Nuove piste ciclabili

Bando regionale “Percorsi ciclabili sicuri”

Domenico Ravetti (Pd): “Dalla Regione finanziamenti per la mobilità sostenibile dell’Alessandrino”

 

Torino – 6 giugno 2018 – “La Regione Piemonte ha assegnato, attraverso il bando “Percorsi ciclabili sicuri”, i cofinanziamenti, nella misura del 60% del costo per i progetti presentati da Comuni con popolazione inferiore a 10mila abitanti, da Unioni di Comuni e da Comuni in forma associata, e del 50% per progetti presentati da Comuni oltre i 10mila abitanti, Città Metropolitana e Province. I percorsi oggetto dei progetti garantiranno la messa in sicurezza del traffico ciclistico, privilegiando soluzioni che comportino il disimpegno della sede stradale da parte dei ciclisti” ha spiegato il Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Domenico Ravetti.

Sul territorio alessandrino – ha proseguito il Presidente Ravetti – sono stati inseriti in graduatoria i progetti presentati dalla Provincia di Alessandria, in collaborazione con alcuni Comuni, (1.285.970 euro), dal Comune di Alessandria, in collaborazione con il Comune di Solero (420.000 euro) e dal Comune di Arquata Scrivia (425.410 euro). Attualmente, in base alla disponibilità delle risorse, sarà possibile finanziare soltanto il progetto della Provincia di Alessandria. Tuttavia, gli altri progetti resteranno in graduatoria e potranno essere finanziati con altri stanziamenti. Sarà mia cura monitorare la questione perché sarebbe un peccato accantonare questa opportunità importante per il territorio”.

“La Regione Piemonte, pur vivendo una fase di contenimento dei costi – ha concluso Domenico Ravetti – conferma la propria attenzione per la mobilità sostenibile e per il sostegno ai progetti di collegamento attraverso la rete ciclabile”.

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Nominati i nuovi Direttori Generali delle Aziende Sanitarie Regionali.

Alessandria: Giacomo Centini all’Aso e Antonio Brambilla all’Asl Al

Apprezzo la nomina dei direttori generali della sanità, fatte secondo principi di competenza professionale e trasparenza”. Lo dichiara il capogruppo del Pd in Regione Piemonte, Domenico Ravetti, commentando la delibera della giunta regionale che oggi ha nominato i direttori generali nella sanità piemontese. “Sono diverse le conferme – continua – e per alcune grandi aziende sanitarie sono stati scelti profili di grande professionalità ed esperienza. Sono – sottolinea – soddisfatto del lavoro svolto dalla commissione di valutazione e condivido il percorso scelto dalla Giunta per selezionare i ruoli di vertice per il settore più importante e delicato di competenza della Regione. Sono certo – prosegue – che insieme al massimo rigore e attenzione agli equilibri di bilancio, i nuovi vertici sanitari garantiranno il massimo impegno per i servizi offerti ai cittadini.

Per quanto riguarda il territorio alessandrino saluto e ringrazio la Dottoressa Giovanna Baraldi per il lavoro svolto all’Aso di Alessandria e il dott. Gilberto Gentili per il triennio all’Asl Al. Do il benvenuto e formulo i migliori auspici al dott. Giacomo Centini, già direttore amministrativo dell’azienda ospedaliera universitaria Senese, attualmente è consulente strategico della McKinsey&co, società internazionale di consulenza manageriale, nuovo direttore generale dell’Ao SS. Antonio, Biagio e C. Arrigo di Alessandria. Il benvenuto e i migliori auspici anche al dottor Antonio Brambilla, dirigente responsabile del servizio di assistenza territoriale dell’assessorato alla Sanità della Regione Emilia Romagna, nuovo direttore Generale dell’Asl di Alessandria.

 

 

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UNA FONDAZIONE CULTURALE PER ALESSANDRIA

Vittoria Oneto e Domenico Ravetti (Pd): “Al Sindaco e alla Giunta Comunale inadeguati e inconcludenti proponiamo una Fondazione culturale per rilanciare Teatro e Musei di Alessandria”

Alessandria – 24 maggio 2018 – “Dopo un anno dal suo insediamento, la Giunta comunale di Alessandria si distingue per poche scelte – e anche sbagliate – e per il proprio immobilismo che interessa tutti i settori strategici, in particolare, il mondo della cultura, sempre più abbandonato a se stesso. In questo senso il Teatro comunale di Alessandria è diventato il simbolo dell’inconcludenza della guida leghista” ha spiegato il Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Domenico Ravetti.

“Con l’obiettivo di offrire una prospettiva di sviluppo culturale ed economico – ha proseguito Vittoria Oneto, Consigliere Comunale del Pd – possiamo affrontare il tema del rilancio della città e ipotizzare la creazione di una Fondazione culturale che si occupi della valorizzazione del Teatro comunale e dei musei civici, creando una vera e propria rete che, attraverso eventi e manifestazioni, possa rilanciare il nostro territorio”.

“Le Fondazioni culturali – concludono Oneto e Ravetti – hanno consentito di valorizzare molte realtà teatrali in Italia. Pensiamo, per esempio, alle Fondazioni Teatro comunale di Bologna, Bolzano, Ferrara, Modena, Treviso che sono riuscite a creare poli culturali in grado di attrarre, attraverso un ricco calendario di spettacoli e appuntamenti, anche spettatori da altre città. La rinascita di Alessandria deve necessariamente passare attraverso la valorizzazione del suo patrimonio di bellezze artistiche e culturali”.

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SUPERARE CRITICITA’ CASELLO AUTOSTRADALE SERRAVALLE SCRIVIA

“La Regione assicura la disponibilità all’apertura di un Tavolo tecnico appena i Sindaci di Serravalle e del Novese ne faranno richiesta”

 

Torino – 16 maggio 2018 – “Nella seduta del Consiglio regionale di oggi ho illustrato un’interrogazione a risposta immediata finalizzata a sapere dall’Assessore ai Trasporti Francesco Balocco quali iniziative intenda assumere, dopo aver approfondito opportunamente le criticità, per favorire la rapida ripresa di un confronto per spostare il casello autostradale di Serravalle Scrivia” ha affermato il Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Domenico Ravetti.

“Fin dal 1986 – ha spiegato il Presidente Ravetti – è allo studio un progetto di spostamento del casello autostradale che dalla A7 conduce a Serravalle Scrivia, motivato dalla pericolosità della curva sull’adiacente ponte dello Scrivia e dall’impossibilità di aumentarne la capacità di transito. Il progressivo sviluppo di realtà industriali e commerciali e, in particolare, l’apertura del Designer Outlet, il più grande d’Europa, ha notevolmente accresciuto questa necessità dal momento che il 70% dei circa 2,5 milioni di vetture che, annualmente, raggiungono il centro commerciale transitano attraverso questo casello, dotato soltanto di quattro portali in ingresso e tre in uscita, causando, soprattutto nei giorni festivi, lunghe code e intasamenti”.

“Anche l’Amministrazione di Serravalle Scrivia – ha precisato Ravetti – guarda con favore alla prospettiva di uno spostamento del casello che garantisca un facile e sicuro accesso sia all’area abitata sia ai vicini centri commerciali”.

“Nella sua risposta – ha concluso Domenico Ravetti – l’Assessore Balocco ha assicurato la massima disponibilità all’apertura di un Tavolo tecnico, coordinato dalla Regione, per approntare gli opportuni interventi, appena il Sindaco di Serravalle e quelli dei Comuni del Novese ne faranno richiesta”.

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IL SALONE DEL LIBRO E’ PROPRIETA’ DELLA COMUNITA’ DEI LETTORI

“Il Salone del libro non è del PD o del M5S ma della straordinaria comunità dei lettori. La Regione da sempre è protagonista insieme al Comune di Torino, una collaborazione che ha reso possibile il crescente successo di questa manifestazione culturale. In tutte le istituzioni in cui è presente il PD ha sempre lavorato per garantirne il successo, le idee sul futuro del Salone non mancano, andranno valutate nelle sedi proprie; le dichiarazioni del Presidente Chiamparino meritano rispetto e approfondimento per questo organizzerò presto un incontro con il gruppo regionale e comunale del PD insieme alla Giunta regionale per affrontare la questione

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Hospice Monsignor Zaccheo

Domenico Ravetti (Pd): “Hospice Monsignor Zaccheo: assicurati tempi e risorse per la manutenzione e la messa in sicurezza”

 

Torino – 8 maggio 2018 –  “Nella seduta di oggi del Consiglio regionale ho firmato l’emendamento presentato dal collega Gian Luca Vignale al “Programma di interventi in edilizia sanitaria” per la manutenzione straordinaria e la messa in sicurezza dell’Hospice Monsignor Zaccheo del Presidio Ospedaliero Santo Spirito di Casale Monferrato” ha spiegato il Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Domenico Ravetti.

 

“L’emendamento” ha spiegato Ravetti “è stato utile per condividere la posizione dell’Assessore alla Sanità Antonio Saitta che ha letto in Aula il cronoprogramma dei lavori e la copertura dei costi degli interventi”.

 

“Nel dettaglio” ha concluso il Presidente Ravetti “il progetto esecutivo sarà consegnato entro il 30 giugno 2018, il completamento della procedura di gara entro il 31 gennaio 2019, mentre il termine dei lavori è previsto per il 31 dicembre 2019. I fondi sono assicurati con l’accantonamento sul bilancio dell’Asl di Alessandria, con l’impegno nella previsione di Bilancio 2019 della Regione e sono integrati con l’importante raccolta fondi attivata in questi giorni dalla Dottoressa Daniela Degiovanni e dall’intera comunità casalese”

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All’Italia serve un Governo, al PD un congresso

Fosse Politica ci troveremmo di fronte ad uno scenario chiaro con tre piste possibili: nessun Partito e nessuna coalizione hanno i numeri per formare un Governo per cui (1) o si procede con patti tra soggetti che il 4 marzo sono stati in competizione tra loro o (2) tutti, nessuno escluso, sostengono un Governo Istituzionale per un anno (o due) con punti programmatici decisivi per il Paese oppure (3) si torna subito al voto. I panettieri Di Maio e Salvini aprono e chiudono “i forni” del dialogo con la leggerezza dei passi di una etoile della danza. In un primo momento sembravano pronti a fare insieme le trecce, poi non si sono più guardati in faccia come i fidanzati delusi. Però, attenzione, dato che il feeling programmatico esiste davvero, i due potrebbero nuovamente tentare la liaison.

Nella pista 1 resta intera, anche se con qualche crepa, l’ipotesi del “Governo di minoranza” cioè di un Esecutivo (pentastellato o di centrodestra) a cui verrebbe garantito il sostegno con voti a favore o con l’astensione sui singoli provvedimenti legislativi. In poche realtà Europee per qualche tempo ha funzionato ma, se mi è concesso un giudizio, qui da noi non funzionerebbe per scarsa attitudine alla Buona Politica.  La pista 3 è quella praticabile e per me quella giusta, o forse quella che ci meritiamo, ma a patto che qualcuno, rebus sic stantibus, approvi una legge elettorale con un premio di maggioranza alla coalizione che arriva d’avanti alle altre. La “questione”, per usare parole desuete, è il PD e lo spazio che gli viene riservato dagli elettori, non quello che i dirigenti vorrebbero. Fosse politica. Ma non ne sono certo. Dobbiamo capirci sul titolo del tema perché c’è una differenza sostanziale tra Renzi e Il dopo Renzi. Se è Renzi il titolo, lo svolgimento più o meno è chiaro, si può essere favorevoli o contrari ma il tracciato riformista e autonomo, almeno dal resto della sinistra, lo conosciamo. Se il titolo è Il dopo Renzi, facciamo attenzione perché nulla è chiaro. Intanto servirebbe un congresso vero, non una conta delle tessere o degli elettori, sempre meno, delle Primarie. Un congresso servirebbe per definire la linea politica, si diceva un tempo, le alleanze e la leadership. Ma se è Renzi il titolo, sia Renzi a ricandidarsi a Segretario Nazionale, non un suo insipido surrogato. Se è Il dopo Renzi, al suo segnale scatenate il congresso.

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IL CARCERE

Alle 8,30 sono arrivato al cancello della Casa di Reclusione “San Michele”, ho consegnato la carta di identità e il tesserino da Consigliere Regionale all’agente al block house che già sapeva del mio arrivo. Mi ha indicato la porta di accesso allo spaccio, lì il responsabile degli educatori mi aspettava per accompagnarmi in Direzione. Solo che lo spaccio sa di bar e allo spaccio la vita attorno ai tavoli assomiglia molto a quella dei nostri paesi e delle nostre città. Anche negli uffici della Direzione sembra di stare in uno dei tanti uffici periferici dello Stato, con un grosso tavolo per le riunioni attorno al quale la gentilissima dottoressa Elena Lombardi Vallauri mi ha raccontato la sua esperienza, i numeri dei detenuti (300) e degli agenti (180), i problemi e anche le potenzialità di un carcere.  Ho raccolto stanchezza ma non rassegnazione, ho annotato il senso delle sue parole sulle criticità ma non ho mai percepito da parte sua arrendevolezza. Mi ha parlato del progetto Agorà che sarà il secondo in Italia, cioè di uno spazio fisico per la socializzazione dei detenuti con criteri differenti dalla compressione all’interno di spazi troppo stretti. Un bell’incontro, con una narrazione fluida che mi restituiva l’immagine di quello che di lì a poco avrei davvero visto. Con il responsabile degli educatori e alcuni Agenti della Penitenziaria, fra questi alcuni amici, ho finalmente varcato la soglia della costrizione lasciandomi alle spalle lo spazio delle libertà. Il paradosso che offre San Michele dietro le mura è lo spazio recintato con i giochi per i bambini. Ai piedi di blocchi di cemento lunghi centinaia di metri – e alti 6 o 7 – sono stato accolto da un parco giochi con scivoli e altalene per i bimbi che vanno a trovare i papà reclusi. Che io non so se è giusto, non è il mio mestiere quello dello psicologo, ma ho provato un forte senso di disagio per quella normalità forzata. Poi cambia il mondo. C’è un’altra soglia da varcare che è ancora più ardua della prima ed è quella delle porte a più mandate che precedono i blocchi di grate e cemento. E quello è un mondo a parte. L’incrocio degli sguardi con i detenuti è cosa poco semplice per chi viene da fuori. Anche quando loro sono in gruppo che imparano a cucinare o nei laboratori d’arte, nelle aule della didattica, anche in quelle dell’università. E poi le celle. Saranno pure a norma ma sono troppo piccole per vivere una vita lì dentro. Quello spazio a casa mia lo riservo alle scope, alle scarpe e ai detersivi. A San Michele nelle celle ci stanno due persone ma una sopra all’altra. Forse se lo meriteranno pure di vivere in quelle condizioni per quello che hanno fatto ma non chiamiamolo “albergo”. E nel bagno, se si può chiamare bagno, trovano spazio un po’ di generi alimentari che non stanno altrove. Mi mancava l’aria, io sono fatto così, negli spazi stretti soffro, e mi è mancata ancor di più quando ho riconosciuto, in verità non subito, un detenuto “famoso” con la camicia e le iniziali cucite addosso che passandomi a fianco mi ha invitato ad alta voce a salutare un politico di rango nazionale. Dentro quelle mura sono reclusi detenuti con più di 5 anni di pena, più di 60 collaboratori di giustizia, una decina di ergastolani; in tutto sono circa 300. Sono uscito fuori, poi ancora fuori, poi ancora fuori, ed infine ho recuperato i documenti all’ingresso e sono andato a visitare la Casa Circondariale “Cantiello Gaeta” detta comunemente Don Soria che è in centro città di fronte all’ospedale Santi Antonio e Biagio. Il Don Soria è un ex  convento dei Frati Minori Cappuccini, una costruzione che da fuori non permette di capire cosa c’è davvero dentro. Dentro ci sono altri 300 detenuti, altri 180 Agenti della Penitenziaria, ristretti in un girone dantesco che potrei consigliare ad un regista alla ricerca di una location per film ambientati all’inferno. Ho incontrato il Comandante degli Agenti che è stato chiaro, professionale, un Uomo dello Stato pronto a risolvere tutti i problemi, anche quelli per i quali non esistono soluzioni se non l’assunzione finale delle colpe. Mi hanno accompagnato oltre una zona definita “le quattro colonne”, una sorta di anticamera della galera, quella vera, dove il buio vince sulla luce anche a mezzogiorno, dove i volti degli uomini sono appoggiati alle sbarre che dividono lo spazio dei liberi dallo spazio dei prigionieri, dal respiro delle guardie al respiro dei ladri, in una incivile convivenza che io vorrei fosse diversa. Per questo ho chiamato subito il Prefetto di Alessandria. Io vorrei che i lavoratori che ho visto oggi in divisa si sentissero meno soli, vorrei che, per garantire sicurezza ai cittadini, lo Stato garantisse sicurezza a loro e per primi. Presto le organizzazioni sindacali saranno ricevute dalla Dottoressa Tafuri che in rappresentanza del Governo e con la Sua determinazione sono certo saprà tendere una mano in segno di aiuto.

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Insieme per il riconoscimento dell’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico e per l’apertura del Dipartimento Universitario di Medicina e Chirurgia

Ravetti: “Chiedo a tutti i Comuni di votare una mozione per sostenere questi obiettivi strategici per il futuro.

Sul futuro del sistema sanitario in provincia di Alessandria sono a conoscenza di iniziative politiche che hanno il gusto del pretesto per anticipare i tempi della campagna elettorale in vista delle Regionali 2019. Io non voglio partecipare a questa bagarre.

Sono davvero dispiaciuto per l’atteggiamento di qualche Partito e di alcuni dirigenti della locale Politica che calcano da decenni il palcoscenico con risultati spesso definiti “poco lusinghieri” e su cui non mi soffermo per decenza. La contrapposizione anche dura è nella natura del dibattito tra parti politiche avverse ma arriva sempre un momento in cui gli interessi dei cittadini devono prevalere su tutti gli altri interessi. Constato che anche in questo caso non si è voluto con calma scegliere la strada faticosa dello studio e dell’analisi ma la scorciatoia dello scontro che ha generato confusione. Per me, per molti fra noi, l’obiettivo è semplicemente quello di migliorare il sistema rendendolo più adatto alle esigenze della nostra comunità.

Esiste un problema organizzativo nel sistema sanitario che va affrontato pur con opinioni differenti. Ma il fatto più importante è che sono alla nostra portata alcuni obiettivi che potrebbero cambiare in positivo la storia dei nostri territori. Per questo sono convinto che una classe dirigente all’altezza deve dividersi al tempo delle elezioni ma non dovrebbe dividersi almeno sul riconoscimento dell’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico e sull’apertura del Dipartimento Universitario di Medicina in Alessandria. Io voglio andare oltre le polemiche Politiche in cui qualcuno ci vuole infilare. Per questo ho chiesto agli Amministratori Comunali della provincia di Alessandria di valutare argomenti d’attualità molto lontani dalle campagne elettorali: per sostenere con forza il riconoscimento dell’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico  e l’avvio dei corsi di Medicina in Alessandria, ho proposto di votare in tutti i Consigli Comunali una mozione che, una volta approvata, può essere inviata al Governo nazionale, alla Regione Piemonte, al Presidente dell’Assemblea provinciale dei Sindaci dell’Asl Al e ai Consiglieri Regionali della provincia di Alessandria. Un paio di Amministrazioni Comunali nel recente passato hanno votato un documento solo in parte simile, ora credo sia arrivato il tempo di fare squadra tutti insieme. A tutti i Sindaci ho inviato una bozza di mozione da integrare o modificare come ritenuto più opportuno.

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Quattro piste per il Gruppo del PD

Dovremo seguire almeno 4 tracce di lavoro: Nei lavori del Consiglio Regionale e delle Commissioni definendo insieme alla Giunta un Piano Strategico di fine mandato. Mi è stato chiesto come intendo impostare il mio rapporto con la Giunta; ho risposto che la maggioranza dei componenti la Giunta e il Presidente Chiamparino sono iscritti a questo gruppo e se ci saranno argomenti su cui varrà la pena attivare analisi e approfondimenti li attiveremo. E se su alcune scelte il Gruppo, o parte di esso, maturasse posizioni differenti da quelle degli Assessori, nel rispetto dei ruoli e delle responsabilità, mi impegnerò a cercare un terreno comune di condivisione; non cercheremo, ancor più in questo anno, relazioni politiche strumentali. Sarà un dialogo serrato sul punto. Non sposteremo mai il tempo delle decisioni; questo che affronteremo sarà un tempo nuovo, quello del cammino ancor più partecipato. Nella relazione con i piemontesi, dopo il lungo periodo di risanamento anche attraverso il complesso il sistema di riforme che abbiamo attivato, il “nuovo inizio” parte ora. Ho chiesto ai miei colleghi di tornare con passione nei territori non solo per spiegare quello che abbiamo fatto, ma per restituire armonia nei luoghi dove siamo stati conflittuali, per raccogliere spunti e riflessioni, per segnare rotte utili al Piemonte del 2024. Nella relazione con il Partito regionale perché noi non siamo un’articolazione estranea alle scelte del PD del Piemonte. Fino a ieri con Davide Gariglio, per ovvie ragioni, è stato molto più semplice partecipare ai lavori del Partito. Ora noi avremo bisogno di strutturare diversamente il rapporto. Ma non sarà solo un obiettivo di natura organizzativa; facciamo attenzione, il Partito rischia di piegarsi su sé stesso alla ricerca di una forma nuova, spero non nei soliti riti stanchi dei conteggi delle tessere oppure, peggio, nelle derive di un casting mediatico funzionale solo a filiere per i leader. Noi qui abbiamo dimostrato coesione, responsabilità, passione, coraggio, rispetto, tutti fattori che possiamo mettere a disposizione della nostra comunità politica. Nella costruzione della nuova coalizione a partire dal rapporto con i nostri alleati evitando atteggiamenti di inspiegabile autosufficienza. Vivremo questa stagione con umiltà ma non con rassegnazione. Abbiamo sbagliato, perso, ci siamo smarriti ma noi siamo ancora qui. Siamo consapevoli d’essere i rappresentanti istituzionali in Piemonte del più grande progetto riformista italiano ed europeo. Aiuteremo il Partito ad essere perno di una coalizione nuova, più forte, originale e lo faremo con innovazione programmatica.  Io dovrò muovermi su questo terreno con alcune convinzioni, prima fra tutte quella che non potrò correre sempre lungo la linea tracciata nel passato perché vivremo altri momenti, li interpreteremo in condizioni diverse.

 

 

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