Archivi categoria: Comunicati Stampa

Per il nuovo corso universitario di Medicina e Chirurgia il momento è ora. (o mai più)

Esiste una possibilità concreta, non una delle tante promesse, per aprire nella provincia di Alessandria con l’università del Piemonte Orientale un Corso di Laurea Magistrale a Ciclo Unico in Medicina e Chirurgia. E’ un progetto di interesse strategico per l’Ateneo e rappresenterebbe una decisiva opportunità per le strutture ospedaliere perché caratterizzerebbe in positivo la qualità delle cure e potenzierebbe la ricerca scientifica. Siamo ad un punto di svolta nella nostra provincia e non solo nel capoluogo.  Gli studi dimostrano gli effetti positivi sulle comunità locali di tale iniziativa: rappresenterebbe un volano per lo sviluppo economico locale, aumenterebbe la capacità di attrarre finanziamenti pubblici e privati e partnership con l’esterno, infine creerebbe un nuovo bisogno di infrastrutture.

Insomma, un Corso di Laurea, in particolare di Medicina e Chirurgia, cambia in meglio le città. Cosa devono fare adesso le Istituzioni? Capirne l’importanza e coglierne le opportunità, senza le solite e banalissime divisioni a cui è stato sottoposto anche nel recente passato il nostro territorio.

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Favorevole alla candidatura di Casale Monferrato per ospitare il Divertor Tokamak Test

“La delibera con la quale il Piemonte candida Casale Monferrato all’insediamento del nuovo centro di ricerche Enea, denominato DTT, rappresenta un’importante occasione per il casalese e per tutto il Piemonte.

Giustamente il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, ha proposto il tema in Consiglio regionale proprio per il valore del progetto e per le ricadute che avrebbe per tutto il territorio regionale. Parliamo di un investimento di 500 milioni di euro con grandi opportunità occupazionali. Ma tutto questo non basterebbe, ancor di più a Casale Monferrato, se il progetto contenesse anche solo vaghe ipotesi di pericoli per l’ambiente e la salute. I tecnici, perché è a loro che dobbiamo affidarci da un punto di vista scientifico per comprendere il senso di questo progetto, hanno dato tutte le rassicurazioni. In particolare hanno specificato che avremmo a che fare con un fattore strategico per l’intero Paese, una tecnologia “pulita” che avrebbe un ruolo fondamentale per le future scelte di approvvigionamento energetico del Paese.

Mi auguro che Casale alla fine prevarrà sulle candidature degli altri siti italiani. Grazie ai progetti di sviluppo concreti possiamo sostenere il territorio ed è questa la priorità assoluta della politica”.

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Volevamo un’idea di futuro da interpretare. Ora l’abbiamo e possiamo ambire ad avere una prospettiva migliore.

Accorpamento Aso Asl Alessandria

A novembre dell’anno scorso in Consiglio Regionale avevamo approvato una mozione che impegnava la Giunta ad adottare la proposta propedeutica all’accorpamento ASL AL e AO SS. Antonio e Biagio e C. Arrigo di Alessandria. L’atto è stato adottato e ora il confronto ripartirà in IV Commissione e successivamente in Aula. I sostenitori del nuovo progetto hanno chiaro che l’obiettivo è quello di creare una nuova azienda sana e forte per garantire migliori servizi ai cittadini di tutta la provincia di Alessandria. Sulle ragioni del cambiamento e sulle scelte da compiere nel prossimo futuro avremmo bisogno di mettere al bando i simboli dei Partiti e le contrapposizioni animate solo per avvantaggiare alcuni politici, non certo i cittadini / pazienti. In questo senso ho colto con piacere l’atteggiamento di “apertura” dimostrato da molti consiglieri e assessori del Comune di Alessandria durante i lavori della Commissione Sanità a cui sono stato invitato. Al contrario in questi giorni mi sono parsi del tutto strumentali e sterili le affissioni di manifesti, così come alcuni mesti comunicati stampa. A questi esponenti, pregiudizialmente contrari al progetto di rafforzamento della sanità alessandrina, rinnovo, e questa volta pubblicamente, la disponibilità ad uno o più confronti pubblici ovunque e nei momenti da essi ritenuti più opportuni; rilevo che di norma chi non vuole accettare il confronto è perché non ha solidi argomenti e preferisce nascondersi dietro la comodità degli slogan.

Sappiamo bene che dopo il salvataggio della sanità pubblica piemontese abbiamo tutti il dovere di programmare il futuro che riguarda la salute delle persone; una discussione seria che merita sobrietà, toni adeguati, studio e approfondimento. La condizione finanziaria, il Piano Nazionale Esiti, alcuni evidenti disservizi e i dati della mobilità passiva ci dimostrano che dobbiamo avere coraggio e onestà intellettuale nell’ambire a modificare il senso di marcia. In particolare dobbiamo dimostrare freddezza verso chi custodisce prevalentemente i propri particolari interessi senza curarsi del più vasto mondo di cui fa parte.

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Ospedale di Ovada e 118. “Ascoltare i Sindaci”

Ravetti: ”CHIEDO AI VERTICI ASL ASO DI CONSIDERARE CON LA MASSIMA ATTENZIONE QUANTO RICHIESTO DAI SINDACI E DAI MEDICI DELL’OVADESE.”

Tutti i 16 sindaci dell’Ovadese hanno firmato la lettera che sarà inviata prossimamente ai vertici dell’Asl ed ell’ASO per chiedere che il 118 ricominci a portare al Pronto soccorso di Ovada i codici verdi ora indirizzati a Novi. La scelta dei primi cittadini è sostenuta da un gruppo nutrito di medici di base del territorio che qualche settimana fa ha avanzato la stessa proposta. Dalle informazioni che ho raccolto, proprio questi ultimi si assumerebbero la responsabilità di chiedere per i propri pazienti, caso per caso, il trasporto a Ovada invece che altrove. Per questa ragione ritengo che sul documento, che mi pare esclusivamente interessato a migliorare la qualità dei servizi erogati dal nostro sistema, i gruppi dirigenti di ASO e di ASL possano attivare con la massima attenzione tutte le opportune verifiche per valutare gli eventuali effetti positivi.

 

 

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“Federalismo Comunale”: così si risponde a Salvini e Molinari.

Mentre preparo la relazione per il DL. 263 che consentirà dal 1 gennaio 2018 l’istituzione del nuovo comune di Alluvioni Piovera leggo che in Alessandria Matteo Salvini e Riccardo Molinari presenteranno il Comitato Referendario “Piemonte Autonomo”.  Utilizzo le loro dichiarazioni comprese nel virgolettato per capire di cosa stiamo parlando “si tratta di uno strumento necessario per far fronte al continuo silenzio delle istituzioni regionali in merito alla richiesta di un referendum che permetta ai cittadini piemontesi di decidere per l’autonomia della propria terra. Vogliamo che siano i Piemontesi a poter decidere del loro futuro e per farlo serve l’approvazione in tempi rapidi di una legge che permetta il referendum! “.

Se l’iniziativa non include elementi beceri di quel poveraccio secessionismo ma allude ad un nuovo dibattito che scardina l’idea del neo centralismo, praticato nei fatti da più di un ventennio, allora credo sia arrivato il momento di confrontarci. Io non ho cambiato idea e dico che questa vicenda merita attenzione e rispetto. Rifletto ad alta voce, così come ho fatto qualche mese fa sull’iniziativa politica di Roberto Maroni e Luca Zaia con il referendum per l’autonomia fiscale della Lombardia e del Veneto.

E medesimi pensieri ho espresso per l’impegno del presidente dell’Emilia Romagna Bonaccini che ha avviato un negoziato con il Governo ai fini dell’intesa prevista dall’articolo 116, comma terzo, della Costituzione, che consente l’attribuzione alle Regioni a statuto ordinario di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia. Non possiamo da sinistra rubricare sotto voci sbagliate un tema che rimette al centro dell’azione politica la questione irrisolta del Federalismo e delle Autonomie Locali.

Andiamo con ordine. I Comuni, soprattutto i più piccoli, hanno pagato un prezzo rilevante per ridurre il debito pubblico della Nazione. Negli anni è capitato che la stessa mano, pur con colorazioni politiche diverse, ha applicato “tagli” poderosi ai trasferimenti dello Stato verso le Autonomie Locali mettendo a dura prova gli Amministratori nel mantenere inalterata la qualità dei servizi. E i servizi nei Comuni sono i Diritti che determinano la qualità della vita dei cittadini: scuole, trasporti, rifiuti, politiche sociali. Quei tagli sono stati applicati in un campo di continui stravolgimenti delle regole ai limiti dell’interpretazione individuale delle norme da applicare, norme che di mese in mese hanno determinato solo confusione. Ma l’Italia è l’Italia dei Comuni, della bellezza dei suoi borghi antichi, l’Italia è l’Italia delle comunità solidali che si organizzano democraticamente attorno al Palazzo del Sindaco con reti sociali inclusive e idee per lo sviluppo dei territori. Quei Palazzi, quei Sindaci e quei Consiglieri Comunali sono le articolazioni dello Stato più vicine alla nostra popolazione che meritano più fiducia e più autonomia finanziaria e decisionale proprio per il bene dei territori che amministrano. Negli anni della “riforma incompiuta” delle Province è arrivato il tempo per un nuovo patto per definire il paniere dei servizi da affidare ai Comuni con certezze circa le coperture dei costi che non possono dipendere dai trasferimenti statali ma dall’autonomia fiscale. Per scrivere il Futuro dobbiamo tornare ai principi del Federalismo Comunale con profili solidali (e con chiarezza sulle competenze) consapevoli che per alcuni servizi gli ambiti territoriali ottimali per produrre efficacia ed efficienza non potranno essere quelli delle mura antiche d’ogni paese. Forse è in questo contesto sovracomunale che potremo trovare un ruolo alle Province salvate dal No al Referendum del dicembre scorso.

 

Ed è in questo contesto che può trovare le sue ragioni l’iniziativa di Molinari e Salvini che fa il paio con quella di Zaia, Maroni e Bonaccini. Altrimenti rischia d’essere un’iniziativa velleitaria che rafforza un tratto delle componenti politiche del centro destra ma che non risolve un solo problema ai cittadini.

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Superiamo il criterio della “spesa storica” per finanziare le ASL del Piemonte e rendiamo più efficiente il sistema. Il caso dell’ASL di Alessandria.

Regione Piemonte ha intrapreso in questi anni un difficile percorso di riordino della sanità Pubblica: un lavoro che ha portato all’uscita del piano di rientro e sta consentendo al sistema sanitario regionale di tornare ad investire sui servizi ai cittadini. Per questo insieme ad alcuni colleghi, grazie ad un Ordine del Giorno, ho chiesto alla Giunta di affrontare anche il tema della suddivisione del Fondo Sanitario Regionale che ha l’obiettivo di assegnare le risorse alle ASL e perciò costituisce uno degli atti cardine della programmazione sanitaria.

Allo stato attuale la ripartizione delle risorse non risponde a un’analisi dei fabbisogni sanitari o ai costi di produzione dei servizi, bensì è ancorata alla spesa storica generando un cortocircuito evidente.  Confrontandomi con i colleghi, e allargando lo sguardo agli altri territori, è risultato evidente che il sistema non è solo penalizzante per i territori che ricevono meno risorse, ma risulta inefficiente. Negli anni scorsi, il fondo di riequilibrio (circa 400 milioni di euro) veniva utilizzato per coprire i disavanzi di esercizio con il paradosso che ASL virtuose vedevano meno risorse assegnate: la maggior parte dei fondi andava, insomma, a chi aveva un disavanzo più alto. Nessuno stimolo per le gestioni più accorte e altrettanto per quelle con maggiore disavanzo con la certezza di copertura del fondo di riequilibrio.

Nello specifico, ecco il caso dell’ASL di Alessandria. Dalla quota indistinta del Fondo Sanitario Regionale di 7 milioni e 900 mila nel 2017, nel preventivo di bilancio, sono stanziati per l’ASL AL 734 milioni. (Se prendiamo come riferimento il criterio della quota pro capite ad Alessandria, rispetto alla media delle altre ASL piemontesi, vanno + 73,94 euro a persona).

L’ipotesi di disavanzo 2017 previsto per ASL AL è di circa 57 milioni che verranno riequilibrati con 52 milioni di finanziamento ulteriore e, per la prima volta quest’anno, con l’obbligo di 5 milioni di “efficientamento” del sistema (minori spese).  Nessuno se ne abbia a male ma, dalle tabelle che ho in possesso, Asl Al risulta una fra quelle avvantaggiate dal Fondo Sanitario Regionale ma quella con il disavanzo più alto preceduta solo da due ASL di Torino. Preciso ancora una volta che questa mia azione non contiene un giudizio sull’operato del gruppo dirigente dell’ASL alessandrino ma ha come obiettivo il miglioramento del sistema sanitario pubblico. Un sistema che giorno dopo giorno nei numeri, non con le opinioni, dimostra l’esigenza di un cambiamento.

Per questo motivo con l’Ordine del Giorno, chiediamo che la Giunta predisponga un gruppo di lavoro che elabori un modello, un sistema di criteri, per la suddivisione del Fondo Sanitario Regionale che superi quello della spesa storica.

Per questo la razionalizzazione delle risorse disponibili per la spesa sanitaria, in uno scenario di spesa in costante crescita, impone che le decisioni di politica sanitaria siano, a tutti i livelli, “informate” e “consapevoli” circa le implicazioni cliniche, economiche, legali e organizzative inerenti l’adozione delle metodologie sanitarie intese in una accezione ampia del termine, ovvero apparecchiature elettromedicali, terapie farmacologiche, procedure e servizi all’interno dei sistemi e delle strutture sanitarie.

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Serve un fondo regionale per adeguare le aree giochi del Piemonte alle esigenze dei bimbi con disabilità. Discussione solo rinviata alla previsione di Bilancio.

Da una prima ricerca in Italia le aree gioco accessibili non coprono nemmeno il 5% del territorio nazionale e negli oltre 8 mila Comuni solo 350 sono quelli che possono essere utilizzati dai bambini con disabilità.

Quindi, per promuovere la piena integrazione sociale, durante la discussione in Consiglio Regionale del DL n. 272 (Assestamento del bilancio di previsione finanziario 2017-2019 e disposizioni finanziarie), ho depositato un emendamento per l’istituzione di un Fondo per il rimborso spese sostenute dai Comuni piemontesi per l’adeguamento o per la nuova realizzazione dei parco giochi comunali. Per il Fondo avevo proposto anche una dotazione per l’esercizio finanziario 2018 2019 in termini di competenza pari a 500 mila euro per ogni annualità. Entro 90 giorni dalla entrata in vigore della legge avevo previsto altresì che la Giunta adottasse un apposito regolamento così da definire i criteri per l’assegnazione delle risorse.

Il vice Presidente Reschigna mi ha chiesto di ritirare l’emendamento così da poter affrontare il tema nella legge di Bilancio che approderà in Aula nelle prossime settimane. Discussione rinviata, ma di poco.

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L’Azienda ospedaliera di Alessandria e l’Asl provinciale diventeranno un unico ente.

La maggioranza della Regione Piemonte, con l’appoggio anche del Movimento 5 Stelle, fa partire la procedura per chiedere il provvedimento alla Giunta di Sergio Chiamparino

«Bisogna guardare avanti, pensare al futuro del territorio, anche per quanto riguarda la sanità. E a questo punto, un accorpamento fra l’Azienda ospedaliera di Alessandria e l’Asl è un’operazione necessaria». Lo hanno ribadito oggi a Palazzo Ghilini i consiglieri regionali Domenico Ravetti, vice capogruppo Pd, e Valter Ottria, capogruppo Mdp, illustrando la mozione che hanno presentato in Consiglio regionale per arrivare all’accorpamento. Una mozione sottoscritta anche da Paolo Mighetti, Movimento 5 stelle, e da Sinistra italiana.  Aggiunge Ravetti: «I tentativi compiuti negli anni per mettere in rete tutti i presidi sanitari alessandrini con l’obiettivo di razionalizzare, qualificare e potenziare l’offerta non hanno prodotto risultati soddisfacenti. La cooperazione tra Asl e Aso è sempre stata debole e siamo arrivati ad un punto in cui la creazione di un’unica azienda sanitaria non è più procrastinabile, senza che ciò debba in alcun modo essere letto come un processo di razionamento dell’offerta, perché non ci saranno tagli alle risorse. La fusione al contrario consentirà di ottimizzarne l’utilizzo e dunque di migliorare l’offerta delle prestazioni». La mozione sarà portata in approvazione in uno dei prossimi Consigli regionali e impegnerà la giunta Chiamparino a presentare entro 60 giorni una proposta di deliberazione al Consiglio stesso per l’accorpamento dell’Aso e dell’Asl. L’approvazione è data per scontata, poiché la proposta ha il sostegno dell’intera maggioranza e del Movimento 5 stelle, «ma chiediamo al centro destra di valutare l’iniziativa sul merito, per decidere insieme, inoltre sarà coinvolto il territorio».

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Assegnati dalla Regione Piemonte 2,5 milioni di euro ad Alessandria per la riqualificazione di immobili e alloggi di edilizia residenziale pubblica

 

Ora il Comune faccia la sua parte

In base all’art.4 del DL 47/2014, convertito con modificazioni dalla L.80 /2014 dal titolo “Programma di recupero e razionalizzazione di immobili e alloggi di edilizia residenziale pubblica” il Comune di Alessandria e l’ATC Sud, con determina dirigenziale n. 858 del 19 9 u.s., hanno ricevuto dalla Regione Piemonte comunicazione circa l’assegnazione di risorse dell’annualità 2017.

Di seguito la nota esplicativa con i dettagli e gli importi.

via Inverardi 2 destinati 471350,08

via Della Santa 18/20 destinati 778155,84

via Della Santa 6/12 destinati 583616,88

via Della Santa 26 destinati 389077,92

via Norberto Rosa 28/30 destinati 308674,87

per un totale di 2530875,59 euro

Ora Comune e ATC Sud dovranno confermare l’accettazione del finanziamento e indicare quale fra i due Enti sarà soggetto attuatore degli interventi che dovranno avere inizio entro e non oltre il 5 ottobre 2018.

Per i Gruppi del Partito Democratico in Comune e in Regione questo era un impegno nei confronti dei cittadini di Alessandria che doveva essere mantenuto. L’assegnazione di questi fondi è la dimostrazione concreta che la programmazione che avevamo definito conteneva obiettivi seri e raggiungibili in tempi certi. Le nostre priorità sono le priorità dei cittadini che vivono in queste aree e che meritano attenzioni non solo durante le campagne elettorali.

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Bella giornata per la programmazione Sanitaria in provincia di Alessandria.

 

Ravetti: “I colleghi eletti in provincia di Alessandria Berutti, Mighetti e Ottria hanno condiviso l’indirizzo per Ires Piemonte volto a consegnare entro 6 mesi uno studio per un nuovo ospedale in provincia di Alessandria”
Ho presentato un emendamento al programma pluriennale di ricerca 2017-2019 dell’Istituto di Ricerche Economico Sociali del Piemonte (IRES Piemonte). In particolare l’emendamento è collegato al programma annuale di ricerca 2017 e al piano di lavoro dell’IRES Piemonte 2017-2019 nella parte relativa all’analisi dei servizi sanitari e alla valutazione delle politiche per la salute.
Ho chiesto che il Gruppo di lavoro dell’Ires Piemonte elabori uno studio, da portare a termine entro i 6 mesi, per la realizzazione di una nuova struttura anche in provincia di Alessandria. Lo studio, da effettuarsi in base ai bisogni di salute della nostra comunità, insieme alla realizzazione di un nuovo edificio, sarebbe finalizzato ad analizzare anche le strutture esistenti da dismettere contestualmente.
Ritengo questa votazione un punto di svolta positivo che permetterà alla nostra comunità di aprire un confronto più sereno sul futuro dei nostri territori. Un confronto non alimentato da opinioni politiche di parte ma da elementi scientifici che evidenzieranno le opportunità da cogliere, le criticità da superare e le scelte conseguenti. L’unità e la condivisione dimostrata dai colleghi eletti in provincia di Alessandria nella presentazione e nel voto dell’emendamento rappresenta per me un valore e una forza per il nostro territorio.
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