NUOVE REGOLE PER CAMPEGGI E TURISMO ITINERANTE

Approvato questa mattina in Aula il Disegno di legge “Disciplina dei complessi ricettivi all’aperto e del turismo itinerante”.

La nuova legge comprende due significative novità:

➡️l’inserimento del turismo itinerante, ovvero le aree attrezzate, le zone camper service, le piazzole allestite presso campeggi o villaggi turistici o in aree di servizio, i punti destinati al parcheggio dove sono consentiti la sosta e il pernottamento senza servizi aggiuntivi. Tutto ciò per vivere la vacanza a stretto contatto con la natura e con la cultura dei luoghi visitati, lontano dalle destinazioni di massa e dal turismo stanziale;

➡️l’inclusione di forme innovative di accoglienza turistica come il garden sharing, che consente a soggetti privati di mettere a disposizione dei turisti, con o senza mezzi propri, spazi o aree verdi ed eventuali allestimenti fissi o mobili (tende o bungalow) fino a un massimo di due ospiti per tre notti consecutive.

ESSERE UMANI. ABBIATE ALMENO PIETÀ PER GLI ESSERI UMANI

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Ho atteso qualche giorno, avevo bisogno di raccogliere un po’ di coraggio per sostenere un pensiero diverso rispetto a quello prevalente. Ma ora vi spiego perché, dal mio punto di vista, abbiamo bisogno di tornare ad essere almeno umani. Chiedo di riflettere sul valore della vita e sulla parte di società che non ha nemmeno pietà di fronte alla morte. Lo farò con due storie, quelle di due ragazzi che ora non sono più con noi per una sola ragione: sono nati altrove e sono arrivati qui per cercare futuro.

Intorno alle ore 13.30 di lunedì 28 gennaio 2019 sulla linea ferroviaria Milano-Genova un treno regionale di Trenord ha investito una persona all’ingresso del binario 3 a Tortona.
I giornali scrivevano nelle ore successive: “La circolazione è stata temporaneamente limitata a due soli binari, con relative ripercussioni sui treni in viaggio, che hanno accumulato ritardi. Sul posto, oltre al personale di soccorso, è intervenuto il magistrato di turno, per cercare di chiarire le dinamiche dell’incidente.” Chi era quella persona ce lo dice don Giacomo della comunità di Moltedo. “Cari tutti, ieri sono stato tutto il giorno a Tortona . Uno dei nostri ragazzi di Multedo, Prince Jerry, dopo essere stato diniegato prima di Natale e scoprendo che non avrebbe potuto contare neppure sul permesso umanitario che è stato annullato dal recente Decreto, si è tolto la vita buttandosi sotto un treno. Ho dovuto provare a fare il riconoscimento di quanto era rimasto di lui. È stato un momento difficile ma importante perché ho ritenuto di doverlo accompagnare in questa sua ultima desolazione. Vi scrivo perché abbiamo deciso di portarcelo su a Coronata e seppellirlo nel cimitero lassù. Venerdì mattina alle 11.30, all’Annunziata, celebrerò il suo funerale. Quanti vorranno e potranno essere presenti sarete il segno dell’ ultimo abbraccio terreno a questa vita così desolata. Una preghiera per lui e la sua famiglia.” Don Giacomo.

Il giorno dopo un altro giornale riporta quanto segue.

Si è lanciato dal treno lo scorso ottobre e da tre mesi aspetta una sepoltura. Ingorghi burocratici e rimpalli di competenze, da novanta giorni impediscono il funerale del giovane nigeriano di 33 anni,morto sotto un treno sulla linea Chivasso-Novara il 25 ottobre. Il suo corpo è in una cella frigorifera dell’obitorio di Vercelli in attesa che qualcuno paghi la fattura per il recupero della salma e si faccia carico del funerale di povertà. “Una vergogna”, denuncia su Facebook il mio collega consigliere regionale Gabriele Gabriele Molinari “non so quale sia la storia di questo ragazzo e perché sia finita così” – continua “so però che come ogni altra persona ha diritto a un funerale, a un saluto, a non rimanere dimenticato in un obitorio per mesi. 
“In questo caso non spetta a noi pagare – risponde un amministratore comunale – mi dispiace per il dramma umano di questo ragazzo che da tre mesi attende il funerale, ma la legge dice che il funerale di povertà spetta al comune di residenza e risulta che il giovane fosse residente a Bergamo, non da noi”.

Abbiate pietà. Abbiate pietà. Abbiate almeno pietà

NOI NEL CAMPO DELLE PROPOSTE.

In sintesi ciò che ho detto sabato 26 gennaio all’Assemblea regionale del mio Partito.

Il nostro compito è costruire in Piemonte un’alternativa ai nazionalisti e alle politiche del NO. C’è uno spazio sociale, prima che politico, che ha bisogno di rappresentanza. Non serve la somma di liste diverse o di diverse liste, ma un’alleanza per la democrazia tra noi e i cittadini che non vogliono veder prevalere in Piemonte i rappresentanti del Governo nazionale. E nella costruzione dell’alleanza dobbiamo tener conto di 4 fattori.

  1. Ciò che è stato fatto in questi ultimi 5 anni.
  2. La condivisione di un’idea di futuro per il Piemonte declinando i SI’ in tanti SI’ programmatici territoriali.
  3. L’alleanza non può essere costruita per essere competitiva al suo interno. Nella definizione delle liste dovremo tener conto delle rappresentanze territoriali, di genere e, soprattutto per quanto riguarda il civismo, degli spazi in cui il PD non è, o non è più, un riferimento.
  4. Noi il leader l’abbiamo ed è nella natura delle cose. Loro a questo punto dovranno costruirlo in laboratorio.

Rispetto a ciò che abbiamo fatto il racconto merita la giusta condivisione a partire dal gruppo dirigente regionale del Partito; le scelte devono diventare un patrimonio comune, possibilmente pubblico.

Bilancio.

Sui – costi della politica – siamo stati primi in Italia a “tagliare” risparmiando 11 milioni di euro a legislatura. Abbiamo ridotti gli affitti e i costi della gestione delle sedi e degli uffici regionali con risparmi superiori ai 20 milioni. Abbiamo ereditato ben 10 miliardi di debiti e li abbiamo progressivamente diminuiti restituendo un futuro e delle certezze al Piemonte.

Sanità.

Vi vedo preoccupati e vi capisco, ma dobbiamo decidere se vivere nello stato della percezione o in quello della realtà. Dobbiamo decidere se superare la zona del campo in cui ci si difende oppure stare in quella in cui con convinzione si vince la partita. Semplicemente dobbiamo dire la verità sul Piano di rientro e la melma in cui abbiamo trovato i conti della nostra sanità. La verità sulle classifiche ministeriali, per esempio sulle griglie LEA, dove ci troviamo sempre al primo posto. Dobbiamo dire la verità sul fatto che le fake news messe in giro ad arte sui social network circa il rapporto posti letto – numero abitanti riportano la discussione su parametri ottocenteschi che la comunità scientifica nazionale e internazionale non considera più perché più interessata al Piano Nazionale Esiti, all’innovazione tecnologica, alla ricerca e all’alta formazione del personale. Dovremmo imporre la discussione sugli investimenti in edilizia sanitaria dove abbiamo messo a disposizione 72 milioni di euro, sulla cronicità, sul piano della salute mentale, sulle case della salute, sui 14 milioni per abbattere le liste d’attesa. Raccontiamo piuttosto quello che questo Governo non fa, e invece dovrebbe fare, per la salute degli italiani, a partire dal Fondo sanitario nazionale che andrebbe potenziato almeno per procedere con un grande piano di assunzioni.

Il lavoro.

Dietro alle cifre c’è la nostra politica; 62.8 milioni per i buoni servizio lavoro per più di 16 mila disoccupati. Siamo stati la prima Regione in Italia ad attivare “Garanzia giovani” per la lotta alla disoccupazione giovanile. Abbiamo messo a disposizione 8 milioni per l’inserimento lavorativo di persone con disabilità e 8.5 milioni per le start up innovative.

Il welfare.

Abbiamo lavorato su 5 linee:

  1. L’inclusione sociale e contrasto alla povertà
  2. Il sostegno alle responsabilità genitoriali e il contrasto alle povertà
  3. L’integrazione socio sanitaria
  4. Siamo passati dalla politica della casa alla politica per l’abitare
  5. Il servizio civile universale

Mentre tutti ne parlavano noi siamo stati la prima Regione d’Italia ad aver approvato il piano di contrasto alla povertà inserendo programmazione e risorse.

Ambiente.

Abbiamo approvato una legge sulla gestione dei rifiuti che ha l’obiettivo di ridurre i rifiuti, generare meno inquinamento e evitare nuovi inceneritori. Abbiamo prodotto atti legislativi e norme specifiche sull’economia circolare, sulla qualità dell’aria, sul dissesto idrogeologico, sulla rigenerazione urbana, sulla salvaguardia del territorio e sull’amianto.

Agricoltura.

Il nuovo testo unico sull’agricoltura è stato un lavoro condiviso ed è ritenuto molto utile dai protagonisti del settore. Abbiamo lavorato per valorizzare i prodotti tipici locali e abbiamo messo in circolo più di un miliardo di fondi consapevoli che per ogni euro erogato c’è un indotto 20 volte superiore.

Istruzione.

Qualcuno vuol dire che abbiamo coperto il 100% delle borse di studio degli aventi diritto determinando così le condizioni favorevoli per aumentare le iscrizioni universitarie? E’ un fattore prodotto da una scelta politica netta a favore degli studenti e per l’uguaglianza.

Pari opportunità.

Abbiamo approvato una legge contro la violenza di genere utile, di qualità, che ha costruito “reti solidali” e ha garantito risposte concrete per donne e bambini vittime di soprusi e di viltà.

Insomma, se noi non raccontiamo quello che è successo interrompiamo la storia, non diamo forza all’alleanza per la democrazia per il futuro del Piemonte. So che non prenderemo un solo voto in più per quello che abbiamo fatto ma vi assicuro che ne prenderemo molti in meno se non sapremo raccontare semplicemente la verità.

Il futuro parte ora, parte in corrispondenza all’approvazione del Bilancio di previsione finanziario 2019-2021. Il nostro senso di responsabilità parte dal racconto dei fatti e propongo di organizzare un evento politico per parlare di futuro proprio nelle settimane successive all’approvazione del nostro documento di programmazione finanziaria. Noi dobbiamo occupare il campo delle proposte. Noi dobbiamo tenere insieme la realtà con l’idea di futuro che vogliamo costruire insieme ai piemontesi. Noi dobbiamo tenere insieme la ragione con il sentimento.

Riduzioni sulla cedolare secca sugli affitti

nterrogazione a risposta immediata su predisposizione di un elenco di tutti i Comuni piemontesi per i quali la Regione ha dichiarato lo stato di calamità naturale tra il 2009 e il 2014

Domenico Ravetti (Pd): “L’Assessore ha confermato che le riduzioni sulla cedolare secca sugli affitti sono applicabili a tutti i Comuni piemontesi ”

Torino – 22 gennaio 2019 – “Oggi, in Consiglio regionale, ho interrogato l’Assessore competente per sapere se non ritenga opportuno predisporre e diffondere un elenco dei Comuni piemontesi per i quali la Regione Piemonte ha dichiarato lo stato di calamità tra il 29 maggi 2009 e il 28 maggio 2014, al fine di agevolare i cittadini che avrebbero diritto, perché interessati dall’emergenza, ad uno sconto sull’applicazione della cedolare secca sugli affitti” ha dichiarato il Presidente del Gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale Domenico Ravetti

“Il Decreto legge n. 47 del 2014 – ha proseguito Ravetti – ha, infatti, previsto, per gli anni dal 2014 al 2019, la riduzione del 10% dell’aliquota (cedolare secca sugli affitti) per i Comuni che, nei cinque anni precedenti alla data del 28 maggio 2014, siano stati dichiarati in stato di calamità naturale e continuano ad essere numerose e frequenti le richieste, soprattutto avanzate dai singoli cittadini agli amministratori locali del territorio della nostra Regione, di accesso ad un elenco di tutti i Comuni piemontesi interessati dallo stato di emergenza”.

“L’Assessore Balocco, nella sua risposta, – ha concluso Domenico Ravetti – ha chiarito che, sia per l’evento calamitoso del marzo 2011, sia per quello del maggio 2013, lo stato di emergenza ha interessato l’intero territorio regionale e, quindi, le riduzioni sulla cedolare secca sugli affitti sono applicabili a tutti i Comuni piemontesi”.

PERCEZIONI LEGHISTE

RISPETTO I DIRIGENTI E GLI ELETTORI LEGHISTI MA SPIEGO PERCHÉ LA LEGA SI NUTRE DI PERCEZIONI E NON DI REALTÀ .

Del 2018 stavo dimenticando di portare nel mio bagaglio una ricerca Ipsos, confermata dall’Istituto Cattaneo, che posiziona l’Italia al primo posto, tra i 13 Paesi più sviluppati, nella classifica della percezione più distorta della realtà. Nella sostanza i ricercatori ci restituiscono un quadro in cui la nostra società vive in una realtà parallela rispetto ai fatti, su tutto, ma in particolare su immigrazione, disoccupazione e salute. Ci sbagliamo, giudichiamo in forza di una percezione che spesso non corrisponde al vero e siamo indotti a farlo. Ma a chi giova alimentare uno scarto così  enorme tra la percezione e la realtà? Un po’ dipende da noi, dalla nostra propensione a cercare sul web notizie che ci soddisfano, che confermano le nostre convinzioni sbagliate, quelle che in qualche modo ci rassicurano. Sì, perché la realtà a volte è cruda, poco rassicurante. E un po’ dipende da chi ha forza e interessi economici e politici a generare un mondo che non c’è.

Ecco, la Lega è un generatore automatico di percezioni, la Lega è un costruttore di un mondo che non c’è e si muove agevolmente tra le paure delle persone individuando, di volta in volta, a seconda del tema, un nemico che prima evoca e poi indica. E senza mai assumersi la responsabilità di risolvere i problemi. In sanità,  per fare un esempio, tocca a loro garantire un adeguato Fondo Sanitario Nazionale, un numero congruo di professionisti sanitari, politiche concrete per abbattere le liste d’attesa, è loro dovere investire in ricerca, in innovazione tecnologica e in tanta etica, etica e etica. E invece, giusto per intenderci, la Lega scientificamente costruisce un mondo che non c’è, quello che non contempla le verità piemontesi dove, con fatica, in 5 anni è  stato possibile uscire dalle pietose condizioni in cui loro ci avevano ridotti sino ad ottenere riconoscimenti ministeriali che collocano in prima posizione il Sistema Sanitario piemontese in diversi test qualitativi. Quello di cui la Lega ha bisogno è di tanta incompetenza perché, di fronte alla conoscenza, lo scarto tra la percezione e la realtà si ridurrebbe a sufficienza da limitare in pochi decimali i loro voti.

Sanità: i fatti fanno a botte con le percezioni.

PIEMONTE PRIMA REGIONE PER PRESTAZIONI SANITARIE E PRIMA TRA LE REGIONI BENCHMARK AI FINI DEL RIPARTO DEL FSN 2019.

Ravetti al M5S e alla Lega: “Dite la verità: ci classificate sempre al primo posto quindi voi sapete bene che in Sanità il problema non è il Piemonte ma l’Italia.”

Alcuni consigliano di non parlare di Sanità durante la campagna elettorale perché, spiegano, è un settore in cui i cittadini hanno maturato in generale un giudizio non completamente positivo. Consigliano di lasciar perdere perché non è arrivato il senso della riorganizzazione e del salvataggio della sanità pubblica ma quello dei “tagli”. Ne prendo atto amaramente, so che in qualche misura è così, ma io ne parlerò sempre guardando negli occhi i miei interlocutori. A proposito di interlocutori, li trovo ogni volta impegnati in altre faccende quando chiedo incontri pubblici per confrontarci su questi argomenti. E li capisco.

C’è qualcuno che vuole ammettere che dopo il primo posto in Italia riconosciuto dal Ministero della Salute sulla qualità delle prestazioni sanitarie (griglie LEA) ora, lo stesso Ministero a guida pentastellata classifica la Regione Piemonte prima delle cinque Regioni selezionate come “Benchmark”, con (nell’ordine) Umbria, Emilia Romagna, Marche e Veneto?  Tre di queste Regioni saranno selezionate per fare da riferimento per “i costi standard”, da utilizzare nel riparto del Fondo sanitario 2019.  La Lombardia è classificata al sesto posto. (Così per dire.)

In sanità, le tecniche di benchmarking hanno lo scopo di raggiungere uno standard di eccellenza, valutando il corretto impiego delle risorse e, valutate le performance raggiunte, di correggere opportunamente le politiche sanitarie. Nella scelta il Ministero della Salute tiene conto di una serie specifica di parametri, dal punteggio della cosiddetta “Griglia Lea” alla spesa farmaceutica, oltre all’efficienza della tenuta dei conti economici. Essere al primo posto nella graduatoria delle Regioni “Benchmark” è una novità assoluta per il Piemonte. L’indicazione del Ministero della Salute rappresenta l’ennesimo riconoscimento del lavoro svolto in questi anni. Può non piacere, può dar fastidio solo il pensiero, ma la verità è nei fatti: con il risanamento dei conti e l’uscita dal Piano di rientro, il Piemonte diventa sempre più un punto di riferimento per la sanità nazionale.  È un motivo di orgoglio ed un ulteriore stimolo a continuare? O stavamo meglio nei bassi fondi della classifica alle prese con i debiti accumulati nel tempo?

561 PAROLE PER IL 2019.

PER LA NAZIONE, PER LE ELEZIONI REGIONALI, PER CHIAMPARINO, PER IL PD. E IN FONDO ANCHE PER ME.

Provo a non commettere l’errore di scrivere la letterina di inizio anno anche se a me piace da morire quella frase che ho trovato in rete “un giorno sarai grande abbastanza da poter leggere di nuovo le favole”. Una frase che in qualche misura mi riporta al messaggio di fine anno del Presidente Mattarella quando ci ha invitati a non confinare i sogni e le speranze alla sola stagione dell’infanzia. Vivo nella concretezza e chi mi conosce sa che non so fare diversamente, anzi, ogni tanto esagero e non concedo spazi ai sogni e alle speranze perché non voglio confonderli con le illusioni. Ma il 2019 si presenta come un anno di svolta per il Paese, ancor più per il Piemonte, esagero, un anno di svolta anche per il PD e la Sinistra in Italia e dentro a questa dimensione ci sono anche io, con i miei 50 anni, la mia svolta, le mie convinzioni, la mia determinazione, i miei valori e le mie paure. Quindi coltivare qualche sogno e qualche speranza non mi farà male. Non so cosa capiterà all’Italia, sapete tutti che questo Governo non mi rasserena perché è figlio di incompetenza e improvvisazione che normalmente sono generatori di danni. Io sono italiano e spero solo nel bene del mio Paese, quindi spero che i provvedimenti sino ad ora adottati possano essere utili. La sostanza è che da amministratore pubblico non posso non cogliere la deriva sociale ed economica verso cui ci stanno portando. E nei limiti della mia azione farò il possibile per deviarne il percorso. Il Piemonte: a maggio, verso la fine di quel mese, torneremo al voto per eleggere il Presidente della Regione e il nuovo Consiglio. Credo, anzi, ne sono convinto, che Chiamparino e la sua idea di futuro rappresentino un’opportunità per i nostri territori. Abbiamo bisogno di coraggio, di sicurezze e di competenze, che sono da sempre il patrimonio personale di Sergio. C’è nel sostegno alla sua candidatura una coalizione con caratteristiche differenti rispetto a quella del 2014 e c’è il PD, un Partito in ripresa, in lenta ripresa, che potrà tornare ad essere utile se saprà utilizzare i prossimi mesi congressuali per riconnettersi con le esigenze dei cittadini. In questo contesto ci sono anche io. Ho dato la mia disponibilità a ricandidarmi per il Consiglio Regionale e farò il possibile per essere eletto. So che non potrà essere un mio esclusivo obiettivo, sono infatti consapevole che non potrà essere una mia corsa solitaria ma un cammino condiviso da tanti amici. Ci metterò come al solito tutto l’entusiasmo, le mie idee e tutta la passione di cui dispongo. I miei avversari non saranno dentro al mio Partito o nella mia coalizione e sono certo che questo varrà anche per tutti i dirigenti del PD. C’è una stagione nuova che ci aspetta dove potremo tornare ad essere i protagonisti. Confrontiamoci con le persone, mettiamo in sintonia i nostri sogni e le nostre speranze con i loro sogni e le loro speranze. Infine, io non voglio una lista debole per avere più possibilità d’essere eletto. La vorrei forte e competitiva, in rappresentanza di diversi territori, con un equilibrio di genere e anche in grado di tener conto delle aree politiche interne al mio Partito.    

Ora è ufficiale: 648 mila euro per l’Hospice “Zaccheo” di Casale Monferrato.

La Giunta regionale oggi ha approvato la destinazione dell’utile di esercizio 2017 dell’Asl AL e l’intera somma, 648.000 euro, verrà utilizzata per la sistemazione della struttura casalese.

Leggo con piacere il comunicato stampa dell’Assessore Antonio Saitta che definisce questo “intervento importante e atteso da tempo, che va a sanare una situazione ereditata dal passato Ora l’Asl di Alessandria può immediatamente dare il via alle procedure di gara e quindi di realizzazione dei lavori proseguendo, allo stesso tempo, nella causa per ottenere il risarcimento dei danni nei confronti dei responsabili dell’opera.”

Credo si possa affermare con certezza che durante le prime settimane di gennaio l’ASL potrà attivare le procedure della gara e che i lavori di messa in sicurezza, rinforzo e consolidamento delle fondazioni della struttura, oltre che il recupero igienico – sanitario dei seminterrati, termineranno entro il 2019.

“Più tasse per il volontariato.”

Domenico Ravetti (Capogruppo PD Consiglio Regionale Piemonte): “Vogliono frantumare l’essenza della coesione sociale nel nostro Paese. Lega e M5S hanno superato il limite della decenza politica.”

 “Quella tassa è una vergogna, una patrimoniale sulla solidarietà. Il conto lo pagheranno i più poveri” Sono queste le parole che arrivano dal mondo del volontariato. E la protesta si diffonde sempre più contro la norma voluta da Lega e M5S che cancella l’Ires agevolata (portandola dall’attuale 12% al 24%) per istituti di assistenza sociale, fondazioni, enti ospedalieri, istituti di istruzione senza scopo di lucro. E che prevede un esborso di circa 120 milioni per il terzo settore. Ancora una volta questo G(g)overno nazionalpopulista conserva il solito posto alle persone in difficoltà: l’ultimo. D’altronde le parole – solidarietà – e – umanità – paiono non essere inserite nel dizionario della lingua del nuovo potere.

GIORNATA SCIENTIFICA “Tutti insieme abbiamo fatto tanto ma per Alessandria la vera sfida inizia ora”

 Il settore della ricerca scientifica dovrebbe dare slancio e speranze al nostro territorio.L’avanzamento scientifico e tecnologico, frutto della ricerca di base e applicata nei suoi più svariati settori, è volano per lo sviluppo del Paese e stimola il circuito dell’economia, del benessere e della crescita. Purtroppo dalle dichiarazioni ai fatti, dalle promesse al Governo dei processi, si mette in luce quanto i fondi per la ricerca pubblica siano stati considerati un orpello, un optional, nei bilanci dello Stato e non una necessità basilare della società. Eppure la fase di recessione economica cui siamo andati incontro in questi anni ha infatti confermato come la capacità competitiva di un territorio sia intimamente e imprescindibilmente legata agli investimenti in ricerca scientifica e tecnologica.

Gli altri Paesi, in Asia e gli Stati Uniti, ne stanno raccogliendo i frutti mentre l’Europa è maledettamente in declino e l’Italia è la Cenerentola.

Dobbiamo fare di più e meglio. Ma cosa? E in Alessandria e nella nostra provincia? Rispondo.

Dobbiamo rafforzare il legame tra Università, centri di ricerca e mondo imprenditoriale. Dobbiamo fare innovazione e trasferirla rapidamente nell’ambito applicativo valorizzando il nostro capitale umano. Dobbiamo internazionalizzare la nostra Università. Ci deve interessare il rapporto tra Alessandria e la sua Università per una serie infinita di ragioni. Ma deve interessarci ancor di più il rapporto tra Università e il resto del mondo. Così come dobbiamo essere interessati al rapporto tra Ospedale e la città ma dobbiamo essere ancora più interessati al rapporto tra l’Ospedale e il resto degli Ospedali del mondo. Altrimenti rischiamo di costruire un sistema autoreferenziale e per nulla competitivo. Infine, dobbiamo essere consapevoli dei nostri limiti. Mi spiego. Pur tra mille difficoltà sta nascendo un asse tra Human Technopole di Milano e Città della Salute di Torino. Può non piacerci visto da qui, possiamo sentirci stretti nella morsa, ma la verità è gli interessi ora stanno su quell’asse. Ma io credo, ne sono convinto, che in quel contesto vi sia spazio per Alessandria. E che Torino, Novara e Alessandria possano essere, ognuna con la sua specificità e la sua forza, i vertici di un triangolo che si collega alla Lombardia. Bisogna crederci, bisogna essere all’altezza, bisogna strutturarsi. Bisogna alzare il livello. Fin qui abbiamo fatto bene, molto bene, ad ottenere il corso universitario di medicina e di candidarci al riconoscimento di Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico. Abbiamo fatto bene ad inserire nei piani strategici di Aso e ASL AL il tema della ricerca in tutte le sue declinazioni. E’ però come essersi allenati ad affrontare la sfida. Quello che abbiamo fatto fino ad ora non è la vittoria. La partita inizia ora.