Archivi categoria: Comunicati Stampa

Oncologia a Casale Monferrato.“Polemiche sempre utili ma non superare il limite della verità”

Sono da sempre convinto dell’importanza del ruolo delle opposizioni che, per essere utili alle comunità, devono anche utilizzare toni aspri e critiche pungenti. Per questo non mi hanno mai sorpreso le decine di comunicati stampa del centro destra contro il salvataggio della sanità pubblica piemontese; mi ha sorpreso la facilità con cui Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno dimenticato le loro responsabilità politiche circa il fallimento del sistema sanitario e la loro incapacità di superare il “piano di rientro” quando erano al Governo del Piemonte, incapacità dimostrabile dai documenti tuttora pubblicati sul sito del Ministero competente.

Ma l’ultimo comunicato stampa firmato da esponenti della Lega Nord e di Fratelli d’Italia dimostra quanto ad una certa destra, con evidenti sfumature di incompetenza sulla materia, interessi molto più la polemica finalizzata ad ottenere consenso a buon mercato superando pure il limite della verità.

Scrivono: “Ad Ivrea (molto più piccola di Casale e con un territorio di riferimento minore) viene rinnovata Oncologia e il medesimo Reparto casalese, città che vive una problematica tristemente unica con le malattie amianto correlate, viene chiuso e i posti letto tagliati?

Semplicemente quello che è stato scritto sull’Oncologia casalese non è vero. E’ vero che si può fare di più e meglio, non ho dubbi. E’ vero che dopo il salvataggio della sanità pubblica piemontese dovremmo progettare insieme il futuro (per esempio rilanciando idee e concretezza per la Ricerca sul mesotelioma). E’ vero che le opposizioni devono fare il proprio mestiere, ma sulla salute dei nostri concittadini servirebbero prudenza e affidabilità, elementi utili a restituire anche autorevolezza alla Politica.

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Federalismo Comunale!

Al referendum lombardo veneto sull’autonomia fiscale non si risponde NO.

Si risponde: “Federalismo Comunale”

L’iniziativa politica di Roberto Maroni e Luca Zaia con il referendum per l’autonomia fiscale della Lombardia e del Veneto merita attenzione e rispetto. Non possiamo da sinistra rubricare sotto voci sbagliate un tema che rimette al centro dell’azione politica la questione irrisolta del Federalismo e delle Autonomie Locali. Il testo del referendum lombardo recita “Volete voi che la Regione Lombardia, nel quadro dell’unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 116, terzo comma della Costituzione?”. La domanda non include elementi beceri di quel secessionismo nemmeno più caro alla Lega ma allude ad un nuovo dibattito che scardina l’idea del neo centralismo praticato nei fatti da più di un ventennio. Andiamo con ordine.

I Comuni, soprattutto i più piccoli, hanno pagato un prezzo rilevante per ridurre il debito pubblico della Nazione. Negli anni è capitato che la stessa mano, pur con colorazioni politiche diverse, ha applicato “tagli” poderosi ai trasferimenti dello Stato verso le Autonomie Locali mettendo a dura prova gli Amministratori nel mantenere inalterata la qualità dei servizi. E i servizi nei Comuni sono i Diritti che determinano la qualità della vita dei cittadini: scuole, trasporti, rifiuti, politiche sociali.

Quei tagli sono stati applicati in un campo di continui stravolgimenti delle regole ai limiti dell’interpretazione individuale delle norme da applicare, norme che di mese in mese hanno determinato solo confusione.

Ma l’Italia è l’Italia dei Comuni, della bellezza dei suoi borghi antichi, l’Italia è l’Italia delle comunità solidali che si organizzano democraticamente attorno al Palazzo del Sindaco con reti sociali inclusive e idee per lo sviluppo dei territori. Quei Palazzi, quei Sindaci e quei Consiglieri Comunali sono le articolazioni dello Stato più vicine alla nostra popolazione che meritano più fiducia e più autonomia finanziaria e decisionale proprio per il bene dei territori che amministrano. Negli anni della “riforma incompiuta” delle Province è arrivato il tempo per un nuovo patto per definire il paniere dei servizi da affidare ai Comuni con certezze circa le coperture dei costi che non possono dipendere dai trasferimenti statali ma dall’autonomia fiscale. Per scrivere il Futuro dobbiamo tornare ai principi del Federalismo Comunale con profili solidali (e con chiarezza sulle competenze) consapevoli che per alcuni servizi gli ambiti territoriali ottimali per produrre efficacia ed efficienza non potranno essere quelli delle mura antiche d’ogni paese. Forse è in questo contesto sovracomunale che potremo trovare un ruolo alle Province salvate dal No al Referendum del dicembre scorso.

Ed è in questo contesto che può trovare le sue ragioni il referendum lombardo veneto. Altrimenti rischia d’essere un’iniziativa velleitaria che rafforza un tratto delle componenti politiche del centro destra ma che non risolve un solo problema ai cittadini.

Domenico Ravetti

Consigliere Regionale

 

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Ipab piemontesi: approvata la legge di riordino

Ipab: approvata la legge

Ravetti (Pd): “Dopo 16 anni finalmente si potrà procedere alla riorganizzazione”

“Dopo sedici anni le Ipab potranno essere riorganizzate attraverso un testo di legge nuovo e moderno che permetterà alle strutture di trasformare la propria figura giuridica in aziende pubbliche, in fondazioni o in associazioni di diritto privato, prevedendo anche una fascia intermedia, per alcune Ipab di media grandezza, in cui sia possibile scegliere tra azienda pubblica e ente di diritto privato” ha dichiarato, nel suo intervento in Aula il Vice Presidente del Gruppo Pd e relatore di maggioranza del provvedimento, Domenico Ravetti.

“Le Ipab sono state il primo sistema di welfare organizzato su base volontaristica del Nord Italia, un sistema che da tempo non era pù in grado di reggere la sfida dell’innovazione e che, pertanto, andava adeguato ai tempi e alle richieste della società” ha proseguito Ravetti.

“Si tratta di una legge di sistema che non prevede costi aggiuntivi per la Regione, introduce aspetti innovativi e potrà contribuire al miglioramento del sistema sociosanitario nel suo complesso – ha concluso il Vice Presidente del Gruppo Pd- E’ stato approvato anche un ordine del giorno collegato, da me presentato, che impegna la Giunta ad “individuare le modalità più idonee ed efficaci a consentire che i Comuni sedi di IPAB trasformate in persone giuridiche di diritto privato siano pienamente coinvolti nell’ambito della programmazione e indirizzo delle attività di tali nuovi soggetti”.

 

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Ora c’è lo spazio per aprire una nuova fase

Sanità in provincia di Alessandria: bene le Case della Salute e il blocco operatorio in Alessandria.

04/07/2017 – X LEGISLATURA – Ravetti

Pur tra molte difficoltà il tempo del risanamento del comparto sanitario è stato superato. In questi giorni, con i progetti delle Case della Salute e con l’inaugurazione del blocco operatorio dell’ospedale di Alessandria, cioè con una giusta programmazione, abbiamo dato un segnale sull’avvio della seconda fase, quella degli investimenti con razionalità e in base alle esigenze di salute dei cittadini. Per essere chiari: sono state indicazioni politiche rispettate dai dirigenti delle nostre aziende. Non il contrario. Ora non bisogna fermarsi, si può fare di più e meglio. Sono tuttora evidenti alcuni problemi che meritano più attenzione ed è fondamentale creare “valore aggiunto” nella rete ospedaliera, compreso l’hub di Alessandria, e nell’integrazione tra tutti gli ospedali e le politiche territoriali. Non sarà di sicuro l’inerzia la mia cifra distintiva; a partire dal confronto con i Sindaci e con l’assessore regionale Antonio Saitta intendo valutare soluzioni innovative, anche organizzative, per dare forza e futuro al nostro sistema sanitario.

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Aziende pubbliche e private: la difficile sfida dell’armonia e degli equilibri.

Equilibri e profitti nel pubblico e nel privato sono l’essenza  ma portare in un’azienda l’armonia è una sfida per i migliori, i forti, i giusti. Sicuramente “il sogno” da realizzare per dare stabilità ai buoni risultati. Per me vale anche per le Asl e le Aso.

 

Un imprenditore ha scritto della sua azienda “Portare un’azienda all’eccellenza è probabilmente il sogno di tutti gli imprenditori, dei dirigenti e dei manager. Raggiungere l’eccellenza con la qualità totale, con l’efficienza, con il costante miglioramento è difficile ma non impossibile. Portare un’azienda all’armonia totale è sicuramente “il sogno” da realizzare. L’imprenditore, il manager deve comunque sentire il desiderio di armonia globale e trasmettere questa sensazione, volerla. Ha l’obbligo di promuoverla, di comunicarla. Non bisogna rinunciare a promuovere il rapporto equilibrato con i dipendenti per spingerli a operare sempre meglio, così con i fornitori, con la clientela. Dobbiamo desiderare per tutti una ricchezza più grande. Unire la parola passione al lavoro può apparire eccessivo, ma come si può descrivere se non come passione il cumulo di sentimenti che ci spinge ad operare sempre al meglio ed in tutti i settori dell’azienda? Nella vita abbiamo imparato che esistono due modi di lavorare, il primo bene, il secondo bene con passione. Ma le nostre risorse umane sono la prima ricchezza dell’azienda. Ecco cosa commerciamo assieme al nostro prodotto.”

Mi pare una riflessione molto utile per comprendere che sono compatibili tra loro due azioni che valgono per le aziende pubbliche così come per quelle private. La prima azione interessa gli equilibri (se è azienda pubblica) o i profitti ( se è azienda privata) nei bilanci. Non esiste azienda sana senza un management in grado di badare alla sostanza economica. La seconda azione è la più complicata da perseguire ma è fondamentale tanto quanto la prima. E’ una sfida riservata ai migliori, ai giusti e ai forti. Non è una sfida per tutti. Forse è per questo che è ben difficile trovare leaders  con il desiderio di generare armonia in azienda, e comunque è noto che quelli che non stanno generando armonia sono sempre gli ultimi a capirlo.

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Il congresso è terminato. Il bello arriva adesso e serve lealtà.

Le primarie del PD le ha vinte Matteo Renzi ed è lui il segretario nazionale del Partito a cui sono iscritto; non ha vinto Andrea Orlando, che io ho sostenuto con convinzione, e neppure Emiliano. Ma non esiste una sola ragione per cui io debba conformarmi alle posizioni della maggioranza e non cambio idea sugli argomenti che abbiamo utilizzato in queste poche settimane dedicate al Congresso, prima fra gli iscritti e poi tra gli elettori. Resto nel PD sarò rispettoso e chiederò rispetto. Rispetto per le nostre posizioni che mi auguro possano essere vissute sempre come un contributo arricchente per il dibattito, non come un’inutile “gufata”.

Assicuro lealtà appena dopo la sintesi; non assicuro fedeltà al carisma del leader.

Aggiungo che non auspico il fallimento del progetto renziano e non lavorerò per indebolirlo ma non rinuncerò a convincere i miei compagni che è consigliabile una deviazione della rotta rispetto all’attuale navigazione che rischia d’essere solitaria e, su alcune questioni, in linea con alcune traiettorie della destra. Al gruppo dirigente alessandrino confermo tutto il mio impegno (ci mancherebbe altro!) per vincere le elezioni di giugno nel capoluogo e ad Acqui Terme. Ma non smetterò mai, nemmeno per un istante, di dire ad alta voce quello che penso, anche se quello che penso può non essere gradito.  Anzi, lo dirò ancora più forte.

Sui numeri delle Primarie in provincia di Alessandria rilevo che siamo passati da 16.886 elettori a 9.430.

 

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Approvato il bilancio della Regione Piemonte

Abbiamo presentato un bilancio responsabile, senza tagli lineari ma con scelte politiche mirate. Come maggioranza abbiamo voluto sostenere alcuni settori che riteniamo fondamentali, tra questi: il diritto allo studio, i piccoli comuni, le politiche sociali, l’edilizia sociale, il fondo di morosità incolpevole che viene raddoppiato con 4 milioni e il trasporto pubblico su cui sono state aggiunte risorse per l’acquisto di nuovi bus. Rimediare ai guasti del passato era la missione di questo bilancio. Quanto fatto credo debba essere apprezzato: pagare i propri debiti non è solo un’esigenza etica, me è anche un fattore di sviluppo. Oggi possiamo dire finalmente di essere fuori dalle incertezze finanziarie si tiene in piedi la macchina regionale e al contempo si creano le condizioni per dare risorse alla nostra comunità attraverso importanti investimenti.

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Costituito in provincia di Alessandria il comitato per Andrea Orlando candidato alla segreteria del PD. Prima iniziativa domenica 19 marzo in Alessandria

Verso le Primarie

Il PD ha bisogno di rimettere al centro della sua azione politica le grandi questioni sociali che interessano gli Italiani. A partire dal rapporto con la scuola e la formazione, dal nuovo welfare fino alle nostre imprese che attendono una Politica all’altezza delle sfide internazionali da preparare e condividere nella nuova Europa che per noi rappresenta lo spazio delle opportunità, non quello delle regole astratte, delle costrizioni e del rigore. Ma è il lavoro il punto da cui ripartire; quello autonomo o dipendente, il lavoro che non c’è o quello sempre più precario e con salari inadeguati. Potremo accettare queste enormi sfide se sapremo ricostruire la nostra forza politica – nel campo del centro sinistra – inclusiva, aperta al confronto e al dialogo con tutte le rappresentanza sociali, imprenditoriali e dei lavoratori. Il nostro Partito deve riallacciare le alleanze prima con la società e poi con i partiti che hanno in comune stessi valori e sottoscrivono medesimi obiettivi. Con il referendum del dicembre dell’anno scorso si è interrotta una fase significativa del riformismo istituzionale coincidente con una crescente sfiducia di parti non marginali della nostra società nei confronti del PD. Avremmo avuto bisogno di più tempo per approfondire le ragioni di questo declino e la proposta di una Conferenza Programmatica poteva essere accolta con maggior attenzione. Non si è voluto dedicare spazio all’analisi, speriamo almeno si colga l’occasione in questo Congresso per affrontare le tante sfide che abbiamo di fronte evitando ricette imposte o prove muscolari. Per questo è necessario che il PD si trasformi in un luogo di approfondimento e di analisi; uno spazio di confronto sulla Rete, tra i cittadini e nei nostri Circoli dove si valorizzi il significato della partecipazione dei nostri iscritti anche per formare la nuova classe dirigente del Paese. Quello che non serve sono le filiere del voto da attivare solo durante le competizioni elettorali.

Dobbiamo ricostruire quel centrosinistra “largo” che è stato il motore del cambiamento reale in tutti i passaggi più importanti della vita della Repubblica.

Siamo certi che Andrea Orlando rappresenti oggi il Segretario Nazionale adatto per un PD unito e meno isolato nel contesto della sinistra.

Per queste ragioni in provincia di Alessandria è stato costituito un coordinamento; oltre a tanti giovani e a molte nuove presenze, hanno aderito tanti dirigenti del PD provenienti da esperienze congressuali  diverse.  Tra questi il Senatore Daniele Borioli, l’Onorevole Cristina Bargero, l’Europarlamentare Daniele Viotti e l’assessore del Comune di Alessandria Mauro Cattaneo. Il responsabile del coordinamento provinciale è il Consigliere Regionale Domenico Ravetti.

La prima iniziativa pubblica è prevista per domenica 19 marzo alle ore 10 presso la Soms del Cristo in corso Acqui 156 ad Alessandria.      

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#NOTEDIPROTESTA: sostegno al comparto dell’Alta Formazione Artistica e Musicale

Sabato 13 febbraio 2016 dalle 11.00 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 18.00 sarà la giornata dell’Alta Formazione dal titolo #NOTEDIPROTESTA.

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La manifestazione è dedicata al mondo della formazione accademica musicale che “scende in campo” e fa fronte comune per chiedere il riconoscimento del valore sociale e culturale dell’Alta Formazione Musicale nel nostro Paese.

Domenico Ravetti ha depositato l’Ordine del Giorno dal titolo “Sostegno al comparto dell’Alta Formazione Artistica e Musicale” per portare a breve nella discussione del Consiglio Regionale Piemonte un tema di grande importanza.

Nel testo dell’ordine del giorno vengono sottolineati i seguenti dati: nati in Italia nel XVI° secolo, i Conservatori sono Istituzioni di grado universitario appartenenti al comparto dell’Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM), organizzato in 77 Istituti di cui 54 Conservatori statali (più 4 sedi distaccate), 19 Conservatori non statali (ex Istituti Pareggiati) e 4 istituti accreditati, in gran parte con una lunga storia e tradizione; i dati riferiti all’attività dell’AFAM sono significativi della centralità di tale settore della formazione: gli studenti sono 50.000, di cui il 10 per cento stranieri (dato più che doppio rispetto al corrispondente delle Università), i diplomati oltre 6.000 l’anno, mentre il corpo docenti è composto da 6.000 unità, cui si sommano 1.500 unità di personale amministrativo e ausiliario.

L’AFAM costituisce, inoltre, un punto di riferimento culturale importante per il territorio organizzando  ben 7.000 eventi all’anno;  considerato che lo scorso 27 gennaio le Conferenze nazionali dei Conservatori statali e non statali, riunite presso il MIUR, hanno approvato all’unanimità una Mozione per esprimere grande preoccupazione per la situazione del sistema dei Conservatori e, più in generale, per lo stato in cui versa attualmente la formazione musicale nel nostro Paese; in particolare viene lamentato il perdurare della mancanza di fondamentali passaggi normativi come il completamento della riforma del sistema avviato con la Legge 21 dicembre 1999, n. 508 (Riforma delle Accademie di belle arti, dell’Accademia nazionale di danza, dell’Accademia nazionale di arte drammatica, degli Istituti superiori per le industrie artistiche, dei Conservatori di musica e degli Istituti musicali pareggiati) e l’assenza del decreto sul reclutamento del personale docente e della messa a ordinamento dei bienni.

Le Conferenze riunite dei Conservatori sottolineano, altresì, la grave carenza di risorse pubbliche e l’assenza di progettualità in un contesto di costante sottovalutazione del valore della Musica e delle Istituzioni musicali pubbliche nel contesto culturale e sociale complessivo, di cui sono sintomatici il mancato rinnovo del Consiglio Nazionale per l’Alta Formazione Artistica e Musicale (CNAM), scaduto da tre anni, ed il mancato riconoscimento delle Conferenze stesse quali organismi stabili di interlocuzione tra l’amministrazione ed i conservatori, come da decreti ministeriali istitutivi.

Inoltre il sistema dell’Alta Formazione Artistica e Musicale sollecita risposte immediate alle proprie istanze, in modo tale da poter prevedere azioni efficaci tempo utile per l’avvio del prossimo anno accademico, in particolare per quanto concerne l’attuazione della riforma e significativi incrementi delle risorse a disposizione del sistema stesso, anche al fine di provvedere alla statalizzazione, entro il 2016, dei Conservatori non statali che stanno vivendo una condizione di gravissima crisi e rischiano la chiusura delle attività formative.

Quindi per segnalare all’opinione pubblica la difficilissima situazione del settore le Conferenze riunite dei Conservatori hanno anche deciso di indire una giornata di protesta e di proposta il 13 febbraio 2016, con iniziative e attività musicali in ogni istituto su tutto il territorio nazionale.

Ad esempio il Conservatorio Vivaldi di Alessandria ha organizzato per quella data l’evento #notediprotesta con concerti per tutta la giornata ed altre attività di sensibilizzazione.

L’importanza della Musica nell’istruzione e formazione dei giovani, confermata anche dalle più recenti ricerche nel campo delle neuroscienze, è riconosciuta dalla Regione Piemonte fin dalla legge regionale 28 agosto 1978, n. 58, che costituisce tuttora la norma-quadro in ambito culturale e che valorizza le Istituzioni e Fondazioni della Musica.

L’Ordine del Giorno in oggetto impegnerà la Giunta regionale del Piemonte a sollecitare il Parlamento a completare la riforma del sistema di Alta formazione artistico-musicale, attesa ormai da oltre 16 anni, oltre a rendere operativo, entro il 2016, il nuovo sistema di reclutamento delle docenze, l’ordinamento di tutti i corsi di studio e la statalizzazione degli Istituti musicali.

Ultimo punto si prevedono modalità atte a consentire al comparto dell’Alta Formazione Artistica e Musicale di poter contare su risorse adeguate a programmare le proprie attività.

 

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