Tutti gli articoli di domenico ravetti

Insieme per il riconoscimento dell’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico e per l’apertura del Dipartimento Universitario di Medicina e Chirurgia

Ravetti: “Chiedo a tutti i Comuni di votare una mozione per sostenere questi obiettivi strategici per il futuro.

Sul futuro del sistema sanitario in provincia di Alessandria sono a conoscenza di iniziative politiche che hanno il gusto del pretesto per anticipare i tempi della campagna elettorale in vista delle Regionali 2019. Io non voglio partecipare a questa bagarre.

Sono davvero dispiaciuto per l’atteggiamento di qualche Partito e di alcuni dirigenti della locale Politica che calcano da decenni il palcoscenico con risultati spesso definiti “poco lusinghieri” e su cui non mi soffermo per decenza. La contrapposizione anche dura è nella natura del dibattito tra parti politiche avverse ma arriva sempre un momento in cui gli interessi dei cittadini devono prevalere su tutti gli altri interessi. Constato che anche in questo caso non si è voluto con calma scegliere la strada faticosa dello studio e dell’analisi ma la scorciatoia dello scontro che ha generato confusione. Per me, per molti fra noi, l’obiettivo è semplicemente quello di migliorare il sistema rendendolo più adatto alle esigenze della nostra comunità.

Esiste un problema organizzativo nel sistema sanitario che va affrontato pur con opinioni differenti. Ma il fatto più importante è che sono alla nostra portata alcuni obiettivi che potrebbero cambiare in positivo la storia dei nostri territori. Per questo sono convinto che una classe dirigente all’altezza deve dividersi al tempo delle elezioni ma non dovrebbe dividersi almeno sul riconoscimento dell’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico e sull’apertura del Dipartimento Universitario di Medicina in Alessandria. Io voglio andare oltre le polemiche Politiche in cui qualcuno ci vuole infilare. Per questo ho chiesto agli Amministratori Comunali della provincia di Alessandria di valutare argomenti d’attualità molto lontani dalle campagne elettorali: per sostenere con forza il riconoscimento dell’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico  e l’avvio dei corsi di Medicina in Alessandria, ho proposto di votare in tutti i Consigli Comunali una mozione che, una volta approvata, può essere inviata al Governo nazionale, alla Regione Piemonte, al Presidente dell’Assemblea provinciale dei Sindaci dell’Asl Al e ai Consiglieri Regionali della provincia di Alessandria. Un paio di Amministrazioni Comunali nel recente passato hanno votato un documento solo in parte simile, ora credo sia arrivato il tempo di fare squadra tutti insieme. A tutti i Sindaci ho inviato una bozza di mozione da integrare o modificare come ritenuto più opportuno.

Share

Quattro piste per il Gruppo del PD

Dovremo seguire almeno 4 tracce di lavoro: Nei lavori del Consiglio Regionale e delle Commissioni definendo insieme alla Giunta un Piano Strategico di fine mandato. Mi è stato chiesto come intendo impostare il mio rapporto con la Giunta; ho risposto che la maggioranza dei componenti la Giunta e il Presidente Chiamparino sono iscritti a questo gruppo e se ci saranno argomenti su cui varrà la pena attivare analisi e approfondimenti li attiveremo. E se su alcune scelte il Gruppo, o parte di esso, maturasse posizioni differenti da quelle degli Assessori, nel rispetto dei ruoli e delle responsabilità, mi impegnerò a cercare un terreno comune di condivisione; non cercheremo, ancor più in questo anno, relazioni politiche strumentali. Sarà un dialogo serrato sul punto. Non sposteremo mai il tempo delle decisioni; questo che affronteremo sarà un tempo nuovo, quello del cammino ancor più partecipato. Nella relazione con i piemontesi, dopo il lungo periodo di risanamento anche attraverso il complesso il sistema di riforme che abbiamo attivato, il “nuovo inizio” parte ora. Ho chiesto ai miei colleghi di tornare con passione nei territori non solo per spiegare quello che abbiamo fatto, ma per restituire armonia nei luoghi dove siamo stati conflittuali, per raccogliere spunti e riflessioni, per segnare rotte utili al Piemonte del 2024. Nella relazione con il Partito regionale perché noi non siamo un’articolazione estranea alle scelte del PD del Piemonte. Fino a ieri con Davide Gariglio, per ovvie ragioni, è stato molto più semplice partecipare ai lavori del Partito. Ora noi avremo bisogno di strutturare diversamente il rapporto. Ma non sarà solo un obiettivo di natura organizzativa; facciamo attenzione, il Partito rischia di piegarsi su sé stesso alla ricerca di una forma nuova, spero non nei soliti riti stanchi dei conteggi delle tessere oppure, peggio, nelle derive di un casting mediatico funzionale solo a filiere per i leader. Noi qui abbiamo dimostrato coesione, responsabilità, passione, coraggio, rispetto, tutti fattori che possiamo mettere a disposizione della nostra comunità politica. Nella costruzione della nuova coalizione a partire dal rapporto con i nostri alleati evitando atteggiamenti di inspiegabile autosufficienza. Vivremo questa stagione con umiltà ma non con rassegnazione. Abbiamo sbagliato, perso, ci siamo smarriti ma noi siamo ancora qui. Siamo consapevoli d’essere i rappresentanti istituzionali in Piemonte del più grande progetto riformista italiano ed europeo. Aiuteremo il Partito ad essere perno di una coalizione nuova, più forte, originale e lo faremo con innovazione programmatica.  Io dovrò muovermi su questo terreno con alcune convinzioni, prima fra tutte quella che non potrò correre sempre lungo la linea tracciata nel passato perché vivremo altri momenti, li interpreteremo in condizioni diverse.

 

 

Share

NUOVO PRESIDENTE DEL GRUPPO PD IN CONSIGLIO REGIONALE

  1. Nella riunione del Gruppo del Partito Democratico del Consiglio regionale del Piemonte, svoltasi in data odierna, è stato eletto all’unanimità Presidente del Gruppo il Consigliere regionale Domenico Ravetti.Il Gruppo ha, altresì, individuato le candidature del Consigliere regionale Nino Boeti alla Presidenza del Consiglio regionale e della Consigliera regionale Angela Motta alla Vicepresidenza del Consiglio regionale e, nei prossimi giorni, le proporrà ai gruppi consiliari di Maggioranza.

    Il Presidente dimissionario del Gruppo Pd in Consiglio regionale Davide Gariglio, neoletto deputato, ha voluto“ringraziare i colleghi per l’impegno profuso in questi anni e per il lavoro che abbiamo portato avanti insieme, in un clima di condivisione di intenti e obiettivi e di dialogo costruttivo e ha formulato i migliori auguri per il lavoro di fine legislatura”.

    “Il nostro impegno – ha affermato il neoeletto Presidente del Gruppo Pd Domenico Ravetti – sarà incentrato sulle priorità di fine legislatura, sul rapporto con le diverse forze politiche della coalizione di centrosinistra e soprattutto con i cittadini piemontesi. Ringrazio Davide Gariglio per il lavoro svolto in questi anni alla guida del gruppo in Consiglio regionale”

Share

Noi vogliamo dare un’opportunità ai cittadini, non ai protagonisti della politica del passato. Destra irresponsabile e incompetente! Basta con le chiacchiere, il bar è chiuso e i giochini sono spenti. In questa deriva della ragione tocca alla Giunta imporre la svolta opportuna

Accorpamento ASL ASO di Alessandria.

Manca la volontà di dialogare seriamente. Questo confronto è avvelenato dalle strumentalizzazioni.

Ho letto il resoconto dei lavori eccentrici della Commissione Sanità del Comune di Alessandria del 28 marzo u.s.  e ho raccolto su vari fronti diverse bizzarre dichiarazioni politiche; ora giungo a meditate conclusioni a tutela dei servizi ospedalieri e territoriali della nostra provincia. Grazie al M5S, in particolare alla serietà del collega Paolo Mighetti, e con l’intero sostegno della maggioranza abbiamo avviato una discussione sull’ipotesi di accorpamento dell’Asl e dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria; l’unico obiettivo è quello di rafforzare e rendere più efficiente la sanità della provincia di Alessandria e la sanità piemontese, sottoponendo all’approvazione del Consiglio regionale e al confronto sul merito ogni ipotesi di riorganizzazione. Purtroppo mi spiace constatare come invece la discussione, che dovrebbe attenersi al piano dell’organizzazione sanitaria e dovrebbe riguardare le modalità di miglioramento dell’offerta sanitaria per i pazienti, sia scivolata sul piano delle opportunità individuali e dei posizionamenti politici in particolare della destra.  Resto convinto della necessità di una discussione seria sul futuro della sanità nella provincia di Alessandria, partendo dai dati più significativi delle nostre due aziende sanitarie: i numeri della mobilità passiva, i bilanci, la qualità delle prestazioni certificata dal piano nazionale esiti, lo stato delle proroghe degli appalti. E’ su questi dati che la politica del passato non sa o non vuole discutere. Inoltre evidenzio con la forza di sempre che una delle ragioni delle difficoltà in cui ci troviamo nasce proprio dall’impossibilità di integrare le azioni delle due aziende, che sono poco complementari e finiscono per essere in competizione fra di loro. Abbiamo lavorato mettendo al centro le esigenze dei pazienti e quelle dei tanti dipendenti, raccogliendo le richieste di cambiamento e discontinuità che arrivano dal territorio, nell’ottica di aumentare e qualificare i servizi. Per tali richieste e per tutte le osservazioni anche critiche abbiamo formalmente aperto una consultazione pubblica che terminerà il 9 aprile, come da regolamento del Consiglio Regionale e come da prassi consolidata su attività legislative analoghe. Mi rammarica vedere che questo non è lo stesso fine di chi oppone argomenti pretestuosi e non di merito, avvelenando volutamente il confronto affinché nulla possa cambiare. Noi volevamo dare un’opportunità ai cittadini, non alla politica del passato. Ad ogni costo però la Giunta, nell’affidare prossimamente i mandati per le Direzioni delle Aziende, con i tempi e le modalità che la Giunta stessa riterrà più opportuni, imponga una svolta per aumentare la qualità dei servizi sanitari superando i disagi degli operatori e, ancor più, quelli dei cittadini. Nel ringraziare i colleghi che hanno sottoscritto in Consiglio Regionale il documento che ha permesso l’avvio di questa discussione, l’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, il Collegio Provinciale degli Infermieri, i sindacati e le associazioni che hanno capito da subito il senso di questa vicenda, confermo la mia ostinata volontà di analizzare i sistemi complessi come quelli sanitari con la fatica dello studio e non con la banalizzazione delle chiacchiere che finiscono, più o meno volontariamente, con la difesa di interessi pur legittimi ma troppo, troppo, troppo particolari.

Domenico Ravetti – Consigliere Regionale

Share

Approvato il Bilancio, il Piemonte riparte.

Priorità a Comuni e politiche sociali.

Il Consiglio Regionale ha approvato il bilancio di previsione 2018-20 della Regione, un bilancio che prosegue nel rigore dei conti e prevede investimenti e taglio dell’IRAP per le onlus e le imprese culturali. Su proposta della Giunta regionale oggi è stato approvato un maxiemendamento al Bilancio: un provvedimento che si concentra su dissesto idrogeologico e sicurezza degli edifici, viabilità (prevalentemente gomma e metropolitana) e sviluppo turistico. Il maxiemendamento accantona infatti circa 15 milioni per investimenti, destinati in parte ai Comuni per opere pubbliche, in parte a nuovi accordi di programma nell’ambito del sistema neve. Mette circa un milione e 400 mila euro per lo spostamento degli immobili residenziali collocati in aree pericolose dal punto di vista idrogeologico che devono essere abbattuti, e due milioni per la promozione turistica. E ancora, circa due milioni per le politiche del lavoro, e ne mette oltre quattro sul fronte del trasporto pubblico locale. Inoltre finalmente è stato completato il percorso che alcuni mesi fa avevo proposto con l’introduzione di uno stanziamento di 500.000 euro per il triennio 2018-2019-2020, al fine di favorire l’adeguamento dei parchi gioco comunali alle esigenze dei bambini con disabilità. Nel bilancio regionale è previsto un nuovo strumento finanziario a favore dei Comuni e gli enti locali piemontesi, con cui è stato concordato, in grado di sbloccare le risorse non utilizzabili a causa del patto di stabilità. Questa iniziativa renderà disponibile per i comuni un centinaio di milioni da destinare esclusivamente a investimenti. Novità inserita nel Bilancio approvato è stato introdotto da due emendamenti di maggioranza che prevedono il taglio dell’IRAP. La maggioranza ha introdotto l’azzeramento dell’IRAP per le onlus piemontesi che si occupano in ambito educativo, sociale e sanitario. Le onlus interessate sono 162 per un gettito finanziario di 1,5 milioni di euro. Per tutte le altre onlus la riduzione passa da 3,9% attuale a 2,9%, interessate dal provvedimento sono 385 imprese sociali; altro provvedimento è il taglio della stessa tassa per le 1137 imprese culturali che la vedranno tagliata di un punto percentuale, da 3,9 a 2,9%.

Abbiamo approvato un Bilancio che pur con limitati margini di manovra si è concentrato sugli investimenti e sulla riduzione delle tasse per le imprese sociali e culturali.

 

Share

Mai pensato a riforme calate dall’alto: è aperta la fase formale delle Consultazioni

ASL ASO ALESSANDRIA

In IV Commissione Regionale Sanità, Politiche Sociali e Politiche per gli Anziani convocata lunedì 19 marzo u.s. abbiamo deciso di avviare una fase di Consultazioni sulla proposta di legge “Accorpamento ASL ASO di Alessandria”. L’apertura di questa nuova fase permetterà a tutti i soggetti interessati (Ordini professionali, Sindacati, Amministrazioni Comunali e altri) di inviare osservazioni sul provvedimento. Avevamo detto sin dal principio che volevamo alimentare nella nostra provincia un dibattito serio sul futuro del Sistema Sanitario; a prescindere dalla lettura di certe stupefacenti dichiarazioni e nonostante alcuni attacchi personali, ora sarà formalmente possibile inviare le relazioni a testimonianza delle diverse posizioni. Considerata l’importanza dell’argomento mi auguro che il confronto non scivoli sul piano basso del conflitto politico e, ancor peggio, sulla raccolta delle opinioni dissociate da un’analisi scientifica competente. L’accorpamento di due Aziende Sanitarie Regionali non è una materia semplice su cui chiunque può esercitarsi; quello che è più semplice capire è che dobbiamo tutti impegnarci per migliorare la situazione attuale. E’ passato il tempo dei cambiamenti calati dall’alto; ora le comunità devono condividere e accompagnare i processi decisionali. Però non è nemmeno il tempo di abbandonare le responsabilità.

Share

Dalla co gestione (politica) alla congestione (superata). Andiamo avanti, non ci fermiamo.

 

Mentre la discussione politica nazionale e locale sul futuro della sinistra e del PD verteva sul tema della – co gestione – io facevo i conti con una severa – congestione -. Superato il momento ora penso ai prossimi giorni. Oggi riposo ancora un pò, domani pomeriggio sarò a Torino per la Direzione Regionale del Partito, lunedì mattina presiederò la Commissione Sanità con al primo punto all’ordine del giorno le prime determinazioni sulla proposta di legge 283 “Accorpamento ASL ASO di Alessandria”. Insieme ai colleghi che sostengono la proposta, non solo i colleghi di maggioranza, abbiamo deciso di aprire una fase di consultazione con i tanti soggetti interessati alla vicenda. Nell’arco di un tempo congruo riceveremo le osservazioni necessarie. Ma una cosa non mi torna: perché quelli che sostengono le ragioni contrarie non vogliono un confronto serio sui numeri? Forse perché non li conoscono? Forse perché non sanno quali sono gli indici che permettono un’analisi seria? Forse perché non sono interessati alla verità ma sono interessati a posizionarsi contro per avere vantaggi elettorali? Forse perché devono difendere delle poltrone e non i servizi ai cittadini? Forse perché semplicemente non sanno di cosa parlano? Ancora una cosa non mi torna: sono stato invitato, insieme ai colleghi del M5S, di MDP e di Forza Italia, dalla Commissione Sanità del Comune di Alessandria. A parte la qualità della discussione che mi ha lasciato abbondantemente perplesso, peraltro spero sappiano in maggioranza discutere diversamente su altri argomenti che conoscono magari meglio, non capisco perché non siamo stati riconvocati per discutere il merito della proposta. Avevo chiesto, ed è a verbale, di poter ritornare per un confronto sui dati della mobilità passiva, della qualità della produzione, dei bilanci delle due aziende. Avevamo iniziato un dibattito, non lo avevamo di certo concluso. Inoltre le opinioni degli amministratori pubblici devono basarsi sull’evidenza scientifica, non su altro, altrimenti sembrano molto più chiacchiere da bar sulla formazione della nazionale di calcio che scelte per il bene delle comunità. E invece niente, non se ne è fatto nulla. Ora leggo che la minoranza di un altro Comune della nostra provincia presenta un ordine del giorno contrario alla proposta di accorpamento. E le ragioni sono opposte a quelle di Alessandria. Mi spiego: la destra di Alessandria, non tutte in verità, ci sono anche quelle che ragionano, sostiene che un’unica azienda indebolirebbe l’Ospedale di Alessandria perché gli ospedali periferici trascinano verso il basso la qualità. La destra di città periferiche non vogliono l’accorpamento perché indebolirebbe gli ospedali periferici. Si mettano d’accordo perché sono in grande confusione. Comunque, andiamo avanti, co gestione o congestione, non ci fermiamo. Ribadisco, così stan tutti tranquilli: non è solo la mia proposta, è la proposta molto più larga del campo della maggioranza. Non toglieremo nulla se non qualche inutile e stra pagata poltrona, vogliamo un’azienda più forte dove il personale lavori con più garanzie e i cittadini possano avere servizi sempre migliori. Il resto è fuffa. Post scriptum: io non mi occupo di Direttori Generali, di Commissari o di proroghe, me ne occupassi vi assicuro che direi la mia. Oh se direi la mia!

Share

Alessandria: rifiuti più cari? Protezione sociale senza certezze? Cultura alla deriva?

E INTANTO IL PERNO SE VA.

Rifiuti più cari? Protezione sociale senza certezze? Cultura alla deriva?

 

Il punto di forza dell’Amministrazione Comunale di Alessandria se ne va a Roma. Riccardo Molinari è stato il perno politico solido attorno al quale si è retta la Giunta e la maggioranza della città. Se ne va il perno e i rischi di ulteriore deriva saranno palesi, basta aspettare, purtroppo. Dopo quasi un anno dalle elezioni 2017 le attività degli amministratori in carica possono essere valutate. Pongo tre temi strategici e urgenti e resto in attesa, spero con risposte che non riconducano alle responsabilità del passato perché ci troveremmo di fronte all’irresponsabilità del presente: Gestione rifiuti, Politiche sociali, Teatro Comunale.

Sul primo ho informazioni che la discarica di Solero – Quargnento non sarà funzionante ancora per molto tempo e comunque non sarà un tempo sufficiente a realizzare una nuova discarica in altri territori della nostra provincia. A proposito di provincia, il Presidente della Provincia sarà un componente effettivo della nuovo Conferenza d’Ambito Regionale che deciderà il futuro della realizzazione e della gestione degli impianti di recupero e smaltimento dei rifiuti a tecnologia complessa, ivi comprese le discariche, anche esaurite, e non sarebbe male conoscere il suo pensiero a riguardo, non solo sul bacino di Alessandria. Tempo per realizzare una nuova discarica non c’è, resta solo il tempo per portare i rifiuti all’incenerimento o in altre discariche, immagino. Il punto politico è che questa scelta comporta un poderoso aumento della Tari tutta a carico dei cittadini. Aggiungo che per evitare ulteriori costi l’Amministrazione Comunale dovrà introdurre nuove politiche per la raccolta dei rifiuti. L’obiettivo per tutto il Piemonte, quindi anche per Alessandria, è produrre un quantitativo annuo pro capite non superiore a 190 kg/abitante entro il 2018 e non superiore a 159 kg/abitante entro il 2020. Mi sfugge, non per disattenzione, la scelta dell’assessorato e della Maggioranza su questa materia. Quanto ci sarà da aspettare ancora? Basterà aspettare la nomina dei vertici politici di Amag Ambiente?

Sul secondo, cioè sulle politiche sociali, ho letto che dopo quasi un anno il sindaco ha indicato un possibile presidente del Consiglio di Amministrazione del Cissaca. Bene, sono felice. Anche qui però mi sfuggono, non per disattenzione, gli obiettivi, le strategie di fondo. A parte la narrazione sui pigmenti biologici della pelle e le graduatorie delle case popolari non si intravede nemmeno la consapevolezza sulla complessità del sistema sociale alessandrino e le nuove dinamiche da affrontare.

Sul terzo, cioè sul Teatro Comunale, rilevo che è ancora chiuso. Semplicemente chiuso. E non saranno tre, quattro o venti manifestazioni a riaprirlo. Manca anche qui, non la vedo e non per disattenzione, una strategia per il futuro. Se c’è, vi prego, almeno raccontatela con parole vostre. Cercheremo di capirla.

Domenico Ravetti

Consigliere Regionale

Share

Come fosse un messaggio in bottiglia affidato alle onde

Uniti, con un’identità diversa e all’opposizione

Da tre anni a questa parte il giorno dopo le elezioni o il referendum scrivo: abbiamo perso. Anche ora, dopo il 4 marzo, scrivo – abbiamo perso -. L’Italia è da un’altra parte, non affida più a noi le sue speranze, è un’Italia impaurita ed arrabbiata che si rivolge al M5S e alla Lega. E questa verità può non piacerci ma resta la verità evidenziata segno dopo segno sulle schede elettorali. Questa condizione è la stessa che vivono quasi tutti i Paese dell’area europea con la sinistra riformista in difficoltà ovunque, praticamente ininfluente, se non in Germania ma solo perché fondamentale nella composizione del nuovo Governo Merkel. Lavoro, protezione sociale, immigrazione sono i temi su cui non abbiamo scampo e questo a prescindere da cosa è stato o cosa non è stato fatto. L’elettore, se preferite il cittadino, in larga misura, imputa a noi l’elenco degli errori convinto che abbiamo diffuso molte più insicurezze che certezze. Le nostre Riforme e il nostro salvataggio dei Conti Pubblici non hanno cambiato la quotidianità di chi ha problemi da risolvere, o forse i cambiamenti non sono stati percepiti; fatto sta che la nostra azione di Governo ci ha reso marginali. Il mio Partito, il PD, dal 40% del 2014 è passato al 19%. Basta affermare che è tutta colpa di Matteo Renzi per tornare a livelli di decenza elettorale? Non basta. Per me sarebbe più semplice affermarlo siccome non l’ho mai sostenuto nelle Primarie a cui ha partecipato, ma so bene che non risolverei mezzo problema e non offrirei una prospettiva politica. Prendiamoci il tempo necessario per capire come potremo ritornare ad essere utili alle persone e riflettiamo sul fatto che non abbiamo più un sogno da offrire agli Italiani. Soprattutto evitiamo le fulminanti conte interne tra quel che è rimasto del gruppo dirigente locale e territoriale. Per ripartire bene abbiamo bisogno di tre premesse: 1) il centrosinistra ha un senso solo se unito e il cammino da adesso in poi deve ostinatamente tendere verso la condivisione. 2) Il problema non è Renzi, nemmeno il renzismo. Anzi, sono parti del PD. Ma Renzi e il renzismo non possono più rappresentare la sintesi e l’identità del centrosinistra. Non lo dico io, l’hanno detto i cittadini con il voto. 3) dobbiamo trascorrere del tempo all’opposizione in Parlamento. Ci farà bene.

Share

Migranti e Europa sono i temi forti delle Destre. Eppure, se ragioniamo, sono l’annuncio del loro fallimento.

 

“Non abbiamo colpe se siamo nati dalla parte sbagliata e soprattutto voi non avete alcun merito di essere nati dalla parte giusta”. Questa è la risposta di un rifugiato somalo a chi gli chiedeva perché aveva deciso di fuggire. Chissà, io non so se sono nato dalla parte giusta, non me lo sono mai domandato; so che sono nato dalla parte più confortevole, se paragonata a tante altre parti del mondo. Un luogo, l’Europa, che peggiora e che ha bisogno subito di soluzioni per evitare il declino dei diritti; ma questo resta pur sempre il posto migliore rispetto a tutti gli altri. In questa premessa è contenuta la ragione per cui domenica andrò a votare le forze Riformiste e non quelle populiste e nazionaliste. Se avete qualche istante provo a spiegarmi. Intanto vorrei fare una considerazione sui migranti, tema principale di questa campagna elettorale che tanta fortuna sta assicurando alle destre nazionaliste.

Al prode Salvini, giuratore sui Vangeli, sul tema dei migranti consiglio la lettura dell’Angelus di Papa Francesco datato mercoledì 26 ottobre 2016. È vero che il Papa fa il Vicario di Cristo e Salvini no ma giurare sul libro che racconta la storia di Gesù significa almeno averlo letto e condividere il Suo pensiero e, di conseguenza, quello del Suo Vicario. Quindi, o Salvini non ha letto il Vangelo, o Salvini ha cambiato idea e sostiene che le “Diocesi, le Parrocchie, gli istituti di vita consacrata, associazioni e movimenti, tutti i singoli Cristiani, tutti noi, siamo chiamati ad accogliere i migranti”. Berlusconi non ha giurato sul Vangelo, credo ne abbia uno laico scritto di suo pugno su cui fa giurare gli altri, e quindi può sostenere che rimanderà nelle loro terre 650 mila persone di cittadinanza diversa da quella italiana. È uno spot geniale coniato dal re degli spot. Devo commentarlo? Ci credete davvero? Se credete che sia possibile mandare a casa 650 mila persone fermatevi qui, non andate avanti con la lettura, ci vedremo prima o poi. Se credete che non sia possibile vi ringrazio e andiamo avanti insieme. Io sono figlio e nipote di migranti economici e conosco abbastanza bene la questione. A me hanno insegnato l’educazione che non è solo uno stile nel rapporto con il prossimo. L’educazione è il rispetto per le regole scritte e non scritte che rendono civile una comunità. E quando arrivi in una società ben educata ti adegui, non fai lo sbruffone o peggio il delinquente. Dai migranti e da noi stessi dobbiamo pretendere educazione ma non è sufficiente. Il fenomeno migratorio va gestito con intelligenza, non va subito con inerzia. Se vogliamo diminuire i viaggi dall’Africa dobbiamo fare dell’Africa un posto migliore. Ed è possibile, basta cambiare l’ordine delle priorità nelle politiche internazionali, quelle su cui scorrono velocemente i flussi finanziari ma non i diritti, nemmeno quelli utili a garantire la sopravvivenza dell’umanità. Questione complicatissima che non può essere affrontata in quattro righe ma il campo della distribuzione equa dei diritti nel mondo è quello sul quale la Politica deve esercitarsi. In particolare l’Europa, la nuova Europa, quella che ancora non c’è, e di cui abbiamo un grande bisogno, può fare la differenza, altro che premiare i nazionalisti anti europei! Appunto l’Europa è l’altro argomento che mi convince a sostenere la coalizione Riformista contro i populisti e i nazionalisti. Per esempio sui migranti l’Europa potrebbe fare molto di più in particolare sull’accoglienza e sull’integrazione evitando all’Italia il peso complessivo di queste politiche. Io penso sia arrivato il tempo per modificare la Convenzione di Dublino che è il regolamento dell’Unione europea che stabilisce criteri e meccanismi per l’esame, e l’eventuale approvazione, di una domanda di protezione internazionale presentata da un cittadino di un Paese terzo. Un regolamento troppo oneroso per l’Italia, firmato e voluto dalle destre. Va cambiato e va cambiata l’Europa unendo gli Stati membri per garantire un esercito all’altezza delle sfide che richiede la sicurezza mondiale, una sanità pubblica per tutti e politiche serie per la casa e per la scuola. Un’Europa dove i talenti imprenditoriali vengono premiati e dove il lavoro dipendente è dignità, non rassegnazione, paura o peggio, sfruttamento. Due argomenti, l’immigrazione e l’Europa, che sono i vessilli elettorali delle destre ma che rappresentano, almeno per me, l’annuncio del disastro delle loro politiche. Io gioco nel loro campo e voglio guadagnare terreno con le nostre idee.

 

Share