Nominati i nuovi Direttori Generali delle Aziende Sanitarie Regionali.

Alessandria: Giacomo Centini all’Aso e Antonio Brambilla all’Asl Al

Apprezzo la nomina dei direttori generali della sanità, fatte secondo principi di competenza professionale e trasparenza”. Lo dichiara il capogruppo del Pd in Regione Piemonte, Domenico Ravetti, commentando la delibera della giunta regionale che oggi ha nominato i direttori generali nella sanità piemontese. “Sono diverse le conferme – continua – e per alcune grandi aziende sanitarie sono stati scelti profili di grande professionalità ed esperienza. Sono – sottolinea – soddisfatto del lavoro svolto dalla commissione di valutazione e condivido il percorso scelto dalla Giunta per selezionare i ruoli di vertice per il settore più importante e delicato di competenza della Regione. Sono certo – prosegue – che insieme al massimo rigore e attenzione agli equilibri di bilancio, i nuovi vertici sanitari garantiranno il massimo impegno per i servizi offerti ai cittadini.

Per quanto riguarda il territorio alessandrino saluto e ringrazio la Dottoressa Giovanna Baraldi per il lavoro svolto all’Aso di Alessandria e il dott. Gilberto Gentili per il triennio all’Asl Al. Do il benvenuto e formulo i migliori auspici al dott. Giacomo Centini, già direttore amministrativo dell’azienda ospedaliera universitaria Senese, attualmente è consulente strategico della McKinsey&co, società internazionale di consulenza manageriale, nuovo direttore generale dell’Ao SS. Antonio, Biagio e C. Arrigo di Alessandria. Il benvenuto e i migliori auspici anche al dottor Antonio Brambilla, dirigente responsabile del servizio di assistenza territoriale dell’assessorato alla Sanità della Regione Emilia Romagna, nuovo direttore Generale dell’Asl di Alessandria.

 

 

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UNA FONDAZIONE CULTURALE PER ALESSANDRIA

Vittoria Oneto e Domenico Ravetti (Pd): “Al Sindaco e alla Giunta Comunale inadeguati e inconcludenti proponiamo una Fondazione culturale per rilanciare Teatro e Musei di Alessandria”

Alessandria – 24 maggio 2018 – “Dopo un anno dal suo insediamento, la Giunta comunale di Alessandria si distingue per poche scelte – e anche sbagliate – e per il proprio immobilismo che interessa tutti i settori strategici, in particolare, il mondo della cultura, sempre più abbandonato a se stesso. In questo senso il Teatro comunale di Alessandria è diventato il simbolo dell’inconcludenza della guida leghista” ha spiegato il Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Domenico Ravetti.

“Con l’obiettivo di offrire una prospettiva di sviluppo culturale ed economico – ha proseguito Vittoria Oneto, Consigliere Comunale del Pd – possiamo affrontare il tema del rilancio della città e ipotizzare la creazione di una Fondazione culturale che si occupi della valorizzazione del Teatro comunale e dei musei civici, creando una vera e propria rete che, attraverso eventi e manifestazioni, possa rilanciare il nostro territorio”.

“Le Fondazioni culturali – concludono Oneto e Ravetti – hanno consentito di valorizzare molte realtà teatrali in Italia. Pensiamo, per esempio, alle Fondazioni Teatro comunale di Bologna, Bolzano, Ferrara, Modena, Treviso che sono riuscite a creare poli culturali in grado di attrarre, attraverso un ricco calendario di spettacoli e appuntamenti, anche spettatori da altre città. La rinascita di Alessandria deve necessariamente passare attraverso la valorizzazione del suo patrimonio di bellezze artistiche e culturali”.

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SUPERARE CRITICITA’ CASELLO AUTOSTRADALE SERRAVALLE SCRIVIA

“La Regione assicura la disponibilità all’apertura di un Tavolo tecnico appena i Sindaci di Serravalle e del Novese ne faranno richiesta”

 

Torino – 16 maggio 2018 – “Nella seduta del Consiglio regionale di oggi ho illustrato un’interrogazione a risposta immediata finalizzata a sapere dall’Assessore ai Trasporti Francesco Balocco quali iniziative intenda assumere, dopo aver approfondito opportunamente le criticità, per favorire la rapida ripresa di un confronto per spostare il casello autostradale di Serravalle Scrivia” ha affermato il Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Domenico Ravetti.

“Fin dal 1986 – ha spiegato il Presidente Ravetti – è allo studio un progetto di spostamento del casello autostradale che dalla A7 conduce a Serravalle Scrivia, motivato dalla pericolosità della curva sull’adiacente ponte dello Scrivia e dall’impossibilità di aumentarne la capacità di transito. Il progressivo sviluppo di realtà industriali e commerciali e, in particolare, l’apertura del Designer Outlet, il più grande d’Europa, ha notevolmente accresciuto questa necessità dal momento che il 70% dei circa 2,5 milioni di vetture che, annualmente, raggiungono il centro commerciale transitano attraverso questo casello, dotato soltanto di quattro portali in ingresso e tre in uscita, causando, soprattutto nei giorni festivi, lunghe code e intasamenti”.

“Anche l’Amministrazione di Serravalle Scrivia – ha precisato Ravetti – guarda con favore alla prospettiva di uno spostamento del casello che garantisca un facile e sicuro accesso sia all’area abitata sia ai vicini centri commerciali”.

“Nella sua risposta – ha concluso Domenico Ravetti – l’Assessore Balocco ha assicurato la massima disponibilità all’apertura di un Tavolo tecnico, coordinato dalla Regione, per approntare gli opportuni interventi, appena il Sindaco di Serravalle e quelli dei Comuni del Novese ne faranno richiesta”.

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IL SALONE DEL LIBRO E’ PROPRIETA’ DELLA COMUNITA’ DEI LETTORI

“Il Salone del libro non è del PD o del M5S ma della straordinaria comunità dei lettori. La Regione da sempre è protagonista insieme al Comune di Torino, una collaborazione che ha reso possibile il crescente successo di questa manifestazione culturale. In tutte le istituzioni in cui è presente il PD ha sempre lavorato per garantirne il successo, le idee sul futuro del Salone non mancano, andranno valutate nelle sedi proprie; le dichiarazioni del Presidente Chiamparino meritano rispetto e approfondimento per questo organizzerò presto un incontro con il gruppo regionale e comunale del PD insieme alla Giunta regionale per affrontare la questione

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Hospice Monsignor Zaccheo

Domenico Ravetti (Pd): “Hospice Monsignor Zaccheo: assicurati tempi e risorse per la manutenzione e la messa in sicurezza”

 

Torino – 8 maggio 2018 –  “Nella seduta di oggi del Consiglio regionale ho firmato l’emendamento presentato dal collega Gian Luca Vignale al “Programma di interventi in edilizia sanitaria” per la manutenzione straordinaria e la messa in sicurezza dell’Hospice Monsignor Zaccheo del Presidio Ospedaliero Santo Spirito di Casale Monferrato” ha spiegato il Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Domenico Ravetti.

 

“L’emendamento” ha spiegato Ravetti “è stato utile per condividere la posizione dell’Assessore alla Sanità Antonio Saitta che ha letto in Aula il cronoprogramma dei lavori e la copertura dei costi degli interventi”.

 

“Nel dettaglio” ha concluso il Presidente Ravetti “il progetto esecutivo sarà consegnato entro il 30 giugno 2018, il completamento della procedura di gara entro il 31 gennaio 2019, mentre il termine dei lavori è previsto per il 31 dicembre 2019. I fondi sono assicurati con l’accantonamento sul bilancio dell’Asl di Alessandria, con l’impegno nella previsione di Bilancio 2019 della Regione e sono integrati con l’importante raccolta fondi attivata in questi giorni dalla Dottoressa Daniela Degiovanni e dall’intera comunità casalese”

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All’Italia serve un Governo, al PD un congresso

Fosse Politica ci troveremmo di fronte ad uno scenario chiaro con tre piste possibili: nessun Partito e nessuna coalizione hanno i numeri per formare un Governo per cui (1) o si procede con patti tra soggetti che il 4 marzo sono stati in competizione tra loro o (2) tutti, nessuno escluso, sostengono un Governo Istituzionale per un anno (o due) con punti programmatici decisivi per il Paese oppure (3) si torna subito al voto. I panettieri Di Maio e Salvini aprono e chiudono “i forni” del dialogo con la leggerezza dei passi di una etoile della danza. In un primo momento sembravano pronti a fare insieme le trecce, poi non si sono più guardati in faccia come i fidanzati delusi. Però, attenzione, dato che il feeling programmatico esiste davvero, i due potrebbero nuovamente tentare la liaison.

Nella pista 1 resta intera, anche se con qualche crepa, l’ipotesi del “Governo di minoranza” cioè di un Esecutivo (pentastellato o di centrodestra) a cui verrebbe garantito il sostegno con voti a favore o con l’astensione sui singoli provvedimenti legislativi. In poche realtà Europee per qualche tempo ha funzionato ma, se mi è concesso un giudizio, qui da noi non funzionerebbe per scarsa attitudine alla Buona Politica.  La pista 3 è quella praticabile e per me quella giusta, o forse quella che ci meritiamo, ma a patto che qualcuno, rebus sic stantibus, approvi una legge elettorale con un premio di maggioranza alla coalizione che arriva d’avanti alle altre. La “questione”, per usare parole desuete, è il PD e lo spazio che gli viene riservato dagli elettori, non quello che i dirigenti vorrebbero. Fosse politica. Ma non ne sono certo. Dobbiamo capirci sul titolo del tema perché c’è una differenza sostanziale tra Renzi e Il dopo Renzi. Se è Renzi il titolo, lo svolgimento più o meno è chiaro, si può essere favorevoli o contrari ma il tracciato riformista e autonomo, almeno dal resto della sinistra, lo conosciamo. Se il titolo è Il dopo Renzi, facciamo attenzione perché nulla è chiaro. Intanto servirebbe un congresso vero, non una conta delle tessere o degli elettori, sempre meno, delle Primarie. Un congresso servirebbe per definire la linea politica, si diceva un tempo, le alleanze e la leadership. Ma se è Renzi il titolo, sia Renzi a ricandidarsi a Segretario Nazionale, non un suo insipido surrogato. Se è Il dopo Renzi, al suo segnale scatenate il congresso.

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