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Riduzioni sulla cedolare secca sugli affitti

nterrogazione a risposta immediata su predisposizione di un elenco di tutti i Comuni piemontesi per i quali la Regione ha dichiarato lo stato di calamità naturale tra il 2009 e il 2014

Domenico Ravetti (Pd): “L’Assessore ha confermato che le riduzioni sulla cedolare secca sugli affitti sono applicabili a tutti i Comuni piemontesi ”

Torino – 22 gennaio 2019 – “Oggi, in Consiglio regionale, ho interrogato l’Assessore competente per sapere se non ritenga opportuno predisporre e diffondere un elenco dei Comuni piemontesi per i quali la Regione Piemonte ha dichiarato lo stato di calamità tra il 29 maggi 2009 e il 28 maggio 2014, al fine di agevolare i cittadini che avrebbero diritto, perché interessati dall’emergenza, ad uno sconto sull’applicazione della cedolare secca sugli affitti” ha dichiarato il Presidente del Gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale Domenico Ravetti

“Il Decreto legge n. 47 del 2014 – ha proseguito Ravetti – ha, infatti, previsto, per gli anni dal 2014 al 2019, la riduzione del 10% dell’aliquota (cedolare secca sugli affitti) per i Comuni che, nei cinque anni precedenti alla data del 28 maggio 2014, siano stati dichiarati in stato di calamità naturale e continuano ad essere numerose e frequenti le richieste, soprattutto avanzate dai singoli cittadini agli amministratori locali del territorio della nostra Regione, di accesso ad un elenco di tutti i Comuni piemontesi interessati dallo stato di emergenza”.

“L’Assessore Balocco, nella sua risposta, – ha concluso Domenico Ravetti – ha chiarito che, sia per l’evento calamitoso del marzo 2011, sia per quello del maggio 2013, lo stato di emergenza ha interessato l’intero territorio regionale e, quindi, le riduzioni sulla cedolare secca sugli affitti sono applicabili a tutti i Comuni piemontesi”.

Sanità: i fatti fanno a botte con le percezioni.

PIEMONTE PRIMA REGIONE PER PRESTAZIONI SANITARIE E PRIMA TRA LE REGIONI BENCHMARK AI FINI DEL RIPARTO DEL FSN 2019.

Ravetti al M5S e alla Lega: “Dite la verità: ci classificate sempre al primo posto quindi voi sapete bene che in Sanità il problema non è il Piemonte ma l’Italia.”

Alcuni consigliano di non parlare di Sanità durante la campagna elettorale perché, spiegano, è un settore in cui i cittadini hanno maturato in generale un giudizio non completamente positivo. Consigliano di lasciar perdere perché non è arrivato il senso della riorganizzazione e del salvataggio della sanità pubblica ma quello dei “tagli”. Ne prendo atto amaramente, so che in qualche misura è così, ma io ne parlerò sempre guardando negli occhi i miei interlocutori. A proposito di interlocutori, li trovo ogni volta impegnati in altre faccende quando chiedo incontri pubblici per confrontarci su questi argomenti. E li capisco.

C’è qualcuno che vuole ammettere che dopo il primo posto in Italia riconosciuto dal Ministero della Salute sulla qualità delle prestazioni sanitarie (griglie LEA) ora, lo stesso Ministero a guida pentastellata classifica la Regione Piemonte prima delle cinque Regioni selezionate come “Benchmark”, con (nell’ordine) Umbria, Emilia Romagna, Marche e Veneto?  Tre di queste Regioni saranno selezionate per fare da riferimento per “i costi standard”, da utilizzare nel riparto del Fondo sanitario 2019.  La Lombardia è classificata al sesto posto. (Così per dire.)

In sanità, le tecniche di benchmarking hanno lo scopo di raggiungere uno standard di eccellenza, valutando il corretto impiego delle risorse e, valutate le performance raggiunte, di correggere opportunamente le politiche sanitarie. Nella scelta il Ministero della Salute tiene conto di una serie specifica di parametri, dal punteggio della cosiddetta “Griglia Lea” alla spesa farmaceutica, oltre all’efficienza della tenuta dei conti economici. Essere al primo posto nella graduatoria delle Regioni “Benchmark” è una novità assoluta per il Piemonte. L’indicazione del Ministero della Salute rappresenta l’ennesimo riconoscimento del lavoro svolto in questi anni. Può non piacere, può dar fastidio solo il pensiero, ma la verità è nei fatti: con il risanamento dei conti e l’uscita dal Piano di rientro, il Piemonte diventa sempre più un punto di riferimento per la sanità nazionale.  È un motivo di orgoglio ed un ulteriore stimolo a continuare? O stavamo meglio nei bassi fondi della classifica alle prese con i debiti accumulati nel tempo?

Ora è ufficiale: 648 mila euro per l’Hospice “Zaccheo” di Casale Monferrato.

La Giunta regionale oggi ha approvato la destinazione dell’utile di esercizio 2017 dell’Asl AL e l’intera somma, 648.000 euro, verrà utilizzata per la sistemazione della struttura casalese.

Leggo con piacere il comunicato stampa dell’Assessore Antonio Saitta che definisce questo “intervento importante e atteso da tempo, che va a sanare una situazione ereditata dal passato Ora l’Asl di Alessandria può immediatamente dare il via alle procedure di gara e quindi di realizzazione dei lavori proseguendo, allo stesso tempo, nella causa per ottenere il risarcimento dei danni nei confronti dei responsabili dell’opera.”

Credo si possa affermare con certezza che durante le prime settimane di gennaio l’ASL potrà attivare le procedure della gara e che i lavori di messa in sicurezza, rinforzo e consolidamento delle fondazioni della struttura, oltre che il recupero igienico – sanitario dei seminterrati, termineranno entro il 2019.

“Più tasse per il volontariato.”

Domenico Ravetti (Capogruppo PD Consiglio Regionale Piemonte): “Vogliono frantumare l’essenza della coesione sociale nel nostro Paese. Lega e M5S hanno superato il limite della decenza politica.”

 “Quella tassa è una vergogna, una patrimoniale sulla solidarietà. Il conto lo pagheranno i più poveri” Sono queste le parole che arrivano dal mondo del volontariato. E la protesta si diffonde sempre più contro la norma voluta da Lega e M5S che cancella l’Ires agevolata (portandola dall’attuale 12% al 24%) per istituti di assistenza sociale, fondazioni, enti ospedalieri, istituti di istruzione senza scopo di lucro. E che prevede un esborso di circa 120 milioni per il terzo settore. Ancora una volta questo G(g)overno nazionalpopulista conserva il solito posto alle persone in difficoltà: l’ultimo. D’altronde le parole – solidarietà – e – umanità – paiono non essere inserite nel dizionario della lingua del nuovo potere.

600 mila euro per i centri storici dei Comuni della core zone Monferrato Unesco.

Domenico Ravetti (capogruppo PD): “Fatti, non parole, per lo sviluppo dei Comuni del Monferrato Unesco”

Nella Missione 20 (Fondi e accantonamenti) del bilancio di previsione finanziario 2018 – 2020 è approvato il fondo per la partecipazione finanziaria ad accordi di programma. In questo contesto, durante i lavori della I Commissione del Consiglio Regionale, abbiamo aggiornato l’elenco delle opere oggetto di accordi di programma e, tra queste, la valorizzazione del territorio del Monferrato partendo dai Comuni della core zone dell’Unesco.

Si tratta della riqualificazione dei centri storici per un importo di 600 mila euro a cui, ovviamente, andrà aggiunta una quota dei Comuni stessi. Le riqualificazioni dovranno valorizzare il patrimonio che gli Infernot rappresentano nel mondo.

In sostanza abbiamo espresso un parere favorevole alla proposta di sostegno economico volta a migliorare i centri storici di Camagna Monferrato, Cella Monte, Frassinello Monferrato, Olivola, Ottiglio, Ozzano Monferrato, Rosignano Monferrato, Sala Monferrato e Vignale Monferrato. E’ un fatto, non è una vaga intenzione, che rafforza il progetto di sviluppo turistico per i territori del Monferrato Unesco e per l’intera Provincia.

Rifiuti Alessandria (articolo su La Stampa): rispondo a Lega, Forza Italia e assessore all’ambiente.

Gentilissimo Piero Bottino, a Tua firma su La Stampa del 14 novembre leggo un articolo a pag. 43, come al solito intelligente e puntuale, dal titolo RIFIUTI, PER ORA NIENTE PORTA A PORTA IN PERIFERIA. Stop da Forza Italia e Lega. E L’assessore all’ambiente del Comune di Alessandria Borasio dichiara “Quel bando regionale era una beffa”.

Ti prego di verificare quanto sotto riporto giusto per fare chiarezza e Ti prego di pubblicare per ragioni di verità la mia replica.

La somma totale destinata al Bando è di 5.4 milioni. L’importo a cui erroneamente l’assessore di Alessandria si riferisce (1.4 milioni) è la somma ad oggi impegnabile e che viene nel tempo incrementata. Ma ha un valore relativo, in quanto soggetta alle dinamiche di incasso. Infatti il finanziamento del Bando Regionale è sostenuto attingendo le risorse dell’intero ammontare del gettito del tributo speciale per il deposito in discarica di rifiuti, nei limiti delle somme effettivamente incassate. Si noti che l’incasso del tributo nei confronti dei gestori è effettuato dalle Province che devono poi girarlo alla Regione. La Provincia di Cuneo ha già girato il tributo relativo ai conferimenti del 2018, La città Metropolitana quello del 2017, la Provincia di Alessandria ha recentemente saldato il 2016. Quindi se ad oggi per il Bando sono impegnabili solo euro 1.400.000 ciò è determinato dai ritardi nei versamenti da parte delle Province, in particolare quella di Alessandria. Mi si perdoni l’accenno polemico lontano dal mio stile ma voglio informare l’assessore che la Provincia di Alessandria è ultimamente per lui facilmente contattabile in quanto amministrata da un Presidente e da una maggioranza del suo stesso colore politico.

Inoltre è bene precisare che sul primo bando stanno ricevendo finanziamenti 8 progetti, il più consistente dei quali relativo al Consorzio – Tortonese, Ovadese, Novese, Acquese – per oltre 700.000 euro a sostegno del passaggio Porta a Porta. Da relazioni informali ricavo che sul secondo Bando lo stesso Consorzio sta prospettando una ulteriore richiesta (che verrà valutata nelle sedi competenti) per analogo intervento in altra zona del medesimo consorzio. Questa è la dimostrazione del fatto che o si cercano pretesti oppure si cercano risultati importanti in termini di consistenza dei finanziamenti. Infine annoto che presumere una linearità nell’attribuzione delle risorse che porta a immaginare che al massimo ad Alessandria sarebbero spettati 200.000 euro, come riportato nell’articolo, non corrisponde al meccanismo di funzionamento del bando. Esso prevede la finanziabilità dei progetti fino ad un massimo di 900.000 euro sulla base delle valutazioni di merito della commissione esaminatrice i cui criteri sono scritti negli allegati al bando che basterebbe leggere. Diciamo la verità: al primo Bando il Comune di Alessandria non ha partecipato e al secondo probabilmente non intende partecipare.

Domenico Ravetti

Consigliere Regionale – Capogruppo PD

TERZO VALICO: “I CANTIERI A META’? PURA FOLLIA”

Sopralluogo della commissione Trasporti regionale oggi ai cantieri del Terzo Valico. “Abbiamo potuto vedere nel dettaglio i lavori in corso ad Arquata Scrivia, Libarna e Romanellota, con le quattro talpe scavatrici in funzione, che andranno complessivamente a realizzare il tunnel di base più lungo d’Italia con i suoi 37 chilometri”, spiegano la presidente della Commissione Nadia Conticelli con il vicepresidente Antonio Ferrentino e il capogruppo del Partito Democratico Domenico Ravetti. “Degli oltre sei miliardi di investimenti previsti ad oggi sono state assegnate gare per un miliardo e settecento mila e nessuna di queste ha avuto ricorsi o contestazioni – ricordano i tre consiglieri Dem – Ora il blocco del quinto lotto da parte del Ministro Toninelli sta provocando un clima di incertezza. In sostanza un settore intero di economia resta appeso a questa incerta analisi costi benefici.” “Oggi qui abbiamo visto un cantiere diffuso ben organizzato, con un livello di attenzione altissimo alla sostenibilità ambientale, che dà lavoro complessivamente ad oggi a 658 persone – concludono i consiglieri regionali – L’opera conclusa darà finalmente sbocco al porto di Genova e alle altre piattaforme del Tirreno. Pensare di fermarne la realizzazione lasciando i cantieri a metà è pura follia“.

In Consiglio Regionale si discuta della crisi Pernigotti. Facciamo di tutto per salvare stabilimento e lavoro

In questo contesto di crisi economica e occupazionale la notizia della possibile chiusura della Pernigotti di Novi Ligure è un dramma per i lavoratori e per le loro famiglie e una pesante perdita di un altro marchio rilevante, una delle più importanti e storiche realtà nel settore dolciario del nostro Paese.  Per questo ho presentato un documento che sarà discusso e votato in Consiglio Regionale martedì 13 p.v.; questo atto formale è finalizzato a dare ancora più forza alla Giunta Regionale nel confronto attivato attorno al Tavolo di crisi già convocato presso il competente Ministero. Occorre intervenire per scongiurare la chiusura dello stabilimento e per salvaguardare il più possibile i livelli occupazionali

Ravetti ( Capogruppo PD): “Federalismo: avviare subito con il Governo la maggiore autonomia. La Lega passi ai fatti sostenendo le richieste delle Regioni.”

Approvata in Consiglio Regionale la proposta di deliberazione per il riconoscimento di un’autonomia differenziata della Regione Piemonte.

“Non chiediamo più soldi allo Stato ma più libertà di gestirli su alcune precise competenze che riteniamo strategiche per lo sviluppo della nostra Regione”.

Lo dichiara il capogruppo del PD, Domenico Ravetti, dopo l’approvazione della delibera del Consiglio regionale del Piemonte con la quale si chiede al Governo l’apertura di un negoziato ai sensi dell’articolo 116 della Costituzione sull’autonomia differenziata. “Una sorta – continua – di una terza via pragmatica tra il vecchio centralismo, che alcuni vorrebbero riproporre ancora oggi, e un federalismo di vecchia convenzione inconcludente e sbandierato solo ai fini elettorali; sul tema – prosegue – mi auguro che il Governo proceda in tempi brevi, si tratta di creare una maggiore coerenza su materie la cui gestione rafforzata del Piemonte offrirebbe una maggiore agilità su temi quali: il lavoro, la sanità, il governo del territorio, le politiche della montagna e l’ambiente, gestione delle non autosufficienze, tutti ambiti – conclude – su cui il Piemonte vuole incidere maggiormente e con meno conflitti di attribuzione con lo Stato centrale”.

200 milioni di euro per l’economia piemontese

Domenico Ravetti (Capogruppo PD Consiglio Regionale) “Abbiamo destinato oltre 200 milioni di fondi Finpiemonte a sostegno dell’economia piemontese.”

 

Il Consiglio regionaledichiara il Capogruppo del PD Domenico Ravettiha approvato all’unanimità dei votanti (27 sì e 10 non votanti) il disegno di legge 239 “Modifiche alla legge regionale 29 giugno 2018, n. 7 (Disposizioni urgenti in materia di bilancio di previsione finanziario 2018-2020)” che da un lato si adegua ai rilievi governativi sulla modalità tecnica della cessione dei crediti della finanziaria alla Regione Piemonte, dall’altro approva puntualmente le scelte per i settori di intervento.

 

Per le attività culturali continua Ravettici sono 8,5 milioni di euro, per il turismo 18,25, mentre per l’ambiente saranno destinati 5,4 milioni. Alle politiche sociali e della famiglia andranno 8,3, e la parte più rilevante andrà allo sviluppo economico e competitività con oltre 141 milioni così suddivisi: industria pmi e artigianato 113 milioni, commercio e tutela consumatori 17,3 milioni, ricerca e innovazione 11 milioni. Lavoro e formazione otterranno 13 milioni mentre alle fonti energetiche sono destinati 5 milioni.

 

La nuova legge conclude il Capogruppo – inserisce la modifica quindi nella norma che dispone la cancellazione dall’albo degli intermediatori finanziari di Finpiemonte Spa e che libera la somma di 200 milioni mediante la riduzione del capitale sociale della partecipata regionale che si attesta a 156 milioni.