TURISMO E MONFERRATO

Economia e turismo in provincia di Alessandria.
Domenico Ravetti (Capogruppo PD): “Un messaggio per Cirio: il Monferrato non si regala all’Albese, la provincia di Alessandria non si fa a pezzi e non si prendono decisioni contro la volontà del territorio.”
“Durante i saluti di rito all’inaugurazione della Festa del Vino a Casale Monferrato, il Presidente della Giunta regionale Alberto Cirio ha lasciato intendere il suo proposito sull’organizzazione del turismo nel Monferrato che ha il sapore dell’annessione all’Agenzia Turistica Locale delle Langhe e Roero. Per capirci, quella che ha sede nella sua Alba” spiega il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale Domenico Ravetti.
“In questi termini – prosegue Ravetti – l’intenzione ci preoccupa molto per diverse ragioni. Prima dei propositi per noi è fondamentale sapere quali progetti sono previsti per il futuro del Monferrato, con quali e quanti fondi saranno promossi e quale sarà il protagonismo nelle scelte delle Istituzioni e degli imprenditori locali. In sostanza va chiarito che il Monferrato non si regala all’Albese. Inoltre, con la provincia smontata a pezzi il depotenziamento di tutto ciò che non è Monferrato si attuerebbe di conseguenza. In tal caso sarebbe impossibile immaginare un progetto di valorizzazione internazionale per esempio sull’Oltregiogo, sulle Terre di Coppi, sull’Alto Monferrato, sul termalismo, sul sistema museale alessandrino, sulle eccellenze enogastronomiche e su tutte le nostre bellezze paesaggistiche e architettoniche”.
“Infine, questo è il punto, Cirio si decida: o rafforza la nostra Atl o prevede un progetto diverso, ma per unire, non per dividere la nostra provincia. Può anche fare a meno del nostro punto di vista, ma almeno senta i Sindaci e i rappresentanti della nostra economia. In particolare, ascolti i Sindaci del Monferrato Unesco, quelli che hanno specifici ruoli di rappresentanza politica e territoriale nel Monferrato: Ovada, Acqui Terme e Casale Monferrato. Mi auguro che Cirio non decida sulle nostre teste” conclude Domenico Ravetti.

MORTALITA’ IN FRASCHETTA (Zona di Alessandria)

GLI “STATI MORBOSI MAL DEFINITI” IN FRASCHETTA SONO IL 236,6% IN PIU’ RISPETTO AL PIEMONTE. COSA SONO, MA SOPRATTUTTO, PERCHE’?



Quali sono le ragioni per cui uno studio sulla mortalità della Fraschetta pubblicato qualche mese fa dall’ASL AL presentava alla voce “Stati morbosi mal definiti” +236,6% rispetto alle cause di morte in Piemonte e +126,2% rispetto alla Provincia di Alessandria?

In Fraschetta si muore per alcune cause specifiche: di melanoma con una percentuale del 75,2% in più rispetto alla mortalità piemontese e del 85,3% in più rispetto a quella provinciale alessandrina. Si muore di tumore al rene con una percentuale del 55,5% in più rispetto al dato piemontese e del 62,8% in più rispetto a quella provinciale. Si muore di malattie reumatiche croniche con il 74% in più rispetto al Piemonte e con il 61,7% in più rispetto alla provincia. Si muore di asma con una percentuale del 73,4% in più rispetto alla percentuale piemontese e del 45,6% in più rispetto a quella provinciale. Sono dati non nuovi, perché pubblicati ormai mesi fa, ma che impongono nella loro drammaticità una rinnovata attenzione dei decisori pubblici. Ho l’impressione però che sia necessario un ulteriore approfondimento, e mi spiego. Facciamo un passo indietro: lo studio in premessa suddivide in “Grandi gruppi di causa di morte” alcune voci e stila una classifica: in Fraschetta, in questa triste classifica, il 32,7% muoiono di tumore, 8% di malattie dell’apparato respiratorio e il 6,7% di stati morbosi mal definiti. La domanda è: perché quest’ultima voce rappresenta +236,6% rispetto alle cause di morte in Piemonte e +126,2% rispetto alla Provincia di Alessandria
Intanto di cosa parliamo? In rete si trova la seguente definizione: “Lo “stato morboso mal definito in caso di morte” è una classificazione internazionale definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e corrisponde ai precisi codici identificativi”.
Quando viene usato? Dal più noto motore di ricerca on line emerge: “Quando nessuna diagnosi più specifica può essere formulata anche dopo che tutti gli elementi relativi al caso sono stati esaminati. Quando i segni o i sintomi presenti alla prima visita si rivelano transitori senza che sia stato possibile individuarne l’origine. Quando i pazienti sono trasferiti altrove prima che sia stata formulata una diagnosi. Quando si desidera evidenziare indagini o trattamenti precedenti il momento della diagnosi. Quando si desidera indicare i sintomi che rappresentano un problema importante nel trattamento medico e che possono essere segnalati insieme alla diagnosi principale.”
Io non posseggo tutti gli elementi per giungere a conclusioni sulla ricerca Asl Al ma vorrei scongiurare congetture stravaganti. Per questo chiedo se qualcuno può rispondere alla seguente domanda: quali sono le ragioni che hanno generato questa evidente anomalia? Da parte mia, con sincero spirito di collaborazione, chiederò all’assessore regionale e alla sua struttura un aiuto per capire. Voglio precisare che la contrapposizione politica in questi casi non è di mio interesse.

Con l’attacco di Forza Italia per il sindaco di Alessandria è l’inizio della sua fine politica

Possono mettere i cerotti ma ormai si è aperta una ferita profonda nella maggioranza che amministra la città di Alessandria. E il prezzo lo pagheranno i cittadini. Mi spiego meglio e ne parlo con chiarezza perché Alessandria è la mia città di riferimento in questo grande Piemonte in cui mi trovo a fare opposizione alla destra: è nella natura della politica lo scontro tra partiti della stessa coalizione. Ne sappiamo molto sulla materia noi che da anni affrontiamo ogni forma di conflitto politico nel PD e all’interno delle coalizioni di centrosinistra. Ma il fronte della disputa tra i due Partiti più importanti che amministrano la città di Alessandria è privo di vie di fuga. Forza Italia, tramite il capogruppo, ha superato la fase degli avvisi e ha deciso di sferrare con precisione i colpi al cuore della Lega, cioè al Sindaco e alle deleghe che lo stesso gestisce in prima persona. Ciò che mi stupisce è la scelta degli argomenti su cui il sindaco è palesemente in difficoltà tanto che le risposte del giorno dopo sono imbarazzanti e con fili di rabbia che escono dalle righe. Forza Italia attacca sul Teatro Comunale e il sindaco risponde (cito) “Intanto il Teatro comunale non è nostro è di Aspal che è in liquidazione. Aspettiamo di poter fare una variazione di bilancio per dare il via alla gara delle idee. Ha idea il consigliere Sciaudone di cosa ci vuole e quanto ci vuole per allestire una stagione teatrale?”.

Forza Italia attacca con frasi deflagranti su Cittadella, sull’ex ospedale militare e sul complesso di Marengo imputando al sindaco “progetti personali” e questo risponde con superficialità disarmante e non precisa cifre, tempi di realizzazione, costi e modalità di gestione.

Viene da scherzare sul fatto che il sindaco è stato eletto per le sue idee e non per spendere soldi per raccogliere le idee degli altri e fanno sorridere le accuse del sindaco al capogruppo di Forza Italia sulle distrazioni e sugli inviti a leggere meglio. Ma la questione è seria e riguarda il futuro degli alessandrini che ogni giorno hanno molti problemi da affrontare con un sindaco sotto attacco e una maggioranza litigiosa e palesemente inadeguata.