il tempo per un nuovo patto per definire il paniere dei servizi da affidare ai Comuni con certezze circa le coperture dei costi che non possono dipendere dai trasferimenti statali ma dall’autonomia fiscale. Per scrivere il Futuro dobbiamo tornare ai principi del Federalismo Comunale con profili solidali (e con chiarezza sulle competenze) consapevoli che per alcuni servizi gli ambiti territoriali ottimali per produrre efficacia ed efficienza non potranno essere quelli delle mura antiche d’ogni paese. Forse è in questo contesto sovracomunale che potremo trovare un ruolo alle Province salvate dal No al Referendum del dicembre scorso.

Ed è in questo contesto che può trovare le sue ragioni il referendum lombardo veneto. Altrimenti rischia d’essere un’iniziativa velleitaria che rafforza un tratto delle componenti politiche del centro destra ma che non risolve un solo problema ai cittadini.

Domenico Ravetti

Consigliere Regionale

 

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Ipab piemontesi: approvata la legge di riordino

Ipab: approvata la legge

Ravetti (Pd): “Dopo 16 anni finalmente si potrà procedere alla riorganizzazione”

“Dopo sedici anni le Ipab potranno essere riorganizzate attraverso un testo di legge nuovo e moderno che permetterà alle strutture di trasformare la propria figura giuridica in aziende pubbliche, in fondazioni o in associazioni di diritto privato, prevedendo anche una fascia intermedia, per alcune Ipab di media grandezza, in cui sia possibile scegliere tra azienda pubblica e ente di diritto privato” ha dichiarato, nel suo intervento in Aula il Vice Presidente del Gruppo Pd e relatore di maggioranza del provvedimento, Domenico Ravetti.

“Le Ipab sono state il primo sistema di welfare organizzato su base volontaristica del Nord Italia, un sistema che da tempo non era pù in grado di reggere la sfida dell’innovazione e che, pertanto, andava adeguato ai tempi e alle richieste della società” ha proseguito Ravetti.

“Si tratta di una legge di sistema che non prevede costi aggiuntivi per la Regione, introduce aspetti innovativi e potrà contribuire al miglioramento del sistema sociosanitario nel suo complesso – ha concluso il Vice Presidente del Gruppo Pd- E’ stato approvato anche un ordine del giorno collegato, da me presentato, che impegna la Giunta ad “individuare le modalità più idonee ed efficaci a consentire che i Comuni sedi di IPAB trasformate in persone giuridiche di diritto privato siano pienamente coinvolti nell’ambito della programmazione e indirizzo delle attività di tali nuovi soggetti”.

 

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Ora c’è lo spazio per aprire una nuova fase

Sanità in provincia di Alessandria: bene le Case della Salute e il blocco operatorio in Alessandria.

04/07/2017 – X LEGISLATURA – Ravetti

Pur tra molte difficoltà il tempo del risanamento del comparto sanitario è stato superato. In questi giorni, con i progetti delle Case della Salute e con l’inaugurazione del blocco operatorio dell’ospedale di Alessandria, cioè con una giusta programmazione, abbiamo dato un segnale sull’avvio della seconda fase, quella degli investimenti con razionalità e in base alle esigenze di salute dei cittadini. Per essere chiari: sono state indicazioni politiche rispettate dai dirigenti delle nostre aziende. Non il contrario. Ora non bisogna fermarsi, si può fare di più e meglio. Sono tuttora evidenti alcuni problemi che meritano più attenzione ed è fondamentale creare “valore aggiunto” nella rete ospedaliera, compreso l’hub di Alessandria, e nell’integrazione tra tutti gli ospedali e le politiche territoriali. Non sarà di sicuro l’inerzia la mia cifra distintiva; a partire dal confronto con i Sindaci e con l’assessore regionale Antonio Saitta intendo valutare soluzioni innovative, anche organizzative, per dare forza e futuro al nostro sistema sanitario.

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